Report Assemblea 18 ottobre… abbiamo fatto il punto!

ComitatoAcqua18Sabato 18 Ottobre alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è svolta un’affollata assemblea pubblica promossa dal Comitato  Acqua Bene Comune (ABC) per fare il punto sulla ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia. Sono intervenuti numerosi cittadini, amministratori, associazioni e anche parlamentari della provincia.

La prima considerazione positiva riguarda proprio la partecipazione a conferma dell’attenzione che ancora c’è su questa vicenda dopo 3 anni dal Referendum.

L’introduzione del Comitato ha fatto notare che il processo di ripubblicizzazione e scorporo del Servizio Idrico Integrato da Iren (deliberato dai Sindaci a fine 2012) procede troppo a rilento e che il tempo gioca a suo sfavore perché il Governo sta predisponendo misure di segno esattamente opposto, volte a favorire la concentrazione progressiva dei gestori dei servizi pubblici locali in pochissime grandi società quotate in borsa.

Abbiamo ricordato le cose da fare:

  • Quantificare l’indennizzo a Iren
  • preparare un Piano Industriale (decidere cosa dovrà fare il nuovo gestore e come dovrà organizzarsi)
  • preparare un piano economico-finanziario
  • trovare le risorse per finanziarlo
  • scrivere lo Statuto del nuovo gestore pubblico e decidere che forma giuridica dovrà avere
  • nominare un direttore generale, il Cda e un organismo di sorveglianza

finora si è prodotto qualcosa di concreto solo sulla prima. Quindi il ritardo è evidente (il nuovo soggetto pubblico doveva nascere già a metà 2014, secondo la delibera dei Sindaci).

I tre interventi successivi del Comitato hanno trattato:

  • l’organizzazione del nuovo soggetto gestore pubblico (Franco, lavoratore di Iren)
  • la forma giuridica che riteniamo preferibile perché ci consente di mettere in sicurezza la ripublicizzazione (Daniele)
  • la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione, condizione imprescindibile per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte (Carla)

Flyer Assemblea

Franco ha espresso l’assoluta necessità che lo scorporo dell’acqua dia luogo ad una vera azienda, strutturata ed autonoma, capace di gestire l’interezza del servizio. Ha denunciato che Iren ha impedito finora il coinvolgimento dei dipendenti nel processo e ha ricordato la diversa (opposta) posizione della Cgil territoriale di Reggio, favorevole allo scorporo e all’Azienda Speciale, e della Filctem (categoria della Cgil), che invece osteggia la ripubblicizzazione e difende a spada tratta le grandi multi utility quotate in borsa. Cisl, Usb e Cobas si sono dichiarate favorevoli alla ripubblicizzazione, ma poco presenti tra i lavoratori di Iren.

Daniele ha ribadito che la scelta della forma giuridica è tutta politica ed è una questione sostanziale e non formale (come sostiene invece il PD). L’Azienda Speciale (AS) è l’unico modo per porre il futuro gestore fuori dalle regole del libero mercato (seppure sia un soggetto economicamente autonomo e tenuto all’equilibrio di bilancio). L’AS esalta il ruolo dei Consigli Comunali e impone ai Sindaci di “cambiare verso” rispetto alle scelte devastanti compiute in passato. La richiesta di rinnovamento non è una posizione ideologica.
I 2 problemi che vengono imputati alle AS, reperire finanziamenti sul mercato e difficoltà a rimanere esente da clientelismo e corruzione quando viene “occupata” dalla politica, sono presenti anche con la forma della Spa e forse in maniera peggiore per la minore trasparenza dei propri atti.

Carla ha presentato le slide allegate sul tema della partecipazione (potete leggerle e scaricarle qui).
Ha spiegato la differenza tra “democrazia partecipativa”, che mette in primo piano la partecipazione diretta e attiva dei soggetti e “democrazia partecipata” che persegue la composizione di interessi con forme meramente consultive. Ha fatto riferimento a 3 possibili livelli partecipativi: i Consigli Comunali allargati, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato di Sorveglianza. Ha citato i diversi pareri in seno al movimento per l’Acqua, rimandando a uno “studio di fattibilità” che dovrebbe aiutarci a valutare i pro e i contro delle diverse possibilità.

