SI SCRIVE ACQUA E SI SVENTOLA DEMOCRAZIA – comunicato stampa

Quello che sta succedendo a partire da Novellara e che si sta diffondendo a macchia d’olio per la provincia è probabilmente il momento più alto di confronto referendario che si possono permettere i nostri “oppositori”, che a Reggio Emilia giocano a nascondino e rifiutano qualsiasi confronto: evidentemente preferiscono parlare di bandiere e multe anziché di referendum e beni comuni. Forse nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia i cittadini si meriterebbero di poter andare a referendum dentro una situazione di informazione e confronto nel merito delle posizioni in campo e non che si debba passare attraverso il disagio delle persone che si ritrovano i vigili sotto casa. Se proprio si vuole far togliere le bandiere che i nostri oppositori scendano nelle strade e nelle piazze come stiamo facendo noi e spieghino apertamente ai cittadini i motivi per cui andrebbero rimosse, senza nascondersi dietro l’imbarazzo degli incolpevoli vigili urbani a cui va tutta la nostra solidarietà, anche perché probabilmente tra di loro c’è chi ha firmato per il referendum. Il referendum è il più nobile strumento di esercizio diretto della sovranità popolare sancito dalla nostra Costituzione, la democrazia dovrebbe rassicurare, non spaventare. Questa inqualificabile situazione non ha precedenti storici, un Paese in cui i cittadini devono temere per quello che appendono al balcone o alla finestra è un Paese in cui la democrazia è a rischio, per questo ciò a cui quelle bandiere sono appese diventa la cosa più preziosa che dobbiamo difendere, la nostra libertà, i nostri diritti.

Quelle bandiere sono la nostra parola, la nostra voce, la nostra volontà di voler andare a votare per il referendum: ogni cittadino che ha firmato per indire questa consultazione popolare -e mai così tanti hanno firmato nella storia dei referendum- ha firmato per essere promotore di un momento di democrazia diretta, perché questo è la democrazia: governo del popolo. Il referendum si chiama popolare proprio perché il popolo italiano l’ha ottenuto, e ogni cittadino che lo sostiene ha pieno diritto di farsene promotore, non certo essere impaurito nella propria inviolabile libertà d’espressione. Secondo la legge i promotori possono esporre i simboli fuori dalle loro sedi: le sedi dei promotori sono anche e soprattutto le case dei cittadini, perciò quelle bandiere non devono essere rimosse.

Ogni giorno che ci avvicina al voto del 12 e 13 Giugno ci accorgiamo che questo referendum in questa delicata fase storica è sempre più importante, e nonostante tutti i subdoli tentativi in atto per ostacolarne e impedirne il cammino il consenso cresce: lo vediamo proprio nel momento in cui si cerca di cancellarlo dalle televisioni, di passarlo in silenzio nei mezzi di informazione, di fare terrorismo mediatico e politico diffondendo voci per far credere che non ci sarà più…arrivando fino ai comuni, ai cittadini, agli elettori, ai protagonisti finali della partecipazione democratica. Non si può impedire ai cittadini di partecipare.

Con immenso piacere apprendiamo che sempre a Novellara, il Sindaco ha prontamente emanato una direttiva in cui Al fine, quindi, di garantire a ciascuno di manifestare liberamente il proprio pensiero, diritto costituzionalmente previsto, e di evitare strumentalizzazioni nonché atti di persecuzione nei confronti dei cittadini, si invitano gli Operatori della Polizia Municipale a valutare di volta in volta le segnalazioni pervenute ed a discernere i casi in cui trattasi effettivamente di divieto di propaganda elettorale dai casi di semplice pubblicità, di manifestazione del proprio pensiero e come tale non perseguibile”.

Ma adesso basta parlare di bandiere, torniamo a parlare di acqua, che è la vera politica: l’acqua è un bene comune e un diritto universale, i cittadini lo sanno. il referendum ci sarà.Difendiamo l’acqua votando 2 Sì, andiamo e mandiamo a votare! Diffondiamo questa battaglia di civiltà facendo informazione con ogni mezzo a nostra disposizione, a partire dalle bandiere, ne abbiamo già vendute 5.000 e saranno sempre di più:una bandiera su ogni balcone!


Il tempo dell’acqua è adesso

Il balcone è mio e lo gestisco io

foto di Edoardo Cagnolati


Problemi di ordine pubblico nella civilissima Novellara. Un gruppo di arditi cittadini (qualcuno magari li definirebbe estremisti) ha osato esporre al balcone la bandiera del referendum per l’acqua bene comune.

Attentato alla DEMOCRAZIA! Il Pdl è partito subito all’attacco inviando la polizia municipale per fare rimuovere i vessilli della discordia.

E’ vero: esiste una legge che vieta di esporre simboli prima del referendum. E’ vero anche però che esistono dei pronunciamenti della corte di cassazione che dicono l’opposto.

Al di là dei tecnicismi e delle interpretazioni della legge due sono i fatti piuttosto importanti: il primo è che il movimento per l’acqua, questo gruppo trasversale di cittadini, comincia a fare tremare i poteri forti. Facciamo paura: il REFERENDUM fa paura. Stanno cercando tutti i modi per intralciarlo sia a livello nazionale che a livello locale. Rallentano le attribuzioni degli spazi in Rai per i referendari, fanno terrorismo mediatico diffondendo voci per fare credere che i referendum non ci saranno più…fino ad arrivare ai comuni, ai cittadini, agli utilizzatori finali della democrazia.

Il secondo fatto importante è proprio questo: la democrazia. Com’è possibile che un cittadino che ha firmato per indire il referendum e che quindi è un PROMOTORE non possa esporre una bandiera. I partiti possono esporre le loro bandiere fuori dalle sedi. Questo è un referendum popolare perchè il popolo italiano l’ha ottenuto con un milione e 400 mila firme. Tutti questi cittadini non sono forse i promotori? e i promotori non hanno diritto di esporre i simboli fuori dalle loro sedi? se queste sedi sono le case dov’è il problema? questa è la democrazia: il governo del popolo.

Tutto questo ragionamento è incomprensibile per chi vive la politica come attività per pochi, come strumento per portare avanti interessi e affari personali. Per noi la politica è lo strumento per realizzare il bene comune, costruendolo tutte e tutti insieme con l’unico vero mezzo che abbiamo a disposizione: la partecipazione.

L’acqua è un bene comune e i cittadini lo sanno. Difendiamola ai referendum votando sì. Difendiamola facendo pubblicità con ogni mezzo a nostra disposizione.

Il tempo dell’acqua è adesso.

.

ecco alcuni articoli usciti sul fattaccio di Novellara

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/pdl-via-le-bandiere-a-favore-dei-referendum-i-vigili-costretti-a-rimuoverle-casa-per-casa/112334/

http://www.reggionline.com/it/2011/05/19/novellara-scoppia-la-guerra-dellacqua-via-le-bandiere-3964

http://tv.repubblica.it/dossier/referendum-2011/reggio-emilia-chi-espone-bandiere-del-referendum-rischia-1000-euro-di-multa/68749?video&pagefrom=1