Ripubblicizzazione: “con il cuore” sindaci favorevoli all’Azienda Speciale

Nell’ultimo incontro del Forum Provinciale per l’Acqua si è discusso delle 2 modalità di gestione alternative del Servizio Idrico Integrato ri-publicizzato: la Spa a capitale pubblico di diritto privato e l’Azienda Speciale consortile di diritto pubblico.

Vale la pena di ricordare che dai 2 referendum votati a grande maggioranza il 12-13 giugno 2011 è uscita un’indicazione inequivocabile, di cui i nostri amministratori dovrebbero tenere conto. Infatti il primo referendum ha abolito l’obbligo di privatizzare (“fuori l’acqua dal mercato”) e il secondo ha abolito la remunerazione del capitale dalla tariffa (“fuori il profitto dalla gestione dell’acqua”), indicando quindi come strada maestra per la ri-publicizzazione quella della gestione di diritto pubblico.

La società di consulenza incaricata da Atersir (l’Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna peri Servizi Idrici e i Rifiuti) riconosce nel suo memorandum per i sindaci che “una società di capitali (Spa) può essere tale solo qualora persegua uno scopo di lucro ” ma poi afferma che “allo stato attuale l’affidamento a mezzo di Azienda Speciale appare certamente meno conveniente rispetto alla Spa”.

Questa conclusione è stata smontata dall’intervento “in punta di diritto”del Prof. Alberto Lucarelli dell’Università di Napoli che ha spiegato al Forum che in realtà dal punto di vista legale ed economico non vi è alcuna differenza tra la Spa e l’Azienda Speciale a sfavore di quest’ultima.

La scelta che dovranno fare i sindaci della provincia quindi è una scelta essenzialmente politica che, secondo il Comitato Acqua Bene Comune, deve preoccuparsi soprattutto di “mettere in sicurezza” la scelta coraggiosa di ri-publicizzare, che i sindaci hanno voluto dedicare “alle nuove generazioni”. In questa logica l’Azienda Speciale quindi è la forma preferibile, perché mette al riparo da ipotesi future di privatizzazione, non avendo un capitale sociale per azioni che sono sempre passibili di vendita.

Quello che noi vogliamo, lo ripetiamo ancora una volta, è una gestione dell’acqua efficiente ma fuori da logiche di profitto , partecipata dai cittadini e dai lavoratori del servizio….e pare che lo vogliano anche i sindaci dal momento che tutti gli intervenuti si sono detti “col cuore” favorevoli all’Azienda Speciale !

Per quanto riguarda la tariffa, il secondo referendum come si è detto ha abolito la “remunerazione del capitale” (circa l’11,5% sulla bolletta dei reggiani), ma siccome Iren ancora continua a farcela pagare, stiamo praticando una campagna di “Obbedienza Civile” (all’esito del referendum), togliendo noi stessi questa quota dal pagamento della bolletta. Iren risponde trattandoci come degli insolventi e minacciando “la sospensione della fornitura senza ulteriore preavviso”. Questa questione è stata posta al Forum, ricordando che ci sono state diverse sentenze (dal Giudice di Pace al Tar al Consiglio di Stato alla Corte Costituzionale) che hanno riconosciuto che ci deve essere una restituzione da parte dei gestori agli utenti. Fintanto che non sarà effettuata quindi Iren non ha il diritto di compiere un atto grave come tagliare l’acqua a chi chiede il rispetto di questo diritto. Richiesto di esprimersi in merito l’Assessore Tutino ha detto che se lo farà Iren si assumerà una grave responsabilità. La consulente legale di Atersir ha aggiunto che questa responsabilità potrebbe essere addirittura “penale”. Valuti bene quindi IREN come comportarsi negli confronti degli utenti che praticano l’”Obbedienza Civile”.

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