Referendum, un anno dopo. Aiutiamo i sindaci a ricordare.

A un anno di distanza dal grande referendum del 12-13 giugno vogliamo ancora festeggiare e ringraziare tutte e tutti voi per quello che siamo riusciti a compiere insieme. Un percorso meraviglioso che ha portato ad un risultato incredibile. Abbiamo dimostrato che come cittadini sappiamo e vogliamo riappropriarci dei beni comuni e degli strumenti democratici di partecipazione alla vita politica.

Purtroppo però non è ancora finita. A Reggio Emilia nonostante il risultato del referendum e soprattutto nonostante la grandissima partecipazione dei cittadini il sindaco Graziano Delrio non ha ancora accettato l’esito referendario. La privatizzazione di Iren spa continua, le bollette non vengono ridotte e la sovranità popolare non viene rispettata.

E’ un atto gravissimo che ci porta ad una sola conclusione: continuare la nostra lotta e il nostro impegno per l’acqua e i beni comuni. Ripubblicizzare l’acqua a Reggio Emilia si può e si deve. Partiamo dall’acqua per aprire a tutti i beni comuni, perchè una gestione interamente pubblica e partecipata è quello che abbiamo votato ed è ciò che vogliamo come cittadini.

Si scrive acqua, si legge DEMOCRAZIA.

Qui di seguito trovate la lettera aperta che avevamo mandato a Graziano Delrio esattamente un anno fa. Si sa i sindaci sono persone impegnate e può succedere che si dimentichino alcune cose. Aiutiamoli a ricordare cosa è successo e cosa (loro stessi!) hanno votato. Inviate per email al vostro sindaco il testo che trovate qui sotto, oppure un vostro messaggio, ricordandogli che il momento per ripubblicizzare l’acqua è ORA.

Indirizzo email sindaco di Reggio Emilia: Segreteria.Sindaco@municipio.re.it


Caro Sindaco,

il 12 e il 13 giugno dello scorso anno la privatizzazione della gestione del servizio idrico in Italia è stata fermata.

Senza il referendum centinaia di acquedotti sarebbero stati costretti ad aprire al mercato e alla privatizzazione della gestione del servizio. I sindaci e i cittadini delle città come Milano, Venezia, Verona, ma anche la nostra vicinissima Toano, avrebbero dovuto rinunciare al governo delle loro aziende, ancora 100% pubbliche, per  fare entrare il profitto nella logica di gestione del nostro bene più prezioso: l’acqua.

Tutto questo grazie a noi, cittadini, i veri protagonisti e  fautori di questa importantissima decisione politica. Perché con il voto del referendum popolare abbiamo espresso in maniera inequivocabile che l’acqua è un bene comune privo di rilevanza economica e su cui non devono essere fatti profitti. Ora, si tratta di ripartire da questo risultato e da quello che abbiamo affermato: fuori l’acqua dal mercato e fuori i profitti dall’acqua.

La nostra provincia è stata la prima in Italia per affluenza ai seggi e questo è un dato meraviglioso, un’ondata di democrazia. Non solo, è anche un chiaro segnale di volontà politica: i cittadini vogliono la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua a Reggio Emilia. Non stiamo chiedendo di “tornare indietro di trent’anni” (anche se a onor del vero Agac è privata solo dal 2005) ma di ripensare a un nuovo modello di gestione interamente pubblico e partecipato dal basso.

Abbiamo dimostrato di saper creare un movimento politico capace di riavvicinare i cittadini alla res pubblica, alla gestione dei beni comuni. Una politica nuova che vuole generare benessere ed efficienza con una responsabilità il più possibile condivisa tra i cittadini. Siamo riusciti a creare un movimento trasversale, aperto e plurale e ora, con lo stesso spirito, vogliamo iniziare una discussione sulla gestione del servizio idrico del nostro territorio. Quello che proponiamo è un percorso che trovi la sua forza nella partecipazione di quanti più soggetti possibili, che tenga presenti le idee, le complessità e le regole già in campo ma che sia basato su un punto di partenza ben preciso: l’acqua come bene comune, gestito interamente dal pubblico e partecipato dai cittadini e dai lavoratori.

Dopo questo voto, dopo questa splendida dimostrazione di partecipazione democratica e di bella politica, chiediamo a tutti i cittadini, alle associazioni, ai movimenti religiosi, ai sindacati e ai partiti di impegnarsi con coerenza e responsabilità in un percorso insieme al Comitato che concretamente punti a creare un nuovo modello di gestione per il servizio idrico.

Noi crediamo che il cambiamento sia possibile, crediamo che ripubblicizzare si debba e si possa fare e insieme a noi lo credono i 263293 cittadini della provincia che hanno votato due sì ai referendum sull’acqua. Questa è la politica nel senso più alto del termine: il luogo in cui cittadini e istituzioni collaborano nella gestione del bene comune.

Non è solo da Reggio Emilia che partirà il cambiamento: a livello nazionale rilanceremo la nostra proposta di legge che quattro anni fa 500.000 italiani avevano sottoscritto perché il parlamento la discutesse, in essa è contenuto tutto il nostro messaggio. A livello locale ci impegneremo affinchè la gestione dell’acquedotto di Reggio Emilia ritorni ad essere un modello interamente pubblico e  un’avanguardia a livello nazionale, utilizzando tutti gli strumenti di partecipazione democratica in nostro possesso.

La saluto cordialmente, orgoglioso di essere parte della comunità reggiana che ancora una volta si è mostrata nella sua vitalità.

 

Distinti saluti

 

 

Comitato Referendario Reggiano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune

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