Non è che l’inizio! La mobilitazione continua…

Presidio Acqua PubblicaCONTINUA A OLTRANZA LA MOBILITAZIONE PER L’ACQUA PUBBLICA

 

Dopo quattro anni di lavoro e trattative in cui si è ribadita più volte la volontà di riportare la gestione dell’acqua in forma pubblica e partecipata, in pochissimi giorni la direzione provinciale del PD ha compiuto una vera e propria inversione di rotta, in una riunione a porte chiuse e senza alcun coinvolgimento della cittadinanza. Le motivazioni sono basate su valutazioni economiche infondate e che non tengono in nessuno conto gli studi di fattibilità fatti in questi anni.

Nonostante lo scarso preavviso, centinaia di cittadini si sono riuniti ieri intorno alle bandiere dell’acqua pubblica, in alcune piazze e vie della città, per porre la situazione all’attenzione della cittadinanza.

torta

Di fronte alla richiesta di un confronto pubblico ed aperto sul tema, il comune ha di nuovo risposto con pretesti di natura meramente burocratica, con cui ha impedito il diritto costituzionale alla libera manifestazione della volontà e dell’opinione della cittadinanza nella forma di un presidio permanente presso il comune previsto per questi giorni di mobilitazione.

Il Comitato per l’Acqua Pubblica ribadisce la necessità di compiere scelte politiche lungimiranti su questi temi, e di assumersene la responsabilità, e richiede con forza un confronto aperto, trasparente, democratico e basato su dati oggettivi e verificabili.

A questo scopo prosegue la mobilitazione permanente:

  • oggi domenica 14 giugno assemblea pubblica alle ore 18.00 in piazza Casotti, con a seguire cena popolare e concerto degli Honolulu swing.
  • domani lunedì 15 giugno presidio a partire dalle 16.00 in poi in piazza Prampolini sotto al comune in concomitanza del consiglio comunale.

Il comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia

acampada

Annunci

La “decisione” del PD sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia

il buono

Con un comunicato di poche righe, il Partito Democratico ha deciso di liquidare il percorso per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia. Un percorso che dura da 3 anni e mezzo, voluto dalle istituzioni e partecipato da tanti cittadini e (ben pochi) sindaci.

E’ uno schiaffo alla DEMOCRAZIA, perché la decisione spetta ai Consigli Comunali e non alla direzione del PD e perché ci si mette sotto i piedi il voto referendario di 250.000 cittadini reggiani.

E’ uno schiaffo alla COERENZA, perché i Sindaci hanno deliberato più volte, a partire dalla fine del 2012, di voler ripubblicizzare e lo hanno scritto a chiare lettere nei loro programmi elettorali.

E’ uno schiaffo all’INTELLIGENZA, perché tutti gli studi di fattibilità (pagati da noi cittadini) realizzati in questi anni hanno dato esito positivo e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Il PD fa carta straccia di tutto questo e, in dirittura d’arrivo, non ha una soluzione alternativa concreta da proporre. Da settimane circolano ad arte numeri falsi e strumentali (mai sottoposti a un pubblico confronto) propedeutici a questa “decisione”, con la quale il PD diventa esplicitamente il partito di Confindustria, Federutility e IREN.

Tutto ciò è inaccettabile!

Invitiamo tutti cittadini a manifestare SABATO 13 la loro indignazione, nel 4° anniversario del Referendum.

Invitiamo tutti a partecipare alla “acampada” che rimarrà ininterrottamente sotto il Comune fino al Consiglio Comunale di Lunedi pomeriggio. L’iniziativa partirà dalle ore 17,30 in Piazza Casotti e continuerà, tra musica e parole, fino a notte (maggiori informazioni qui).

Si scrive Acqua, si legge Democrazia!

