ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA S.P.A

Mercoledì 31 MARZO a partire dalle ore 15 in Consiglio Comunale, Sala del Tricolore

—> TUTTI IN CONSIGLIO COMUNALE!
per ricordare a chi governa la città che non basterà certo un fantomatico 51% pubblico a salvare l’acqua dei nostri rubinetti da una privatizzazione sancita dal Decreto Ronchi, e che comunque non si è mai vista nessuna democrazia del 51% dentro qualsiasi consiglio d’amministrazione di qualsiasi s.p.a., CHE NESSUN SINDACO POTRA MAI CONTRASTARE IN UN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI UNA S.P.A UNA BANCA D’AFFARI, UN FONDO D’INVESTIMENTO O UNA SOCIETA’ FINANZIARIA, e che perciò stiamo svendendo al privato -perdipiù contenti di farlo!- le risorse del nostro territorio e delle nostra comunità, costruite e salvaguardate in decenni di investimenti e gestione pubblica, trasparente e finalizzata non alla speculazione finanziaria ma al bene dei cittadini.

E’ A RISCHIO IL FUTURO DEI SERVIZI PUBBLICI E IN PARTICOLARE DI UN BENE FONDAMENTALE COME L’ACQUA, la cui gestione ci è già stata tolta con questa follia finanziaria di fusione tra multiutility giocata sulla logica del profitto che avrà solo ripercussioni negative e che i cittadini, a cui non è mai stato chiesto nulla a riguardo, pagheranno con bollette più alte e peggioramento del servizio e riduzione degli investimenti. e mentre le gestioni privatizzate in italia stanno solo facendo sfracelli ad esempio a Parigi dopo 25 anni di gestione privata l’acqua è stata ripubblicizzata…
per di più con il Decreto Ronchi diventeremo il primo paese europeo a privatizzare per legge la gestione dell’acqua!

FERMIAMOLI!

non possiamo stare a guardare il nostro consiglio comunale mentre vota per svuotarsi di poteri e perdere controllo sul territorio nascondendosi ingenuamente ed ideologicamente dietro alla falsa favola del 51%…

—> COSA POSSIAMO FARE e CHIEDERE AI CONSIGLI COMUNALI:
– dichiarare giuridicamente negli statuti comunali l’acqua un “bene privo di rilevanza economica” per sottrarla all’applicazione del Ronchi
– chiedere uno scorporo del ciclo idrico dalla fusione Iride – Enìa e un suo affidamento a una società a capitale INTERAMENTE PUBBLICO.

SIAMO ANCORA IN TEMPO PER SALVARE I NOSTRI BENI COMUNI!

L’ACQUA E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE!

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