Gamberale (F2i) è indagato per corruzione. È lui il finanziatore della grande Multiutility del Nord?

Circa un anno fa abbiamo convocato una conferenza stampa per portare all’attenzione della città il problema degli investitori occulti in IREN Spa. Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia, intervenendo alla nostra conferenza aveva chiaramente delineato la situazione finanziaria di IREN Spa. e della presenza del fondo di investimenti F2i che non rendeva pubblici i nomi di ben 37 soggetti investitori. Ad oggi non ci è ancora arrivata una risposta ufficiale ma i Sindaci continuano a ripeterci che sulla gestione della nostra azienda ex-municipalizzata possiamo stare tranquilli: questa si che è TRASPARENZA!

Sempre a proposito del Fondo di Investimenti F2i è notizia di questi giorni l’apertura di un indagine nei confronti di Vito Gamberale, amministratore del fondo, sospettato di corruzione. L’aspetto preoccupante è che l’amministratore di F2i potrebbe essere legato con il fondo alla possibile nascita della Grande Multiutility del Nord.

Per questo, ancora una volta, chiediamo ai nostri Sindaci trasparenza nelle vicende societarie di Iren Spa. perchè il futuro dell’azienda non è un affare segreto ma interessa tutti i cittadini. 

COMUNICATO STAMPA

La Procura di Firenze sta indagando per corruzione l’amministratore del fondo F2i, Vito Gamberale. L’attività della Giunta comunale di Milano, intanto, è investita dalle polemiche per la cessione allo stesso fondo di una quota delle azioni di Sea, la società che gestisce Malpensa e Linate, operazione dietro la quale potrebbe configuarsi un ulteriore illecito. In questo contesto, non possiamo non ricordare che il nome di Vito Gamberale, e quello del fondo F2i, è circolato nelle settimane scorse come quello di uno dei principali attori della nascita della grande multiutility del Nord, frutto della fusione tra A2a, Iren e forse anche Hera. Fassino e Tabacci hanno affermato pubblicamente che Gamberale potrebbe essere il socio finanziario dell’operazione.

Già lo scorso anno portammo nei consigli comunali piemontesi, liguri ed emiliani ordini del giorno per chiedere chi fossere i finanziatori di F2i, senza ricevere risposta. Oggi – con Gamberale indagato – chiediamo nuovamente agli amministratori di Genova e delle altre città di Piemonte, Lombardia, Liguria, ed Emilia coinvolte nell’operazione, se è a questi soggetti che vogliamo affidare la gestione di un servizio pubblico d’interesse generale, come i nostri acquedotti.

Più in generale, l’intera vicenda pone un interrogativo rispetto agli ambiti in cui nasce la proposta di creare la grande multiutility del Nord, e alle esigenza cui risponde. Secondo il Forum italiano dei movimenti per l’acqua altro non è che una svendita di servizi pubblici essenziali, il cui fine non è il miglioramento del servizio ma l’esigenza di far fronte al livello d’indebitamento di A2a e Iren divenuto insostenibile a causato dalla crisi che ha fatto perdere oltre il 35% del valore alle due società quotate in Borsa. È pura speculazione, estranea al perseguimento del bene comune delle città interessate.

Per questo abbiamo promosso un appello contro la costituzione della multiutility del Nord, che ha già raccolto quasi tremila firme tra cui quelle di esponenti dell’economia, della cultura e dello spettacolo. È possibile leggere e sottoscrivere l’appello su www.acquabenecomune.org

Roma, 21 marzo 2012

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