CASELLI, ADESSO BASTA GIOCHETTI. PARLIAMO DI ACQUA.

Dal verbale dell’ultima conferenza capigruppo in Consiglio Comunale a Reggio Emilia del 21 Novembre:
“Prima dell’inizio della discussione riferisce inoltre, ricordando l’osservazione del consigliere Iotti nella precedente seduta in merito alla necessità di una verifica della regolarità delle firme apposte in calce alle mozioni popolari, che , relativamente alle ultime tre mozioni popolari in tema di acqua pubblica, vi sono incertezze sull’identità del primo firmatario di cui non è indicato il nome , oltre al cognome e l’indirizzo di domicilio risulta incompleto poiché privo del numero civico. L’unica persona corrispondente al cognome ed all’indirizzo indicato come primo firmatario (individuato attraverso un ricerca anagrafica ), cui pertanto è stata inviata la risposta e la documentazione, ha riferito agli uffici di non essere la firmataria di alcuna mozione”
Adesso basta. E’ ora di finirla con questi giochetti per delegittimare i contenuti e i percorsi del movimento per l’acqua: sono state presentate delle mozioni di iniziativa popolare e si è cercato di non farle arrivare in discussione in consiglio comunale attraverso (o nascondendosi dietro a) un ambiguo cavillo legale, superato l’ostacolo grazie anche alla sensibilità dimostrata dalla politica, tocca registrare l’ennesimo squallido tentativo -il secondo imputabile alla Presidente Caselli- per gettare scredito su quelle mozioni popolari: questa volta la materia del contendere non sarebbe l’ammissibilità, ma delle presunte irregolarità nelle firme raccolte.
Questa l’interpretazione della Caselli, di seguito la nostra ricostruzione dei fatti: il giorno in cui sono state consegnate le mozioni l’ufficio di Segreteria Comunale ci ha ricordato che è prassi consolidata da tempo la possibilità di aggiungere anche a deposito avvenuto un cosiddetto foglio di firme “numero zero”, con i nomi dei primi firmatari, che diventerebbero poi i presentatori delle mozioni in consiglio, e su loro consiglio abbiamo agito in questi termini (così come nello strutturare i testi delle mozioni ci eravamo comportati in ossequio ai consigli del Segretario Rebuttato…altro bell’esempio di coerenza tra uffici nello stesso municipio, con la sagra dei pareri difformi) considerando intanto di proseguire la raccolta firme e poter decidere in maniera più ponderata chi volesse figurare come primo firmatario per poi presentare le mozioni. Solo dopo un mese e un giorno dal deposito scopriamo con grande sconcerto che riguardo all’ammissibilità è stata spedita una risposta scritta al primo firmatario, che nemmeno noi sapevamo chi fosse!, dato che ci stavamo attenendo a quello che ci avevano detto in segreteria.
In pratica in Presidenza devono aver preso il primo della lista del foglio con le firme, quando dalla Segreteria a tutto il Comune i nostri recapiti non sono proprio un mistero. Sul momento non abbiamo voluto sollevare critiche anche perchè la cosa che ci premeva di più era l’esito all’epoca ancora incerto sull’ammissibilità delle mozioni, considerando questo incidente una delle tante stravaganze di questo comune.
Adesso scopriamo che su questo punto la Caselli si permette addirittura di insinuare dei dubbi di regolarità sulle firme raccolte. La serietà che il movimento dell’acqua ha sempre posto nella raccolta firme -a Reggio in questi anni complessivamente abbiamo raggiunto la bellezza di 50.000 firme– dimostra più di tutto aver saputo costruire a partire da quella fondamentale base di partecipazione la più grande raccolta firme della storia della Repubblica e una storica vittoria referendaria, e a differenza di altri (http://www.corriere.it/politica/11_marzo_05/pd-imbarazzo-firme-berlusconi_a3c765b6-46fa-11e0-b6b9-265b0f3bef10.shtml) non è nei nostri moduli che sono comparsi Zorro e Hitler.
Da quel poco di regole sulla partecipazione di cui è dotato il Comune (sperando che venga finalmente approvato un fatidico “regolamento di partecipazione popolare”, lo si aspetta da anni), servono almeno 300 firme per poter presentare una mozione d’iniziativa popolare, per queste mozioni ne abbiamo raccolte 5 volte tanto, e non perchè raccogliere firme sia la nostra attività preferita, ma proprio perchè abbiamo ritenuto fondamentale che si dovesse dare un maggiore spessore civico a quelle mozioni che partendo dal risultato referendario cercano far avanzare il dibattito e costruire le premesse per riuscire a ripubblicizzare l’acqua anche a Reggio.
Questo balletto di equivoci, pareri e comportamenti contraddittori non è per niente corretto nei nostri confronti, quasi si volesse “prenderci in castagna”.
Dopo l’esperimento fallito del cavillo legale, questo nuovo tentativo strisciante di delegittimazione denota contorni vergognosi: si può solo immaginare il disagio della persona incolpevolmente raggiunta dagli uffici di presidenza, vi stiamo solo tratteggiando il nostro sdegno e la nostra indignazione nell’aver subito tutta questa situazione gratuita e grottesca, è semplicemente ridicolo doversi attaccare anche a questo pur di trovare un qualsivoglia elemento di critica deteriore nei confronti di quello che con impegno da anni stiamo portando avanti. In un momento così grave di crisi di ogni aspetto della società, davanti a chi cerca un confronto democratico rispetto a un tema così importante e a chi riconosce nel dialogo con le istituzioni un momento qualificante e costruttivo, suonano davvero inaccettabili reiterate e subdole forme di “sfiducia nei confronti dei cittadini”.
Chi non gradisce quelle mozioni sull’acqua deve dirlo ad alta voce, non nascondendosi dietro segretari comunali e squallide insinuazioni solo per delegittimare.
La partecipazione dovrebbe essere qualcosa da stimolare, non qualcosa da cui difendersi.
Ancora una volta diciamo che “Si scrive acqua, si legge democrazia”.
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2 pensieri su “CASELLI, ADESSO BASTA GIOCHETTI. PARLIAMO DI ACQUA.

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