CGIL di Reggio Emilia: “Iren avrebbe fatto meglio ad evitare di trattare i cittadini “autoridotti” alla stregua di semplici clienti morosi”

Con piacere pubblichiamo la comunicazione ufficiale rilasciata dalla CGIL di Reggio Emilia in merito alla nostra campagna di Obbedienza Civile e alle minacce di sospensione di fornitura d’acqua inviate da IREN Spa ad alcuni utenti. Anche il sindacato, come del resto il comitato chiede da lungo tempo, si appella all’autorità degli Enti Locali per risolvere la questione delle tariffe. La remunerazione del capitale investito è stata abolita con i quesiti referendari del 2011: quei soldi devono tornare nelle tasche dei cittadini. I sindaci continueranno a comportarsi come azionisti o finalmente torneranno a fare gli amministratori locali applicando la legge e il risultato dei referendum?

 

cgil

AUTORIDUZIONE DELLE BOLLETTE DEL SERVIZIO IDRICO

Dopo aver letto sugli organi di informazione la posizione di Iren Emilia SpA, la CGIL di Reggio Emilia ritiene di dover intervenire nella querelle di questi giorni tra il Comitato Acqua Bene Comune e la stessa Iren in merito ai preavvisi di sospensione della fornitura inviati dall’azienda a quei cittadini che hanno aderito alla campagna nazionale di obbedienza civile, autoriducendosi la bolletta di quella quota parte riferita alla remunerazione del capitale investito che è stata abolita dal referendum del 2011.
Premesso che la CGIL non ha appoggiato in alcun modo la campagna di auto-riduzione, crediamo sia chiaro a tutti che questa campagna non è una modifica unilaterale ed arbitraria delle tariffe, quanto piuttosto una iniziativa di protesta, volta a richiedere agli organismi competenti l’adozione di quei provvedimenti che servono a garantire il rispetto formale e sostanziale dell’esito referendario, comprese le istruzioni della Autorità di vigilanza per la restituzione, a tutti gli utenti, delle somme indebitamente versate dal 21 luglio al 31 dicembre 2011, come disposto dalla Corte Costituzionale.
A fronte di un atto di protesta, chiaramente politico, teso a rivendicare il rispetto del Diritto, occorrono risposte conseguenti da parte della stessa Autorità di vigilanza e dell’ATERSIR, in assenza dei quali il gestore del servizio (nel nostro caso Iren) avrebbe fatto meglio ad evitare di trattare i cittadini “autoridotti” alla stregua di semplici clienti morosi, minacciando addirittura il distacco dell’utenza “… con aggravio delle spese, che può superare i € 1.000 al netto IVA” come testualmente riportato nelle lettere di sollecito.
Una procedura questa difficilmente sostenibile in un eventuale giudizio, a maggior ragione trattandosi di un servizio essenziale quale quello idrico, e con dei costi per il gestore di molto superiori all’entità delle somme auto-ridotte, che non superano le poche decine di Euro per utenza.
E tutto questo accade proprio in un territorio che sta tentando, con la deliberazione del Consiglio Locale di ATERSIR del 21.12.2012, di verificare la fattibilità della ri-pubblicizzazione del servizio idrico. Comprendiamo che questa situazione di incertezza sul futuro pesi sull’azienda, ma non crediamo sia suo compito rispondere, con iniziative estemporanee, ai temi sollevati dal comitato A.B.C. Questo ruolo spetta agli Enti locali che sono contemporaneamente soci di maggioranza di Iren e responsabili del governo del territorio.

Matteo Alberini Segreteria CGIL – Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia

Responsabile politiche economiche e del territorio

Reggio Emilia, 28 maggio 2013

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