11390471_1150245888327585_6722291358080756534_n

Da Iren sempre dati contradditori sulla gestione dell’acqua

1142.strip
Lunedì 8 luglio si è tenuto presso la Provincia un altro incontro del Forum Provinciale per l’Acqua, la sede  di confronto sul processo di ri-publicizzazione tra le amministrazioni e i cittadini voluta dall’Assessore Tutino.
Purtroppo la presenza dei sindaci è sempre molto limitata, folta invece la delegazione del Comitato Acqua Bene Comune.
E’ stata l’occasione per ascoltare da Iren (attraverso gli ingegneri Bertolini e Gualerzi) i dati relativi agli investimenti effettuati nel Servizio Idrico Integrato nel 2012.
Purtroppo però è stata anche l’occasione, ancora una volta, per registrare dati contraddittori.
Non si capisce perchè, infatti, che si parli del profitto che il gestore attuale fa sull’acqua o che si parli degli investimenti (programmati e reali), Iren non riesca mai a fornire 2 volte di fila gli stessi numeri, come vorrebbe una comunicazione davvero trasparente.
Lunedì ad esempio ci hanno mostrato che gli investimenti lordi (comprensivi dei contributi pubblici) nel 2012 sono stati pari a 20,5 milioni di Euro, mentre in documento precedente, sempre di Fonte Iren, visibile sul sito del Forum, gli investimenti per lo stesso anno erano quantificati in 19,4 milioni.
Gli investimenti al netto dei contributi pubblici (provenienti sempre dalle nostre tasche, come quelli di Iren, finanziati dalla tariffa) sarebbero invece pari a circa 15 milioni (14,4 secondo la fonte precedente).
Se poi confrontiamo questo dato con gli investimenti programmati, quelli che Iren si era impegnata a fare anche dopo la revisione al ribasso di fine 2011, cioè 24,9 milioni, constatiamo che lo scarto è molto significativo.
Non è dato sapere invece quale sia stato il profitto netto del gestore nel 2012.
Gli ultimi dati di fonte Iren, ancora una volta contradditori, risalgono al 2010, quando gli investimenti erano considerevolmente superiori, e vanno dai 549.000 E (fonte Viero), agli 811.000 E (fonte dirigenti Iren, dato presentato al Forum) ai 2,48 milioni (fonte Ato).
Nel 2012, essendo diminuiti, e molto, gli investimenti e aumentata la tariffa rispetto al 2010,  si presume che il profitto di Iren sull’acqua in provincia di Reggio (pagato dalle nostre bollette) sia stato largamente superiore.
Nonostante ciò l’Ing. Bertolini ieri ci ha detto che “per fortuna che Iren non si comporta come un’azienda privata (cos’altro è una Spa quotata in borsa ?) altrimenti allo scadere della concessione (fine 2011) e in presenza della decisione dei sindaci di scorporare e ri-publicizzare il servizio (fine 2012), gli investimenti sarebbero crollati e così pure la propensione alla collaborazione con l’Amministrazione Pubblica ….”.
Ma questa è un’affermazione propagandistica, dal momento che Iren non fa che comportarsi come il contratto che ha firmato le impone, anche nel periodo transitorio successivo alla scadenza. Nessun “regalo” quindi di Iren alla collettività.

Il percorso verso la ri-publicizzazione comunque continua.  Sono state incaricate 2 società di consulenza di fornire uno studio sugli aspetti economico-finanziari e su quelli legali.
Entrambe avrebbero dovuto fornire un primo contributo entro giugno-luglio, ma pare che ci riuscirà solo il consulente legale, che verrà a spiegare al Forum entro fine luglio come va affrontata la ri-publicizzazione.
La scelta, per noi cruciale, tra Società di diritto privato (Spa con finalità di profitto) o di diritto pubblico (Azienda Speciale operante fuori da logiche di profitto, seppur con vincolo di equilibrio di bilancio) competerà agli amministratori reggiani.
Ci auguriamo che i consulenti privati che paghiamo per aiutarci a ri-pubblicizzare (giacchè nessun soggetto pubblico pare fosse attrezzato a farlo…) ci forniscano elementi di valutazione obiettivi e non fondati su un pregiudiziale “favore per il mercato”, che già i cittadini hanno scartato in maniera inequivocabile con il Referendum.

Cogliamo l’occasione per segnalare che anche la concessione a Iren per la gestione dei Rifiuti è scaduta: crediamo ci siano i presupposti per ri-pubblicizzare anche questo servizio, come peraltro hanno dichiarato di voler fare i Sindaci della provincia di Piacenza, in situazione del tutto analoga alla nostra.
Per motivare l’opportunità di ri-pubblicizzare  basti pensare che  Iren si occupa  sia della raccolta che dello smaltimento, ma siccome è proprio dallo smaltimento (in discarica o con inceneritore) che ricava i suoi profitti, non è interessata a perseguire quegli obiettivi di raccolta differenziata che sono la premessa per la strategia “Rifiuti Zero” promossa ormai dalla stessa Comunità Europea.

