Acqua bene comune? In Provincia no!

Lunedì 11 si è tenuto un consiglio straordinario (per definizione e non per esito o qualità) sul tema acqua.  Grazie alle pressioni fatte da Rifondazione il consiglio era aperto alla partecipazione  e agli interventi del pubblico.

E noi abbiamo partecipato.

Il Pd ha presentato un ordine del giorno ben scritto e apprezzabile nella forma. La sostanza era però abbastanza deludente. Al di là delle belle parole, dei buoni propositi e dell’evidente condanna al decreto Ronchi non vi erano però impegni concreti e prese di posizioni precise. Sono tutti d’accordo che l’acqua sia quella cosa umida e blu, che sia un bene da tutelare, che nel mondo cominci a scarseggiare ma non si riesce ad esprimersi sulla sua natura. L’acqua per il Pd può essere ed è un BENE DI RILEVANZA ECONOMICA e come tale va gestito con spa e ricerca di profitto.

Come comitato abbiamo presentato un ordine del giorno ben diverso e ben più chiaro. Si chiedeva di decretare l’acqua un bene PRIVO di rilevanza economica  in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.

Non ci siamo neanche addentrati nella questione Enìa-Iride per non complicare troppo la faccenda ad un’aula che è parsa incapace di capire la natura del discorso.

Per tutta la durata della seduta si sono susseguiti interventi veramente interessanti (qui ne trovate un sommario resoconto): chi parlava di dighe, chi di concorrenza sleale alle grandi marche dell’acqua in bottiglia, chi predica politiche comuni al Forum Nazionale dell’acqua e poi si esprime con voti schizofrenici, chi parlava di bene della comunità senza però specificare se per comunità intenda i padani del Po o i cittadini tutti…

Insomma per risolverla con una battuta ognuno ha tirato l’acqua al suo mulino. Citando un autore importante “Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.”

Inutile scrivere l’esito: ordine del giorno del Pd: 24 votanti, 17 favorevoli, 7contrari; ordinde del giorno del coordinamento: 24 votanti, 1 favorevole, 23 contrari.

Siamo consapevoli che il problema acqua sia ampio e ci sia bisogno di trattare tutte le problematiche che sono emerse, ma dobbiamo partire dalla radice (o dalla sorgente) del problema: definire l’acqua un BENE COMUNE PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA.

E questo non siamo solo noi a dirlo: la nostra voce è quella dei più di 5000 reggiani che hanno firmato la proposta di legge per la ripubblicizzazione dell’acqua, dei cittadini della provincia che si sono visti calare sopra la testa una privatizzazione che non volevano (ma tanto non gli ha chiesto niente nessuno), quelle persone che hanno capito che parlare di acqua significa parlare del nostro presente, del nostro futuro. Significa parlare della nostra vita.

Ma noi continueremo a partecipare.

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