Il futuro dell’acqua a Reggio: la parola ai reggiani – Comunicato Stampa

Sabato 9 giugno si è svolta in Piazza Casotti a Reggio un’importante assemblea pubblica sul tema “Il futuro dell’acqua a Reggio: la parola ai reggiani”, promossa dal locale Comitato Acqua Bene Comune in occasione dell’anniversario del Referendum dello scorso anno.

Più di 100 persone: cittadini, associazioni e amministratori si sono confrontate per oltre 3 ore su questo tema cruciale per la nostra collettività. Sono intervenute decine di associazioni espressione della società civile reggiana (tra cui Cgil, Arci, Uisp, Auser, Anpi, Legambiente, Dar Voce…), oltre che partiti politici e amministratori locali.

Non si è parlato solo del problema della tariffa e della campagna di Obbedienza Civile con la quale il Comitato Acqua Bene Comune si batte perché sia rispettato l’esito del Referendum che ha abolito la “remunerazione del capitale” dalla tariffa. A questo riguardo è interessante notare che gli stessi amministratori locali (Tutino e Tagliavini) hanno riconosciuto che dentro questa voce c’è anche una quota (importante) di profitto del gestore, che va eliminata, così come stabilito dal Referendum. Si è parlato anche, e soprattutto, di chi dovrà gestire da qui in poi l’acqua in Provincia di Reggio, dal momento che la concessione a Iren è scaduta a fine 2011 (per inciso è scaduta anche quella dei rifiuti).

Si è ragionato quindi sull’alternativa tra la ri-pubblicizzazione, richiesta in modo inequivocabile dalla grande maggioranza dei cittadini con il loro voto referendario, e il rischio di definitiva privatizzazione insito nelle paventate ulteriori fusioni per creare una grande multi-utility del Nord.

Facciamo notare che TUTTI gli intervenuti, amministratori compresi, si sono detti contrari a questa ipotesi di ulteriori fusioni societarie . Saranno fischiate le orecchie al Sindaco Del Rio ?

E sono tutti contrari perché condividono una forte critica al modello di multi-utility esistente, quotata in borsa, attenta al profitto e al valore del titolo (peraltro crollato, con grave danno per tutta la comunità) ben più che alla soddisfazione dei cittadini.

Molte voci (gli interventi sono stati più di una ventina) hanno attribuito la responsabilità di questa situazione all’ultima generazione dei politici locali, che hanno in buona misura rinunciato a svolgere il loro ruolo di programmazione e di indirizzo per adagiarsi su quello di “azionisti” in attesa di un dividendo sempre più improbabile.

E’ vero le proposte per il futuro sono state diverse, alcuni (ad esempio la rappresentante dei lavoratori di Iren) hanno detto che il modello di multi-utility che riunisce in sè più servizi (gas, acqua, rifiuti) resta quello preferibile, ma va sottoposto ad un controllo pubblico molto più stringente di quello a cui abbiamo assistito finora. Altri sostengono che scorporare la gestione dell’acqua (e dei rifiuti) da Iren collocandola in capo ad un ente di diritto pubblico sarebbe la soluzione migliore e più rispettosa dell’esito referendario. A dimostrazione della fattibilità di questa proposta sono stati citati esempi interessanti di gestioni interamente pubbliche, del solo servizio idrico, assolutamente efficienti dal punto di vista economico e capaci di raccogliere i finanziamenti necessari agli investimenti.

E’ stato anche citato il forte processo di ri-pubblicizzazione dei servizi pubblici locali (non solo dell’acqua) in atto in Europa, che vede l’Italia purtroppo attestata su posizioni di retroguardia nel sostenere ancora la privatizzazione come soluzione a tutti i mali.

Insomma il dibattito è stato molto ricco. Si è ragionato, con il contributo di chi conosce bene il tema come l’ex direttore di Agac Veneziani, su temi cruciali come quello delle perdite crescenti delle nostre reti e degli investimenti calanti ad esso dedicati a causa dei problemi finanziari di Iren, che pure incamera la tariffa sulla base degli investimenti promessi, ben inferiori rispetto a quelli effettivamente realizzati.

Tutti questi interventi saranno disponibili tra breve sul sito del Comitato : acqua pubblica.re.it. L’assemblea è stata un’occasione importante per portare fuori dal “palazzo” una discussione che interessa tutti i cittadini che non la vogliono lasciare solo ai politici e agli addetti ai lavori. Le stesse associazioni intervenute hanno rivendicato con forza il diritto ad essere interpellate da parte degli amministratori locali.

Alcuni interventi hanno anche proposto un referendum cittadino consultivo, per dare a tutti la possibilità di esprimersi sulle diverse alternative in campo per la gestione futura del servizio idrico. Il Comitato valuterà con attenzione questa proposta, coinvolgendo anche le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.

Da parte della stampa locale ci aspettiamo che questo interessante dibattito venga riportato e anche sviluppato, offrendo lo spazio per un confronto serio e costruttivo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...