Chiediamo quindi che si costituisca un Forum dedicato anche ai Rifiuti, come si è fatto per l’Acqua.

IREN, i sindaci e la campagna di Obbedienza Civile

IREN “si stupisce” della reazione dei cittadini alle proprie minacce, ma riconosce il loro diritto al rimborso (seppure parziale) degli importi versati a titolo di “remunerazione del capitale investito” . La Campagna di Obbedienza Civile quindi continua, perché “Si scrive ACQUA, si legge DEMOCRAZIA”.

IMGP5146

Nei giorni scorsi il Comitato prov. reggiano Acqua Bene Comune ha denunciato l’atteggiamento intimidatorio di Iren nei confronti dei cittadini che hanno aderito alla campagna di Obbedienza Civile (all’esito del Referendum ) trattenendo dal pagamento della propria bolletta dell’acqua la quota relativa alla “Remunerazione del Capitale”, (circa l’11%) abolita dal Referendum ma non nei fatti.

Abbiamo fatto presente che diverse sentenze e pareri, della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e del Tar, hanno dato fin qui ragione a chi lamenta la non applicazione dell’esito referendario. Abbiamo anche segnalato che è tuttora pendente un ricorso al Tar della Lombardia del Forum nazionale dei movimenti per l’Acqua contro il nuovo Metodo Tariffario, illegittimo a nostro avviso in quanto retroattivo (al 2012) e in quanto fa rientrare dalla finestra, col nome di “Oneri Finanziari”, quella stessa “Remunerazione del capitale” abolita dal Referendum.

Nonostante tutto ciò dovrebbe invitare alla prudenza, Iren ha intimato agli auto-riduttori il pagamento dei pochi Euro trattenuti minacciandoli di ridurre la fornitura dell’acqua al 15% e poi di interromperla del tutto, oltre che di pagare i costi connessi a queste operazioni, che possono anche superare i 1.000 E.

Nel suo comunicato di risposta alla segnalazione da parte nostra di questa intimidazione, a nostro avviso assolutamente sproporzionata, Iren si “stupisce” che questo atteggiamento “venga considerato una minaccia”. In realtà, queste modalità di “sollecito” sono state condannate da precise sentenze (citate nella nostra risposta) in quanto “pratica commerciale aggressiva e scorretta, posta in essere in violazione del generale principio di buona fede a cui si ispira tutta la disciplina a tutela del consumatore”.

Ci aspettiamo quindi che Iren lasci da parte questi metodi intimidatori e le chiediamo esplicitamente: davvero avete intenzione di tagliare l’acqua agli utenti che hanno auto-ridotto di pochi Euro le proprie bollette per richiamare l’attenzione sul rispetto dell’esito referendario ?

Capiamo bene che il contenzioso politico sulla tariffa dell’acqua va al di là della volontà di Iren stessa, che non può esimersi tuttavia dal riconoscere (nel suo comunicato) che siamo in attesa dei provvedimenti che “consentiranno di rimborsare a tutte le utenze gli importi non dovuti versati a titolo di remunerazione del capitale investito” (seppure solo per la seconda metà del 2011, cosa a nostro avviso inaccettabile).

In attesa che vengano riconosciuti i nostri diritti di utenti e di cittadini che hanno votato in modo inequivocabile ai Referendum, continuiamo quindi la nostra campagna di Obbedienza Civile, forti anche degli attestati di solidarietà che ci sono giunti da importanti associazioni della società civile reggiana (tra cui Federconsumatori e Arci).

Ci sia consentita infine una considerazione di fondo. In diversi atti “politici” recenti dei Sindaci reggiani (e non solo, anche dell’Atersir regionale) è stato messo nero su bianco che la gestione dell’acqua deve rimanere “fuori da logiche di profitto”, in coerenza con l’esito referendario.