1 (1)L’Assessore Tutino, che ha parlato a nome degli amministratori locali della provincia, ha detto (per la prima volta e in modo esplicito) che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dell’Azienda Speciale  e che questa è anche la loro prima scelta (alla domanda esplicita se questa era la “sua”personale opzione o anche quella dei Sindaci, ha risposto che è anche il punto di vista di Vecchi, sindaco di RE, e del segretario del PD, presente in sala) ma che la priorità  di finanziare gli investimenti viene prima di tutto, visto che i Comuni non hanno assolutamente risorse proprie da investire. “La forma giuridica non può e non deve diventare un ostacolo per le banche”. A questo proposito un cittadino ha invitato a rivolgersi a Banca Etica, molto propensa a finanziare operazioni di questo tipo, piuttosto che a banche speculative. Ha ribadito che la motivazione degli amministratori locali a portare a termine la ripubblicizzazione è compatta, in virtù del forte mandato elettivo ricevuto e si è impegnato ad accelerare i tempi del processo.

Anche sulla partecipazione dei cittadini Tutino ha dichiarato che sarà prevista dallo Statuto del nuovo soggetto gestore. Su questa questione dei vincoli che il PD ha ribadito di essere disposto a mettere nel futuro Statuto del gestore pubblico (Azionariato interamente pubblico, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini al controllo), avremmo potuto aprire una lunga discussione, ma non ce n’è stato il tempo.

Due  cittadini hanno chiesto che venga preso in considerazione l’articolo 43 della Costituzione ai fini della determinazione dell’indennizzo del valore residuo da corrispondere a Iren. Secondo questo articolo infatti la Legge può consentire, salvo indennizzo, il trasferimento allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori, di  servizi pubblici gestiti in condizioni di monopolio. Accogliendo qs richiesta l’assemblea si è impegnata a chiedere esplicitamente al Forum provinciale per l’Acqua (la sede di confronto voluta da Tutinio tra Enti Locali e cittadinanza attiva) di prendere posizione su qs punto. Il valore dell’indennizzo comunque non è scritto da nessuna parte, ma dovrà essere oggetto di trattativa tra i sindaci ed Iren, nell’interesse della collettività.

Un cittadino in particolare ha rimproverato al Comitato ABC un’eccessiva morbidezza, riprendendo polemicamente le parole di Tutino che ne aveva apprezzato il “supporto” al processo di ripubblicizzazione.

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Sia le parlamentari  Daga (M5S) e Mussini (gruppo misto) che Corrado Oddi del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua hanno messo in guardia sulle misure che sta approvando il Governo, capaci di compromettere seriamente il percorso reggiano verso la ripubblicizzazione. Tutino a questo proposito ha voluto rassicurare, citando il parere di un consulente legale appositamente interpellato, che sostiene che le misure governative comunque non impediscono il percorso reggiano.

Corrado Oddi però ha fatto notare che almeno 2 misure previste dalla Legge di Stabilità 2015 sono, strumentalmente, molto penalizzanti (e richiedono una mobilitazione):

  • l’obbligo per l’Ente locale che effettua la scelta “in house” di accantonare “pro-quota nel primo bilancio utile” una somma pari all’impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto
  • la priorità nei finanziamenti derivanti da risorse pubbliche ai gestori privati o a quelli che hanno deliberato aggregazioni societarie

Matteo Alberini della Camera del Lavoro ha detto che la Cgil non è affatto contraria a ripubblicizzare anche la gestione dei rifiuti, il cui affidamento a Iren è scaduto (insieme al Servizio idrico Integrato) a fine 2011. Questa è stata una piacevole novità.   Ora dobbiamo decidere se vogliamo iniziare questa battaglia, tutta da costruire. Ha  invitato anche i Sindaci che “finora si sono nascosti dietro a Tutino” ad assumersi le loro responsabilità, smarcandosi da Delrio, la cui posizione (favorevole alle concentrazioni e alla finanziarizzazione) è invece ben nota. Alberini ha anche consigliato di riprendere nel prossimo futuro le questioni della ripubblicizzazione ad una ad una, in modo da poterle approfondire maggiormente.

Infine il Comitato ABC ha invitato tutti  ad assumere una posizione precisa sul problema dei distacchi del servizio che stanno colpendo sempre più cittadini incolpevolmente insolventi a causa della grave crisi economica.

 

 

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia
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ASSEMBLEA PUBBLICA: FACCIAMO IL PUNTO !

Flyer AssembleaÈ ora di fare il punto, pubblicamente, sul percorso verso la ripublicizzazione della gestione dell’Acqua.

A fine 2012 i Sindaci della Provincia hanno deciso di scorporare l’acqua da Iren e di affidarla ad un gestore interamente pubblico, ma l’obiettivo sembra essere ancora lontano e molteplici gli ostacoli da superare, a partire dall’indirizzo di senso contrario imposto dal Governo.

Prima delle recenti elezioni amministrative tutti i candidati sindaci, anche quelli di opposizione, hanno confermato l’obiettivo della ripublicizzazione, ma siamo in ritardo rispetto ai tempi previsti e soprattutto i cittadini ne sanno molto poco. Iren naturalmente frena, ma non è l’unica a farlo.

E’ora quindi di fare il punto e di chiarire ai cittadini dove vogliamo andare:

  • che tipo di soggetto sarà il nuovo gestore (la società civile reggiana si è espressa chiaramente per un’Azienda Speciale di diritto pubblico e non per una Spa di diritto privato, vedi Lettera aperta ai Sindaci reggiani)
  • quali saranno le funzioni e l’organizzazione del nuovo gestore
  • come verrà finanziata l’operazione
  • in che forme è prevista la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione e al controllo
  • quale futuro auspichiamo per Iren

Vi invitiamo quindi a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA

che si terrà a Reggio Emilia,

SABATO 18 Ottobre, alle ore 10

presso la sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro (via Roma 53)

 

Per rinfrescare le idee sul confronto relativo alla forma giuridica del nuovo gestore, potete leggere la Lettera Aperta ai Sindaci di novembre 2013 (firmata da 36 importanti associazioni che rappresentano decine di migliaia di abitanti del nostro territorio),
la risposta del PD e la replica del Comitato Acqua Bene Comune.

Vi ricordiamo anche che a inizio 2013 il Consiglio Comunale di Reggio Emilia (e anche qualcuno della provincia) approvò un Odg (sulla traccia della mozione di iniziativa popolare promossa dal Comitato ABC) che impegnava l’amministrazione a contrastare ulteriori processi di concentrazione e finanziarizzazione nella gestione dei servizi pubblici locali, ponendo uno stop ai progetti di creazione di un’unica grande Multiutiltity del Nord.   Se ne è parlato molto ultimamente, dando segnali anche contrastanti. Ci auguriamo che i nostri amministratori non abbiano cambiato idea in proposito.

 

Il Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune

 

La lettera Aperta ai Sindaci, (finalmente) la risposta del PD e la nostra replica

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A fine Novembre 2013 il Comitato Acqua Bene Comune e 36 importanti associazioni della società civile  indirizzano ai Sindaci reggiani una Lettera Aperta (qui ripresa), pubblicata anche sulla Gazzetta di Reggio, per ribadire l’importanza della “messa in sicurezza” della ripublicizzazione, scegliendo la forma dell’Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico per il nuovo gestore del Servizio Idrico Integrato (SII).

A metà Aprile 2014, dopo numerose sollecitazioni, finalmente riceviamo una risposta, non dai Sindaci ma dalla segreteria provinciale del PD, chissà poi perché, ma va bene lo stesso…

Nella risposta del PD (qui allegata nella versione integrale) si dice in sostanza: “il nuovo soggetto gestore dovrà garantire i principi fondamentali della gestione pubblica: totale proprietà pubblica, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini negli organi di controllo”.   (…)

“L’impegno dei Sindaci reggiani è di proseguire il percorso intrapreso, verificando la possibilità di utilizzare, come indispensabile momento di transizione, lo strumento già esistente di Agac Infrastrutture Spa, in grado di rispondere pienamente ai 3 principi fondanti sopra riportati a garanzia della totale publicizzazione dell’acqua, valutando anche la possibilità di creare un’Azienda Speciale” (il sottolineato è nostro).

“Ci sia permesso, però, di segnalare come il tema della “forma” non sia primario rispetto a quello della sostanza: cioè lo scorporo del servizio idrico allo scopo di avere una gestione di totale proprietà pubblica. Se sono fermi i punti di partenza (v.sopra) qual è la differenza tra le due soluzioni ? Per quale ragione in Italia non esistono esempi di aziende speciali consortili nella gestione dell’acqua ed esistono, invece, diverse società interamente pubbliche?”

 

Chi legge avrà una sua personale opinione su quanto questa risposta venga incontro al contenuto della nostra Lettera Aperta.

La nostra opinione in merito è riassunta nella replica inviata al PD (allegata).

Ci fa piacere vedere indicati nella vostra risposta (per la prima volta) i 3 punti fondamentali che dovranno essere garantiti dal nuovo soggetto gestore. A maggior ragione è confortante leggere che state “valutando anche la possibilità di creare un’Azienda Speciale” per la gestione del SII, come chiediamo con forza nella Lettera Aperta ai Sindaci. Finora questi impegni non erano mai stati presi in maniera ufficiale da nessun sindaco”.

 

“La scelta dell’Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico non è una questione “formale” come voi indicate (peraltro, come sapete bene, in Democrazia la forma è sostanza…), ma una questione “sostanziale”. E’ fuor di dubbio infatti che una forma giuridica più dell’altra possa consentire di “mettere in sicurezza” la ripublicizzazione e di perseguire i 3 obiettivi fondamentali sopra indicati.   Scegliendo la Spa, come siete orientati a fare mettendo la concessione in capo a Agac Infrastrutture Spa, l’inserimento nel suo Statuto di quegli obiettivi sotto forma di vincoli sarebbe tutto da conquistare e rischierebbe di essere oggetto di trattative al ribasso, come sta avvenendo a Torino”.

 

“Non possiamo accettare la domanda retorica “per quale ragione in Italia non esistono esempi di Aziende Speciali Consortili nella gestione dell’acqua ed esistono invece diverse Spa interamente pubbliche ?”. La risposta, fin troppo semplice, potreste darvela voi stessi: per il semplice motivo che nel 2001 la Legge Finanziaria ha imposto la trasformazione delle municipalizzate in Società per Azioni. Purtroppo quella logica privatizzatrice ha informato di sé tutte le scelte politiche successive, anche quelle dei governi di Centro-sinistra e quelle del governo attuale”.

 

“Non possiamo non chiedervi, a questo punto, capovolgendo la richiesta che voi avete fatto a noi, perché siate così riluttanti nei confronti dell’Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico. Lasciateci dire che questa resistenza è espressione di una cultura che pretende che il nostro paese, unico in Europa, debba gestire i servizi pubblici esclusivamente attraverso una forma societaria commerciale, rifiutando la forma gestionale pubblica, evidentemente considerata “figlia di un dio minore”.

 

“Resta poi aperta una questione almeno altrettanto importante e cioè quella di quali funzioni vogliamo attribuire al nuovo gestore. Il rischio concreto che intravvediamo è quello di una ripublicizzazione di facciata, che vada a creare una scatola vuota per lasciare le principali funzioni strategiche in capo ad Iren. Sappiamo che Iren sta spingendo con forza in questa direzione, ma ci auguriamo che farete tutto il possibile per scongiurare questo rischio”.

CGIL, Congresso favorevole all’Azienda Speciale per l’Acqua

“Il Congresso della Cgil di Reggio Emilia si esprime favorevolmente alla trasformazione di AGAC Infrastrutture, soggetto designato alla gestione diretta del Servizio idrico integrato, in Azienda Speciale Consortile.”

Un’altra autorevole voce verso la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua in provincia di Reggio Emilia attraverso #AziendaSpeciale! Un passo importantissimo in attesa della decisione dei sindaci!

SE NON L’HAI ANCORA FATTO, FIRMA LA LETTERA AI SINDACI REGGIANI PER RICHIEDERE LA CREAZIONE DI UNA AZIENDA SPECIALE PER L’ACQUA! 

>>>>>FIRMA QUI<<<<<

 

cgil

LE GRANE DI REGGIO: i candidati sindaco del centro-sinistra e l’acqua pubblica

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Trentadue mesi, novecento ottantanove giorni da quando le italiane e gli italiani hanno scelto la ripubblicizzazione dell’acqua. Tanto è stato il tempo della riflessione e dello studio per progettare il nuovo modello gestionale. Un tempo a disposizione per i nostri attori della scena pubblica superiore alla durata del governo Monti e del governo Letta insieme. Quasi mille giorni per rispondere al “popolo sovrano” che si è espresso nelle forme e nei limiti previsti dalla costituzione (art. 1). Per questo non possiamo che essere delusi dalle risposte date dai candidati alle primarie del centro-sinistra (Vecchi, Corradini, Magnani, Sassi) al quesito sull’acqua posto dalla Gazzetta di Reggio.
In ogni risposta dei candidati troviamo elementi e spunti interessanti: la partecipazione, l’azienda speciale e il rispetto dell’esito referendario. Ma nessuno ha avuto la voglia o, forse, il coraggio di proporre in modo chiaro un obiettivo per la prossima consigliatura. Chi parla di partecipazione si “dimentica” di definire i perimetri del nuovo soggetto rimanendo sulla vaga definizione di azienda pubblica; chi, invece, con chiarezza propone il modello dell’azienda speciale, l’unico in grado di esplicitare una gestione realmente pubblica, si “dimentica” dei percorsi partecipativi e del coinvolgimento dei cittadini; chi si richiama al rispetto della volontà popolare si “dimentica” di accennare agli strumenti e alle modalità di tale rispetto.
Il tempo non è mancato, i percorsi di confronto ci sono stati, i sindaci della provincia nelle sedi previste si sono espressi; noi, come comitato referendario, abbiamo segnalato e sottoposto esperienze che altrove sono state realizzate, abbiamo fornito risposte ai dubbi di volta in volta sollevati sia di ordine giuridico che amministrativo; ora non è più possibile sostenere che mancano dati e argomenti, le scelte debbono essere fatte!
Purtroppo nemmeno in campagna elettorale, sia pure per le primarie, si ha il coraggio di dire come attuare una decisione inequivocabile assunta attraverso ll’unico strumento di partecipazione diretta prevista dalla nostra Costituzione.
Gli obsoleti politici di una volta almeno ci riempivano di promesse nelle campagne elettorali, duravano il tempo di una breve estate nordica e con le prime piogge autunnali erano dimenticate; oggi, nemmeno le vecchie promesse per un popolo stanco e demotivato.
Eppure quasi mille giorni orsono le italiane e gli italiani hanno esercitato la loro sovranità con la passione e la gioia di potere scegliere che i beni comuni sono un patrimonio di tutti e non di pochi per i loro fini lucrativi, una sovranità espressa nelle forme e nei limiti della Costituzione.

I cittadini si sono già espressi chiaramente, resta ancora da capire cosa vogliano fare gli aspiranti sindaci di Reggio Emilia.