Acqua minerali: questa è una rapina!

 

Il businnes delle acque in bottiglia frutta ogni anno circa 3 miliardi di euro. E’  tutto molto semplice: trovo una fonte, imbottiglio l’acqua e la vendo agli italiani che, ormai è noto, sono uno dei maggiori consumatori di acqua imbottigliata. Dov’è che si crea questa ricchezza? Nel costo della materia prima. Per dirla con una battuta, è alla fonte che si fanno i profitti!

Le ditte di acque minerali pagano concessioni irrisorie alle regioni per poter sfruttare le fonti. O meglio, le ditte di acque minerali sfruttano per i loro affari i beni comuni delle nostre comunità, delle nostre regioni, restituendoci in cambio un pugno di mosche. Questa è una rapina! Il nostro territorio viene impoverito, le nostre risorse vengono sfruttate e gli unici a rimetterci siamo noi, i cittadini. Perchè l’acqua è dei cittadini, è un bene demaniale ed è un bene comune. Perchè l’acqua delle fonti non viene utilizzata per gli acquedotti ma diventa una merce per il mercato delle acque minerali senza portare alcun beneficio al cittadino ma solo profitti per pochi.

Ma chi decide le tariffe delle concessioni? L’assemblea regionale.

Abbiamo ricevuto un comunicato dall’ufficio stampa dei Verdi, che tramite la consigliera regionale Gabriella Meo hanno presentato un’interpellanza sui canoni di concessione delle acque minerali e di sorgente. “Con la mia interpellanza – spiega la consigliera Meo – ho voluto sollecitare la Giunta regionale ad adeguare immediatamente la normativa regionale, in primo luogo aumentando i canoni di concessione, come hanno già fatto in altre regioni, e in secondo luogo calcolando quanto dovuto dalle aziende imbottigliatrici sulla base dei litri di acqua realmente prelevati dalle sorgenti e non, come avviene ora, sugli ettari di superficie della concessione…”

L’Assessore alla difesa del Suolo, Paola Gazzolo, ha confermato  quanto già si sapeva: si continuano a incassare da chi imbottiglia le acque minerali cifre irrisorie e insufficienti anche solo a ricoprire le spese sostenute per la gestione amministrativa delle concessioni o per i controlli.

Nel 2010, a fronte di 387 milioni e 250 mila litri di acqua imbottigliata (e venduta) la regione ha incassato solo 46.000 euro. Con questi dati allora riusciamo a comprendere il vero businness delle acque in bottiglia. Quanto costa al litro per il produttore e quanto per il consumatore. Quanto ci guadagna una ditta di acqua minerale a vendere una merce che costa così poco.

Questo è il furto dei beni comuni: una rapina vera e propria. Ci lasciamo sottrarre le ricchezze dei nostri territori senza avere niente in cambio. Impoveriamo le nostre comunità e il nostro suolo a beneficio del mercato. E i cittadini? Perchè l’acqua (migliore) delle sorgenti non viene utilizzata per gli acquedotti? Perchè il cittadino deve pagare una bolletta molto più salata di una grande azienda?

Questa situazione va avanti così da anni: cosa aspetta la Regione Emilia Romagna? gli assessori, i politici, i partiti dove sono? L’assessore ha risposto che si prenderanno provvedimenti. Ma dov’erano fino ad oggi? di cosa si occupavano?

Nella proposta di legge popolare del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, depositata in parlamento nel 2007, chiediamo che dall’adeguata tariffazione delle concessioni per lo sfruttamento delle acque minerali si trovino i soldi per un fondo nazionale per la ripubblicizzazione degli acquedotti e per la manutenzione. Sentiamo dire che non ci sono soldi, che il pubblico non può affrontare gli investimenti sulle reti acquedottistiche, che la crisi deve essere affrontata mettendo sul mercato i servizi pubblici con una grande privatizzazione. Cominciamo invece a regolare il privato, a porre dei vincoli al mercato con rigorosità ed equità.I beni comuni sono dei cittadini e delle comunità, non del mercato. Vogliamo una politica attenta ai beni comuni, una gestione priva di logiche di mercato: ci stiamo giocando il futuro…anzi lo stiamo svendendo…

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2 pensieri su “Acqua minerali: questa è una rapina!

  1. E’ sepre troppo tardi. luciano

  2. Invece, NON è mai troppo tardi per cercare di correggere errori, superare difficoltà e/o contrastare ingiustizie, come questa denunciata da Tom.
    Ciononostante va tenuto presente che la gente è convinta che l’acqua in bottiglia sia migliore di quella dei rubinetti e forse, non a torto, in qualche località.
    Jaime

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