L’applicazione di questo principio ha portato coerentemente (per una volta) alla decisione di ri-pubblicizzare per il futuro (dal 2014) la gestione dell’acqua in provincia di Reggio, scorporandola da Iren. Siamo tuttavia ancora ben lontani dal vedere questo principio applicato al presente. Iren, come le altre multi-utility quotate in borsa, continua a fare profitti milionari sulla gestione dell’acqua, pagati dalle nostre tariffe.

Questo viene riconosciuto a livello aggregato dalle relazioni periodiche fornite da Iren stessa per garantirsi i favori della borsa, ma resta immerso nella più totale mancanza di trasparenza quando si tratta di fornire dati concreti, affidabili e aggiornati, sulla gestione del Servizio Idrico Integrato a livello locale. Perché ?

Forse perché associare le tariffe locali (in costante crescita) con i profitti reali del servizio metterebbe in evidenza il conflitto di interesse degli amministratori locali, nella loro doppia veste di azionisti della multi-utility e di difensori degli interessi dei cittadini ?

IREN minaccia di sospendere la fornitura di acqua ai cittadini che chiedono il rispetto dei Referendum

IREN non riconosce le scelte di ri-publicizzazione del Servizio Idrico degli amministratori reggiani e minaccia la sospensione della fornitura ai cittadini che aderiscono alla campagna di Obbedienza Civile per il rispetto del Referendum ( togliendo dal pagamento delle fatture dell’acqua la “Remunerazione del Capitale”)

IREN lettera di minaccia sospensione servizio

Il 12-13 giugno 2011 27 milioni di cittadini italiani hanno detto in modo chiaro e inequivocabile, con i 2 Referendum sui Servizi Pubblici Locali, che vogliono l’Acqua fuori dal mercato e il profitto fuori dalla gestione dell’Acqua.

A fronte della scadenza della concessione del Servizio Idrico Integrato (SII) a Iren a fine 2011, gli amministratori reggiani hanno deciso di tenere conto dell’esito del primo Referendum, deliberando di non andare a gara ma di costituire un soggetto interamente pubblico per la gestione del SII della provincia di Reggio. E’iniziato quindi un percorso di ri-publicizzazione che deve concludersi entro la metà del 2014.

Ciò nonostante nel suo recente Piano Industriale (al 2015), Iren ignora questa decisione e scrive che punta al “mantenimento delle concessioni nei territori di riferimento”. Che significa ? come interpretare queste parole ?

Per quanto riguarda invece la tariffa il Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, di cui fa parte il Comitato reggiano Acqua Bene Comune , sta combattendo una battaglia per il rispetto dell’esito del Referendum che ha eliminato dalla tariffa la “Remunerazione del Capitale Investito”.

Aderendo alla campagna di Obbedienza Civile all’esito del Referendum, alcune centinaia di cittadini di Reggio e provincia, hanno inviato a Iren, a partire dalla primavera scorsa, una “Lettera di Reclamo” con cui chiedono di adeguare la tariffa all’esito referendario (la Corte Costituzionale ha precisato che “la normativa residua è immediatamente applicabile e non presenta elementi di contradditorietà”) e si riservano di decurtare essi stessi dal pagamento delle fatture successive la quota relativa alla Remunerazione del Capitale (11,5% circa nel nostro territorio, come da dati forniti dal gestore).

Alcune decine di cittadini infatti hanno dato seguito alla Lettera di Reclamo auto-riducendo il pagamento della propria bolletta dell’11,5%. E’ evidentemente una battaglia simbolica, ma molto importante dal punto di vista del principio (“Il mio voto va rispettato” come recita un slogan del movimento per l’Acqua).

Dall’inizio della campagna diversi passaggi giuridico-legali ci hanno dato ragione: dalla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2012, al parere del Consiglio di Stato del gennaio 2013 che ha affermato che le bollette dell’acqua “non sono coerenti” col quadro normativo post-referendario, fino alla sentenza del Tar della Toscana del marzo 2013 secondo la quale “il criterio della Remunerazione del Capitale (…) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente travolto dalla volontà popolare abrogatrice (…) finalizzata a rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”.

