Report Assemblea 18 ottobre… abbiamo fatto il punto!

ComitatoAcqua18Sabato 18 Ottobre alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è svolta un’affollata assemblea pubblica promossa dal Comitato  Acqua Bene Comune (ABC) per fare il punto sulla ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia. Sono intervenuti numerosi cittadini, amministratori, associazioni e anche parlamentari della provincia.

La prima considerazione positiva riguarda proprio la partecipazione a conferma dell’attenzione che ancora c’è su questa vicenda dopo 3 anni dal Referendum.

L’introduzione del Comitato ha fatto notare che il processo di ripubblicizzazione e scorporo del Servizio Idrico Integrato da Iren (deliberato dai Sindaci a fine 2012) procede troppo a rilento e che il tempo gioca a suo sfavore perché il Governo sta predisponendo misure di segno esattamente opposto, volte a favorire la concentrazione progressiva dei gestori dei servizi pubblici locali in pochissime grandi società quotate in borsa.

Abbiamo ricordato le cose da fare:

  • Quantificare l’indennizzo a Iren
  • preparare un Piano Industriale (decidere cosa dovrà fare il nuovo gestore e come dovrà organizzarsi)
  • preparare un piano economico-finanziario
  • trovare le risorse per finanziarlo
  • scrivere lo Statuto del nuovo gestore pubblico e decidere che forma giuridica dovrà avere
  • nominare un direttore generale, il Cda e un organismo di sorveglianza

finora si è prodotto qualcosa di concreto solo sulla prima. Quindi il ritardo è evidente (il nuovo soggetto pubblico doveva nascere già a metà 2014, secondo la delibera dei Sindaci).

I tre interventi successivi del Comitato hanno trattato:

  • l’organizzazione del nuovo soggetto gestore pubblico (Franco, lavoratore di Iren)
  • la forma giuridica che riteniamo preferibile perché ci consente di mettere in sicurezza la ripublicizzazione (Daniele)
  • la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione, condizione imprescindibile per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte (Carla)

Flyer Assemblea

Franco ha espresso l’assoluta necessità che lo scorporo dell’acqua dia luogo ad una vera azienda, strutturata ed autonoma, capace di gestire l’interezza del servizio. Ha denunciato che Iren ha impedito finora il coinvolgimento dei dipendenti nel processo e ha ricordato la diversa (opposta) posizione della Cgil territoriale di Reggio, favorevole allo scorporo e all’Azienda Speciale, e della Filctem (categoria della Cgil), che invece osteggia la ripubblicizzazione e difende a spada tratta le grandi multi utility quotate in borsa. Cisl, Usb e Cobas si sono dichiarate favorevoli alla ripubblicizzazione, ma poco presenti tra i lavoratori di Iren.

Daniele ha ribadito che la scelta della forma giuridica è tutta politica ed è una questione sostanziale e non formale (come sostiene invece il PD). L’Azienda Speciale (AS) è l’unico modo per porre il futuro gestore fuori dalle regole del libero mercato (seppure sia un soggetto economicamente autonomo e tenuto all’equilibrio di bilancio). L’AS esalta il ruolo dei Consigli Comunali e impone ai Sindaci di “cambiare verso” rispetto alle scelte devastanti compiute in passato. La richiesta di rinnovamento non è una posizione ideologica.
I 2 problemi che vengono imputati alle AS, reperire finanziamenti sul mercato e difficoltà a rimanere esente da clientelismo e corruzione quando viene “occupata” dalla politica, sono presenti anche con la forma della Spa e forse in maniera peggiore per la minore trasparenza dei propri atti.

Carla ha presentato le slide allegate sul tema della partecipazione (potete leggerle e scaricarle qui).
Ha spiegato la differenza tra “democrazia partecipativa”, che mette in primo piano la partecipazione diretta e attiva dei soggetti e “democrazia partecipata” che persegue la composizione di interessi con forme meramente consultive. Ha fatto riferimento a 3 possibili livelli partecipativi: i Consigli Comunali allargati, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato di Sorveglianza. Ha citato i diversi pareri in seno al movimento per l’Acqua, rimandando a uno “studio di fattibilità” che dovrebbe aiutarci a valutare i pro e i contro delle diverse possibilità.

1 (1)L’Assessore Tutino, che ha parlato a nome degli amministratori locali della provincia, ha detto (per la prima volta e in modo esplicito) che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dell’Azienda Speciale  e che questa è anche la loro prima scelta (alla domanda esplicita se questa era la “sua”personale opzione o anche quella dei Sindaci, ha risposto che è anche il punto di vista di Vecchi, sindaco di RE, e del segretario del PD, presente in sala) ma che la priorità  di finanziare gli investimenti viene prima di tutto, visto che i Comuni non hanno assolutamente risorse proprie da investire. “La forma giuridica non può e non deve diventare un ostacolo per le banche”. A questo proposito un cittadino ha invitato a rivolgersi a Banca Etica, molto propensa a finanziare operazioni di questo tipo, piuttosto che a banche speculative. Ha ribadito che la motivazione degli amministratori locali a portare a termine la ripubblicizzazione è compatta, in virtù del forte mandato elettivo ricevuto e si è impegnato ad accelerare i tempi del processo.

Anche sulla partecipazione dei cittadini Tutino ha dichiarato che sarà prevista dallo Statuto del nuovo soggetto gestore. Su questa questione dei vincoli che il PD ha ribadito di essere disposto a mettere nel futuro Statuto del gestore pubblico (Azionariato interamente pubblico, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini al controllo), avremmo potuto aprire una lunga discussione, ma non ce n’è stato il tempo.

Due  cittadini hanno chiesto che venga preso in considerazione l’articolo 43 della Costituzione ai fini della determinazione dell’indennizzo del valore residuo da corrispondere a Iren. Secondo questo articolo infatti la Legge può consentire, salvo indennizzo, il trasferimento allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori, di  servizi pubblici gestiti in condizioni di monopolio. Accogliendo qs richiesta l’assemblea si è impegnata a chiedere esplicitamente al Forum provinciale per l’Acqua (la sede di confronto voluta da Tutinio tra Enti Locali e cittadinanza attiva) di prendere posizione su qs punto. Il valore dell’indennizzo comunque non è scritto da nessuna parte, ma dovrà essere oggetto di trattativa tra i sindaci ed Iren, nell’interesse della collettività.

Un cittadino in particolare ha rimproverato al Comitato ABC un’eccessiva morbidezza, riprendendo polemicamente le parole di Tutino che ne aveva apprezzato il “supporto” al processo di ripubblicizzazione.

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Sia le parlamentari  Daga (M5S) e Mussini (gruppo misto) che Corrado Oddi del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua hanno messo in guardia sulle misure che sta approvando il Governo, capaci di compromettere seriamente il percorso reggiano verso la ripubblicizzazione. Tutino a questo proposito ha voluto rassicurare, citando il parere di un consulente legale appositamente interpellato, che sostiene che le misure governative comunque non impediscono il percorso reggiano.

Corrado Oddi però ha fatto notare che almeno 2 misure previste dalla Legge di Stabilità 2015 sono, strumentalmente, molto penalizzanti (e richiedono una mobilitazione):

  • l’obbligo per l’Ente locale che effettua la scelta “in house” di accantonare “pro-quota nel primo bilancio utile” una somma pari all’impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto
  • la priorità nei finanziamenti derivanti da risorse pubbliche ai gestori privati o a quelli che hanno deliberato aggregazioni societarie

Matteo Alberini della Camera del Lavoro ha detto che la Cgil non è affatto contraria a ripubblicizzare anche la gestione dei rifiuti, il cui affidamento a Iren è scaduto (insieme al Servizio idrico Integrato) a fine 2011. Questa è stata una piacevole novità.   Ora dobbiamo decidere se vogliamo iniziare questa battaglia, tutta da costruire. Ha  invitato anche i Sindaci che “finora si sono nascosti dietro a Tutino” ad assumersi le loro responsabilità, smarcandosi da Delrio, la cui posizione (favorevole alle concentrazioni e alla finanziarizzazione) è invece ben nota. Alberini ha anche consigliato di riprendere nel prossimo futuro le questioni della ripubblicizzazione ad una ad una, in modo da poterle approfondire maggiormente.

Infine il Comitato ABC ha invitato tutti  ad assumere una posizione precisa sul problema dei distacchi del servizio che stanno colpendo sempre più cittadini incolpevolmente insolventi a causa della grave crisi economica.

 

 

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia
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ASSEMBLEA PUBBLICA: FACCIAMO IL PUNTO !

Flyer AssembleaÈ ora di fare il punto, pubblicamente, sul percorso verso la ripublicizzazione della gestione dell’Acqua.

A fine 2012 i Sindaci della Provincia hanno deciso di scorporare l’acqua da Iren e di affidarla ad un gestore interamente pubblico, ma l’obiettivo sembra essere ancora lontano e molteplici gli ostacoli da superare, a partire dall’indirizzo di senso contrario imposto dal Governo.

Prima delle recenti elezioni amministrative tutti i candidati sindaci, anche quelli di opposizione, hanno confermato l’obiettivo della ripublicizzazione, ma siamo in ritardo rispetto ai tempi previsti e soprattutto i cittadini ne sanno molto poco. Iren naturalmente frena, ma non è l’unica a farlo.

E’ora quindi di fare il punto e di chiarire ai cittadini dove vogliamo andare:

  • che tipo di soggetto sarà il nuovo gestore (la società civile reggiana si è espressa chiaramente per un’Azienda Speciale di diritto pubblico e non per una Spa di diritto privato, vedi Lettera aperta ai Sindaci reggiani)
  • quali saranno le funzioni e l’organizzazione del nuovo gestore
  • come verrà finanziata l’operazione
  • in che forme è prevista la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione e al controllo
  • quale futuro auspichiamo per Iren

Vi invitiamo quindi a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA

che si terrà a Reggio Emilia,

SABATO 18 Ottobre, alle ore 10

presso la sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro (via Roma 53)

 

Per rinfrescare le idee sul confronto relativo alla forma giuridica del nuovo gestore, potete leggere la Lettera Aperta ai Sindaci di novembre 2013 (firmata da 36 importanti associazioni che rappresentano decine di migliaia di abitanti del nostro territorio),
la risposta del PD e la replica del Comitato Acqua Bene Comune.

Vi ricordiamo anche che a inizio 2013 il Consiglio Comunale di Reggio Emilia (e anche qualcuno della provincia) approvò un Odg (sulla traccia della mozione di iniziativa popolare promossa dal Comitato ABC) che impegnava l’amministrazione a contrastare ulteriori processi di concentrazione e finanziarizzazione nella gestione dei servizi pubblici locali, ponendo uno stop ai progetti di creazione di un’unica grande Multiutiltity del Nord.   Se ne è parlato molto ultimamente, dando segnali anche contrastanti. Ci auguriamo che i nostri amministratori non abbiano cambiato idea in proposito.

 

Il Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune

 

LE GRANE DI REGGIO: i candidati sindaco del centro-sinistra e l’acqua pubblica

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Trentadue mesi, novecento ottantanove giorni da quando le italiane e gli italiani hanno scelto la ripubblicizzazione dell’acqua. Tanto è stato il tempo della riflessione e dello studio per progettare il nuovo modello gestionale. Un tempo a disposizione per i nostri attori della scena pubblica superiore alla durata del governo Monti e del governo Letta insieme. Quasi mille giorni per rispondere al “popolo sovrano” che si è espresso nelle forme e nei limiti previsti dalla costituzione (art. 1). Per questo non possiamo che essere delusi dalle risposte date dai candidati alle primarie del centro-sinistra (Vecchi, Corradini, Magnani, Sassi) al quesito sull’acqua posto dalla Gazzetta di Reggio.
In ogni risposta dei candidati troviamo elementi e spunti interessanti: la partecipazione, l’azienda speciale e il rispetto dell’esito referendario. Ma nessuno ha avuto la voglia o, forse, il coraggio di proporre in modo chiaro un obiettivo per la prossima consigliatura. Chi parla di partecipazione si “dimentica” di definire i perimetri del nuovo soggetto rimanendo sulla vaga definizione di azienda pubblica; chi, invece, con chiarezza propone il modello dell’azienda speciale, l’unico in grado di esplicitare una gestione realmente pubblica, si “dimentica” dei percorsi partecipativi e del coinvolgimento dei cittadini; chi si richiama al rispetto della volontà popolare si “dimentica” di accennare agli strumenti e alle modalità di tale rispetto.
Il tempo non è mancato, i percorsi di confronto ci sono stati, i sindaci della provincia nelle sedi previste si sono espressi; noi, come comitato referendario, abbiamo segnalato e sottoposto esperienze che altrove sono state realizzate, abbiamo fornito risposte ai dubbi di volta in volta sollevati sia di ordine giuridico che amministrativo; ora non è più possibile sostenere che mancano dati e argomenti, le scelte debbono essere fatte!
Purtroppo nemmeno in campagna elettorale, sia pure per le primarie, si ha il coraggio di dire come attuare una decisione inequivocabile assunta attraverso ll’unico strumento di partecipazione diretta prevista dalla nostra Costituzione.
Gli obsoleti politici di una volta almeno ci riempivano di promesse nelle campagne elettorali, duravano il tempo di una breve estate nordica e con le prime piogge autunnali erano dimenticate; oggi, nemmeno le vecchie promesse per un popolo stanco e demotivato.
Eppure quasi mille giorni orsono le italiane e gli italiani hanno esercitato la loro sovranità con la passione e la gioia di potere scegliere che i beni comuni sono un patrimonio di tutti e non di pochi per i loro fini lucrativi, una sovranità espressa nelle forme e nei limiti della Costituzione.

I cittadini si sono già espressi chiaramente, resta ancora da capire cosa vogliano fare gli aspiranti sindaci di Reggio Emilia.

SABATO 26 ore 11 – Flash Mob in piazza Prampolini a Reggio Emilia

Sabato 26 gennaio: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL NUOVO METODO TARIFFARIO

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—- FLASH MOB IN PIAZZA PRAMPOLINI —-
Seguiranno presto istruzioni e dettagli.
Appuntamento per tutti alle 11 in Piazza Prampolini.
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Il 28 Dicembre 2012 l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell’acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.
Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali. Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l’Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull’acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1827%3Alauthority-approva-la-nuova-tariffa-dellacqua-in-violazione-del-referendum&catid=53&Itemid=67

I SINDACI APPROVANO LA RIPUBBLICIZZAZIONE

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Piazza Prampolini il 13 giugno 2011

L’assemblea dei sindaci riunitasi oggi in Provincia ha approvato l’atto di indirizzo per definire il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua.

Il consiglio locale di ATERSIR (l’ex. ATO, l’assemblea provinciale che deliberava sulla gestione del servizio idrico) ha deciso di rinunciare alla gara europea per il rinnovo della concessione per la gestione del servizio idrico. “Una proposta che guarda alle nuove generazioni”, come titola il documento presentato dall’ass. Tutino, per creare un soggetto pubblico che possa gestire l’acqua della provincia di Reggio Emilia.

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La locandina dell’assemblea pubblica convocata lo scorso giugno

Il documento (leggi qui) è frutto del percorso avviato dall’assessore provinciale a seguito dell’esito referendario e delle pressanti richieste del Comitato Acqua Bene Comune. Un percorso sviluppatosi all’interno del Forum Provinciale per l’Acqua istituito dalla Provincia a cui hanno partecipato, oltre al Comitato, associazioni ambientaliste, di categoria e sindacali.

La votazione di oggi è un passo importantissimo dunque, fondamentale per l’avvio di un concreto processo di ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia.

Il Comitato Acqua Bene Comune è molto soddisfatto di questo risultato: ringraziamo gli amministratori presenti alla votazione e l’ass. Provinciale Mirko Tutino per l’impegno preso.

La discussione prima del voto è stata molto proficua: in particolare abbiamo colto con molto interesse le tante riflessioni sulla forma societaria che la nuova gestione “in house” dovrà assumere. Come Comitato proponiamo da tempo l’azienda speciale interamente pubblica: ente di diritto pubblico che da maggiori garanzie di controllo e partecipazione. E proprio verso questo modello di gestione sembra indirizzarsi l’assemblea dei sindaci: Tutino in primis appoggia l’idea di una azienda speciale per la concessione, dichiarandosi apertamente un sostenitore di questo soggetto giuridico, e dopo di lui altri sindaci partendo da Novellara.

Un approvazione di grandissima importanza, che apre effettivamente la strada alla ripubblicizzazione, inserendo anche elementi importanti nella discussione.

Riteniamo però necessarie alcune precisazioni, che abbiamo fatto anche in aula dopo avere presentato un nostro documento, proprio nel merito della delibera approvata.

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

La delibera prevede che “l’analisi propedeutica alla nascita del soggetto pubblico” sia svolta dal Comune di Reggio Emilia: un passo importante perchè la scelta sul futuro della nostra acqua non sia presa a livello regionale da ATERSIR ma sui territori. Ci auguriamo che la giunta Delrio sappia agire nell’interesse dei cittadini e non in quanto azionisti di IREN spa, nella veste di fautori della privatizzazione di AGAC che ci ha portati nella situazione attuale. Come abbiamo ribadito in Consiglio Comunale lunedì ci aspettiamo scelte chiare e nette, che non siano basate su giochi di parole ma su decisioni sostanziali per la realizzazione di un soggetto interamente pubblico che possa gestire l’acqua come bene comune.

Sempre per restare in “ambito linguistico” constatiamo che nel documento non si parla di un soggetto INTERAMENTE pubblico. Proprio per le ragione espresse poco fa ci appelliamo alla buona fede dei nostri amministratori, augurandoci di non cadere nella trappola dei giochi di parole. Anche IREN spa viene tuttora spacciata come azienda pubblica, per quel famoso 51% di azioni possedute dai sindaci. Non ci stancheremo mai di ripetere che tutto questo è falso: IREN è una società per azioni, governata secondo il diritto privato, partecipata dal pubblico ma non di proprietà interamente pubblica.

Una vera ripubblicizzazione non può prescindere da un’azienda totalmente pubblica posseduta interamente dagli amministratori locali.

 banchetto

Parlando di decisioni e di processi di ripubblicizzazione nel documento si dice che la nuova società pubblica sarà pronta entro il 2014. Tutino ha sottolineato che questa tempistica servirà proprio a facilitare i sindaci che saranno eletti alle prossime consultazioni, che si vedranno consegnare una nuova azienda. Ancora una volta vogliamo sperare, e su questo vigileremo, che non vi sia dietro questa scelta di tempi un tentativo a temporeggiare, per non garantire un risultato immediato in modo da tenere aperta per alcuni anni una comoda via di uscita da questo processo virtuoso che si andrebbe a percorrere.

Su una cosa in particolare non possiamo tacere come Comitato Acqua Bene Comune.

Nel testo approvato oggi avvertiamo una gravissima esclusione dei cittadini dal processo di ripubblicizzazione: si tratta di una svista o di precisa volontà politica? Tutino ha parlato di un “percorso di consapevolezza culturale” svolto dalla Provincia e dagli amministratori sul tema dell’acqua come servizio da ripubblicizzare.

Conosciamo bene il mondo della politica reggiana e conosciamo le sue esigenze di auto-legittimizzazione e di attribuzione di meriti. Non è parte della nostra missione quello di lottare per un riconoscimento dei risultati al Comitato, ma è nostro compito fondamentale e imprescindibile agire affinché i cittadini vengano posti al centro nelle decisioni sull’acqua e i beni comuni.

Chi ha promosso e proposto la ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia, da oltre 6 anni a questa parte, sono i cittadini e il comitato. E’ grave constatare che nel processo di creazione del nuovo soggetto pubblico che gestirà l’acqua non siano stati coinvolti. Significa non riconoscere l’impegno e l’attività dei tanti cittadini, ma soprattutto vuol dire ignorare la richiesta di partecipare che da loro viene fatta. E’ impensabile proporre un processo di ripubblicizzazione in cui non vi sia spazio per la cittadinanza in un ruolo da protagonista insieme ai lavoratori e agli amministratori locali.

Questa è la battaglia culturale che portiamo avanti da anni e che evidentemente non abbiamo ancora vinto.

Il brindisi in piazza nel 2011

Il brindisi in piazza nel 2011

E’ con molta soddisfazione quindi che registriamo l’approvazione dell’atto di indirizzo di oggi, ritrovando in questo risultato la conferma al tanto impegno messo in campo da parte nostra e dei cittadini reggiani in tutti questi anni. E’ un risultato da festeggiare: una notizia importante non solo per Reggio Emilia ma per tutti i Comuni italiani in cui si lotta contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Il nostro impegno non finisce qui: invitiamo i cittadini ancora una volta a seguire con noi il percorso che ci porterà all’effettiva ripubblicizzazione. Un cammino lungo, in cui siamo chiamati ad essere presenti con la massima attenzione.

Oggi più che mai: SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

COMUNICATO STAMPA – Programma manifestazione nazionale

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A tutti gli organi di informazione

Sabato 15 dicembre a Reggio Emilia si svolgerà la manifestazione nazionale per l’acqua e i beni comuni. L’iniziativa si aprirà la mattina con un convegno dedicato alle esperienze di ripubblicizzazione dell’acqua in Italia e all’estero a cui sono stati invitati amministratori locali, comitati, lavoratori, rappresentati di sindacati provenienti da tutta Italia e non solo. Nel pomeriggio un corteo organizzato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua si snoderà per le vie del centro per riaffermare la richiesta di una gestione dell’acqua interamente pubblica e partecipata a Reggio Emilia e in tutta Italia.

Il convegno, che abbiamo intitolato RI_PUBBLICA, si svolgerà la mattina di sabato dalle 10 alle 13 circa presso il Cinema Cristallo in via Ferrari Bonini 4. Il tema della mattinata saranno i percorsi di ripubblicizzazione dell’acqua in Italia e all’estero. Proprio perchè crediamo che ripubblicizzare è possibile, abbiamo deciso di invitare amministratori, lavoratori e comitati di città in cui è stato avviato un percorso di riaffidamento al pubblico e gestori di aziende già totalmente pubbliche ripubblicizzate. Durante il convegno interverranno: il giurista Ugo Mattei, l’ex direttore dell’azienda speciale del servizio idrico di Grenoble, Corrado Oddi della CGIL Funzione Pubblica nazionale, un rappresentante di Acqua Bene Comune Napoli ora azienda speciale di gestione del servizio idrico, il Comitato di Torino in lotta per ottenere la trasformazione della propria Spa in house in azienda speciale, il Comitato di Roma che lotta per lo scorporo dell’acqua da ACEA, i comitati della Romagna dove, a partire da Forlì, si è riaperta una vertenza sulla privatizzazione di HERA, l’ex direttore di AGAC Veneziani, un rappresentante di GCR di Parma, il comitato della provincia di Imperia che ha ri-pubblicizzato recentemente….

Abbiamo invitato al convegno e alla manifestazione, tutti gli amministratori locali e buona parte delle giunte comunali, assessori e consiglieri comunali della provinciaL’invito è stato mandato anche al consiglio provinciale.

La manifestazione nazionale proseguirà poi nel pomeriggio con il corteo per le vie del centro. Il concentramento per il corteo è previsto per le ore 14.30 sotto l’arco di via Roma. Da lì partiremo per arrivare in Via Emilia dirigendoci poi fino in piazza Gioberti. Passando davanti alla sede della Provincia percorreremo Corso Garibaldi arrivando in piazza Prampolini passando per Via Farini.

In piazza Prampolini, dove arriveremo intorno alle 16, abbiamo organizzato un flash-mob.

Il corteo finirà poi in piazza Martiri del 7 Luglio con alcuni interventi conclusivi.

Durante tutto il percorso porteremo con noi uno striscione azzurro lungo alcune centinaia di metri che vuole simboleggiare il fiume Crostolo: sono i cittadini infatti i veri amministratori dell’acqua.

La manifestazione inoltre sarà virtualmente coordinata con altre mobilitazioni in programma per il 15 dicembre. Abbiamo lanciato su Twitter l’hashtag #15D su cui racconteremo cioè che succede a Reggio e nelle altre città. Infatti sono previste altre tre manifestazioni:una a Taranto per l’Ilva, una in Toscana contro la costruzione di una centrale Enel nell’Amiata e una a Parma per la gestione dei rifiuti. Il tema dei beni comuni è il loro filo conduttore e vogliamo unirle, almeno idealmente, in un unica grande giornata nazionale.

Perchè una manifestazione nazionale a Reggio Emilia?

Il Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua ha deciso nell’ultima assemblea nazionale di lanciare questa mobilitazione nella nostra città proprio perchè rappresentiamo un esempio, su cui è concentrata l’attenzione di tutta Italia.

Vogliamo chReggio Emilia sia come ParigiLa capitale francese, sede delle maggiori multinazionali dell’acqua, ha deciso nel 2009 di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico. Questo è quello che vogliamo succeda anche nella nostra città.

Abbiamo una data di scadenza vicinissima: l’affidamento della gestione del servizio idrico a IREN è in proroga da più di un anno. E’ il momento di prendere una decisione sul futuro dell’acqua nella nostra provincia. Sappiamo da alcune “indiscrezioni” che probabilmente intorno al 21 dicembre l’ass. Provinciale Tutino convocherà i sindaci per una riunione dell”ex ATO per votare sul futuro dell’acqua. Le nostre mozioni depositate in consiglio comunale, dopo un travagliato percorso di calendarizzazione, attendono di essere discusse in consiglio comunale.

Il futuro dell’acqua è nelle mani dei nostri amministratori locali: è ora che questa decisione venga presa insieme ai cittadini.

Da Reggio Emilia può nascere un movimento virtuoso di ripubblicizzazione a cui tanti comuni italiani guardano con interesse. Per questo motivo vogliamo discuterne con il Sindaco Graziano Delriooltre a rappresentare il socio di maggioranza della provincia in IREN spa è ilpresidente dell’ANCI. Reggio può diventare un laboratorio a livello naizionale per la gestione pubblica e partecipata dei servizi pubblici.

Il tema della finanziarizzazione dei servizi pubblici è di estrema attualità. Noi denunciamo il fallimento del modello IREN: l’idea che grazie alla finanza si possano garantire investimenti ed efficienza nella gestione dei servizi pubblici è ormai crollata. Una società con più di 3 mld di euro di indebitamento, con il valore delle azioni colato a picco nell’ultimo anno. I cittadini sono i primi a subirne le conseguenze: i servizi pubblici locali vengono spolpati dall’interno, depauperati e utilizzati con merce nel mercato della finanza.

Per tutte queste ragioni scenderemo in piazza sabato 15 dicembre, per una manifestazione nazionale partecipata, colorata e festosa.

I cittadini devono tornare ad essere i veri amministratori dei servizi pubblici insieme ai sindaci e ai consigli comunali.

Torniamo in piazza ancora una volta per ribadire quello che abbiamo affermato con i referendum del 2011: l’acqua è un diritto, non una merce.

Si scrive acqua, si legge democrazia.