CONFERENZA STAMPA & GRAN CERIMONIA DI CONSEGNA

Lunedì 30 Aprile ore 11 davanti/dentro a IREN, Piazza Della Vittoria 3 – Reggio Emilia

CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE

consegna delle prime 100 Lettere di reclamo

 

 

 

 

La Campagna di Obbedienza Civile entra nel vivo e Lunedì 30 davanti alla sede di Iren in Piazza della Vittoria a Reggio saranno ufficialmente consegnate le prime 100 lettere di reclamo e adesione: se la bolletta dell’acqua non sarà ridotta della quota di profitto garantito fatta passare sotto il nome di “remunerazione del capitale investito” che è stata eliminata dal referendum di giugno scorso si provvederà ad autoridursi la bolletta, che significa pagare quasi il 12% in meno. Un’autoriduzione che non solo è perfettamente legale, ma soprattutto per adesso è l’unica maniera concreta di applicarsi da soli l’esito del referendum dato che nonostante la legge spieghi a chiare lettere e a suon di sentenze e decreti che quella quota deve essere tolta dalla tariffa, nella nostra provincia non è stato ancora applicato nessun provvedimento in materia, nel silenzio assordante e imbarazzante dei Sindaci che pure hanno votato al referendum.

 

Un voto che non è rispettato contravvenendo così non solo la giurisprudenza che esce dal referendum, ma violando anche la costituzione e calpestando l’espressione democratica della maggioranza dei cittadini, che con questa campagna ha l’opportunità di applicare l’esito del voto di giugno scorso che le istituzioni non stanno rispettando.

 

Istituzioni che in altre parti d’Italia iniziano a dimostrasi meno sorde sul tema acqua, è il caso di Belluno e Pescara, le prime due Province in cui si è deciso di adeguare la tariffa all’esito del referendum. Cosa aspettiamo a Reggio Emilia? I Sindaci della nostra Provincia dovrebbero prestare attenzione a questi argomenti, presto si dovrà decidere che fare dopo che è scaduto, alla fine dell’anno scorso, l’affidamento della gestione del Servizio Idrico Integrato a Iren e lì si potrà andare a gara tra privati o riportare l’acqua a una gestione finalmente tutta pubblica, come ha sancito col voto quasi il 70% dei Reggiani. Una gestione dell’acqua tutta pubblica in cui i Reggiani ricordano ancora molto bene siamo stati una delle realtà più avanzate nel panorama nazionale, alla faccia del pubblico “inefficiente” e che adesso fanno fatica a comprendere i quasi 3 Miliardi di Euro di debiti dell’azienda (nonostante qualche Sindaco dalle nostre parti si ostini a definirla ancora un’azienda “sana e solida”), mentre si parla tanto di stipendi d’oro, dividendi ristretti, svendita di immobili storici e future ulteriori fusioni (dove la parte pubblica conterà sempre meno) ma non si pensa mai davvero al futuro di un bene comune come l’acqua, che non può essere ridotto a merce e abbandonato alle speculazioni finanziarie mentre a rimetterci siamo tutti noi come cittadini, lavoratori, amministratori e anche investitori.

 

La Campagna di Obbedienza Civile, chiede a tutti i cittadini, utenti singoli o condominiali, di restituire al mittente le bollette che non prevedano la decurtazione della quota relativa alla remunerazione del capitale investito (i profitti), dichiarando la propria volontà di ricalcolare la tariffa e di pagarnesololapartelegittima,nonchèchiedendoilrimborsodiquantosinoraversatoineccesso. In pratica duesemplicipassaggi: inviare un reclamo al gestore (e all’ATO) e iniziare a pagare solo la giusta tariffa. Senza nessuna conseguenza: infatti cittadini non possono essere considerati morosi proprio perché pagano la bolletta legittimaPer farlo basta il proprio numero cliente(è in ogni bolletta) e il codice fiscale.

 

ci stiamo attrezzando anche per eventuali azioni legali da intraprendere, tra cui una probabile denuncia per pratica commerciale scorrettae nel caso in cui le richieste dei cittadini non venissero recepite siamo pronti a trascinare in tribunale sia i sindaci che l’azienda, come è già stato fatto con successo davanti al TAR da parte dei comitati in Campania e come hanno appena fatto i comitati in Toscana e di recente anche i comitati Bolognesi insieme a Federconsumatori Nazionale.

 

Per poter fare questo si stanno attivando in tutta la provincia sportellidiconsulenza e di supporto legale da parte del Comitato Provinciale Acqua Bene Comune, il tutto senza chiedere un euro a nessun cittadino, mentre ogni informazione, aggiornamenti e materiali saranno facilmente consultabili sul sito http://acquapubblica.re.it/


“Fiumi battete le mani” di Alex Zanotelli

Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie ,e un grazie allo straordinario “popolo dell’acqua” che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme. La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale( piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani.Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “ I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni- hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei- sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana , ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa.”

Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia: il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti. E questo l’abbiamo ottenuto senza finanziamenti(ognuno ha dato quello che ha potuto), senza i partiti presenti in Parlamento e senza l’appoggio dei grandi media. Questo rende ancora più straordinaria questa vittoria, la prima nel suo genere nell’Unione Europea. Dobbiamo ora lavorare sodo per informare, sensibilizzare, per convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare(questo è il quorum necessario per la validità del referendum).Sarà una campagna referendaria molto dura perché abbiamo davanti un Sistema economico-finanziario che non può perdere l’oggetto del desiderio del XXI secolo: l’oro blu che è già scarso e andrà sempre più scarseggiando per il surriscaldamento del Pianeta.

Per questo dobbiamo organizzarci bene con comitati a livello provinciale come a quello regionale. Dobbiamo imparare i processi democratici partendo dal basso, lavorando in rete e tenendoci tutti per mano, nel profondo rispetto del volto di ogni persona. Dobbiamo far nascere il nuovo dentro un Sistema che mercifica tutto, anche le persone.

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Referendum, via libera della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha comunicato oggi al Comitato Promotore dei Referendum per l’acqua pubblica, l’avvenuto conteggio delle firme necessarie alla richiesta dei referendum. Un passaggio scontato dopo la straordinaria raccolta firme che ha portato alla Corte, lo scorso luglio, 1 milione e 400 mila sottoscrizioni.

Adesso tocca alla Corte Costituzionale dare il via libera ai quesiti entro la metà di febbraio, mentre la data del voto è prevista nella primavera 2011. Con l’avvicinarsi del voto popolare si fa sempre più pressante la richiesta di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi, almeno fino a quando gli italiani non i saranno espressi. Quello della Cassazione è un altro passo avanti nel percorso referendario e nella battaglia per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.

Siamo sempre più vicini alla liberazione del bene comune acqua dalle logiche del mercato e del profitto.