Ciò nonostante i gestori continuano a fare finta di niente, anche perché la “Politica” tace, in attesa che venga applicato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio deciso dall’Autority per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) su mandato del Governo Monti. Questo nuovo metodo tuttavia fa rientrare il profitto dalla finestra cambiandogli il nome (da “Remunerazione del Capitale” a “Oneri Finanziari”) ed è stato quindi impugnato dal Movimento per l’acqua con un ricorso al Tar della Lombardia.

A livello locale però, l’assemblea dei sindaci reggiani (ex-Ato) ha preso nei giorni scorsi una posizione interessante contro il nuovo metodo tariffario, invitando l’Atersir (nuovo Ato regionale) a non adottarlo, così come hanno fatto poco prima i sindaci piacentini.

Nonostante tutto ciò avrebbe dovuto quantomeno invitare alla prudenza, Iren ha inviato nei giorni scorsi ai cittadini auto-riduttori una raccomandata di “Preavviso di sospensione forniture” (*) con cui si minaccia “la riduzione della potenza della fornitura ad un livello pari al 15% e poi la riduzione della stessa”, addebitando all’utente tutti i costi, “che possono anche superare i 1.000 E al netto di Iva”.

Il Comitato Acqua Bene Comune denuncia questo grave atteggiamento intimidatorio, augurandosi che sia frutto di una procedura “automatica”, che non ha tenuto conto delle reali motivazioni degli utenti che hanno peraltro regolarmente pagato le fatture, trattenendone solo una piccola parte per sollevare una questione di democrazia, nell’interesse di tutti.

Come abbiamo indicato nella nostra lettera di risposta a Iren, la minaccia di distacco della fornitura, come recentemente affermato dal Consiglio di Stato (sentenza n. 720 del 31.1.2011 che conferma una decisione del Tar del Lazio), “corrisponde pienamente al paradigma di coercizione e di indebito condizionamento” configurato dagli artt.24 e 25 del Codice di Consumo, in quanto idonea (…) a limitare la libertà di scelta del consumatore, ed integra una pratica commerciale aggressiva e scorretta, posta in essere “in violazione del generale principio di buona fede a cui si ispira tutta la disciplina a tutela del consumatore”.

Il Comitato Acqua Bene Comune quindi continua nella propria campagna di Obbedienza Civile e chiede la solidarietà attiva delle Associazioni dei Consumatori, degli amministratori reggiani e di tutti i cittadini che hanno a cuore la questione, perché “Si scrive Acqua, si legge Democrazia”

(*) peraltro fuori tempo massimo, perché in molti casi la data di scadenza dell’intimazione di pagamento è addirittura precedente alla data di notifica della raccomandata

Comunicato stampa

A REGGIO EMILIA ABBIAMO RAGGIUNTO 3500 firme in sole due settimane!


Superate le 250mila firme, siamo già a metà strada

Dopo 9 giorni di raccolta firme, iniziata il 24 aprile scorso, il Comitato Promotore per i 3 Referendum per l’acqua pubblica comunica di aver superato le 250mila raccolte per ciascuno dei tre quesiti proposti. Siamo a metà delle firme necessarie, a un terzo dell’obbiettivo che il Comitato si era dato per la fine della raccolta.

La velocità di raccolta firme è straordinaria e da tutti i territori, anche dai più periferici, arrivano dati eccezionali. Tra le regioni in largo anticipo sulla tabella di marcia ci sono il Lazio (32mila firme), la Puglia (oltre 30mila firme), la Calabria (10mila). In Abruzzo sono state raccolte più di settemila firme, quattromila solo negli ultimi due giorni.

Il fine settimana del primo maggio ha replicato il successo del precedente. File nei banchetti in tutta Italia, alle celebrazioni della Festa dei Lavoratori, nelle piazze e per la strade. La raccolta prosegue fino alla prima settimana di luglio, la mappa dei banchetti di raccolta firme è su www.acquabenecomune.org

Comunicato stampa nazionale

testatina.png


COMUNICATO STAMPA

Centomila firme in 48 ore, parte alla grande la raccolta firme per i referendum

Il Comitato Promotore: “Un risveglio civile che parte dall’acqua”

Una partenza straordinaria quella della raccolta firme per i referendum per l’acqua pubblica.

Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.

Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l’elenco completo è su www.acquabenecomune.org).

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.

Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo (entrambi Pd). In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia.

Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua.