CGIL di Reggio Emilia: “Iren avrebbe fatto meglio ad evitare di trattare i cittadini “autoridotti” alla stregua di semplici clienti morosi”

Con piacere pubblichiamo la comunicazione ufficiale rilasciata dalla CGIL di Reggio Emilia in merito alla nostra campagna di Obbedienza Civile e alle minacce di sospensione di fornitura d’acqua inviate da IREN Spa ad alcuni utenti. Anche il sindacato, come del resto il comitato chiede da lungo tempo, si appella all’autorità degli Enti Locali per risolvere la questione delle tariffe. La remunerazione del capitale investito è stata abolita con i quesiti referendari del 2011: quei soldi devono tornare nelle tasche dei cittadini. I sindaci continueranno a comportarsi come azionisti o finalmente torneranno a fare gli amministratori locali applicando la legge e il risultato dei referendum?

 

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AUTORIDUZIONE DELLE BOLLETTE DEL SERVIZIO IDRICO

Dopo aver letto sugli organi di informazione la posizione di Iren Emilia SpA, la CGIL di Reggio Emilia ritiene di dover intervenire nella querelle di questi giorni tra il Comitato Acqua Bene Comune e la stessa Iren in merito ai preavvisi di sospensione della fornitura inviati dall’azienda a quei cittadini che hanno aderito alla campagna nazionale di obbedienza civile, autoriducendosi la bolletta di quella quota parte riferita alla remunerazione del capitale investito che è stata abolita dal referendum del 2011.
Premesso che la CGIL non ha appoggiato in alcun modo la campagna di auto-riduzione, crediamo sia chiaro a tutti che questa campagna non è una modifica unilaterale ed arbitraria delle tariffe, quanto piuttosto una iniziativa di protesta, volta a richiedere agli organismi competenti l’adozione di quei provvedimenti che servono a garantire il rispetto formale e sostanziale dell’esito referendario, comprese le istruzioni della Autorità di vigilanza per la restituzione, a tutti gli utenti, delle somme indebitamente versate dal 21 luglio al 31 dicembre 2011, come disposto dalla Corte Costituzionale.
A fronte di un atto di protesta, chiaramente politico, teso a rivendicare il rispetto del Diritto, occorrono risposte conseguenti da parte della stessa Autorità di vigilanza e dell’ATERSIR, in assenza dei quali il gestore del servizio (nel nostro caso Iren) avrebbe fatto meglio ad evitare di trattare i cittadini “autoridotti” alla stregua di semplici clienti morosi, minacciando addirittura il distacco dell’utenza “… con aggravio delle spese, che può superare i € 1.000 al netto IVA” come testualmente riportato nelle lettere di sollecito.
Una procedura questa difficilmente sostenibile in un eventuale giudizio, a maggior ragione trattandosi di un servizio essenziale quale quello idrico, e con dei costi per il gestore di molto superiori all’entità delle somme auto-ridotte, che non superano le poche decine di Euro per utenza.
E tutto questo accade proprio in un territorio che sta tentando, con la deliberazione del Consiglio Locale di ATERSIR del 21.12.2012, di verificare la fattibilità della ri-pubblicizzazione del servizio idrico. Comprendiamo che questa situazione di incertezza sul futuro pesi sull’azienda, ma non crediamo sia suo compito rispondere, con iniziative estemporanee, ai temi sollevati dal comitato A.B.C. Questo ruolo spetta agli Enti locali che sono contemporaneamente soci di maggioranza di Iren e responsabili del governo del territorio.

Matteo Alberini Segreteria CGIL – Camera del Lavoro Territoriale di Reggio Emilia

Responsabile politiche economiche e del territorio

Reggio Emilia, 28 maggio 2013

Lettera di risposta ad IREN per le minacce di sospensione della fornitura di acqua

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Il Comitato invita tutti i cittadini aderenti alla campagna di Obbedienza Civile, che abbiano ricevuto la lettera di minaccia di sospensione della fornitura, a rispondere all’azienda IREN spa  con la comunicazione qui allegata.

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Continuiamo a sostenere l’illegittimità delle richieste di pagamento di IREN spa nei confronti degli utenti, chiedendo il pieno rispetto del risultato referendario.

Non siamo solo noi a pensarlo: dopo la vittoria dei referendum del 2011 anche la Corte Costituzionale tramite la sentenza 26/2011 ha ribadito l’immediata eliminazione del profitto sull’acqua (ovvero la remunerazione del capitale investito). Ad essa si sono aggiunti il parere del Consiglio di Stato (n.267/2013), la sentenza 436/2013 del TAR Toscana e un documento della stessa Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ( 290/2012/R/idr punto 3.6).

Inoltre rimane aperta la questione sull’esatto ammontare della cifra di remunerazione di capitale investito da restituire ai cittadini da luglio 2011.

E’ una domanda che continuiamo a porgere ai nostri sindaci, ai nostri amministratori provinciali e al neo-ministro Delrio.

Dove sono i soldi dei cittadini? Quanti sono esattamente? E quali sono le garanzie che questi vengano restituiti agli utenti nel pieno rispetto della legge?

 

Mozioni in consiglio comunale – Lunedì 4 febbraio

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Dopo l’approvazione sulla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, votato nel Consiglio Comunale di Reggio Emilia il 17 dicembre,

Lunedì 4 febbraio
alle ore 16 presso la sala del Tricolore

si discuteranno nello stesso Consiglio le altre due mozioni di iniziativa popolare:

  • modifica dello Statuto del Comune, per recepire il principio che l’acqua è un bene “privo di rilevanza economica”, la cui gestione deve rimanere fuori da logiche di profitto (leggi il testo)
  • contrasto a qualsiasi processo ulteriore di fusione volto a creare la cosiddetta Grande Multiutility del Nord (leggi il testo)
Sarà una giornata importantissima, soprattutto perchè l’abbiamo costruita tutte e tutti insieme per riportare l’acqua, ancora una volta, in consiglio comunale!
VI ASPETTIAMO IN TANTISSIM*!

I SINDACI APPROVANO LA RIPUBBLICIZZAZIONE

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Piazza Prampolini il 13 giugno 2011

L’assemblea dei sindaci riunitasi oggi in Provincia ha approvato l’atto di indirizzo per definire il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua.

Il consiglio locale di ATERSIR (l’ex. ATO, l’assemblea provinciale che deliberava sulla gestione del servizio idrico) ha deciso di rinunciare alla gara europea per il rinnovo della concessione per la gestione del servizio idrico. “Una proposta che guarda alle nuove generazioni”, come titola il documento presentato dall’ass. Tutino, per creare un soggetto pubblico che possa gestire l’acqua della provincia di Reggio Emilia.

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La locandina dell’assemblea pubblica convocata lo scorso giugno

Il documento (leggi qui) è frutto del percorso avviato dall’assessore provinciale a seguito dell’esito referendario e delle pressanti richieste del Comitato Acqua Bene Comune. Un percorso sviluppatosi all’interno del Forum Provinciale per l’Acqua istituito dalla Provincia a cui hanno partecipato, oltre al Comitato, associazioni ambientaliste, di categoria e sindacali.

La votazione di oggi è un passo importantissimo dunque, fondamentale per l’avvio di un concreto processo di ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia.

Il Comitato Acqua Bene Comune è molto soddisfatto di questo risultato: ringraziamo gli amministratori presenti alla votazione e l’ass. Provinciale Mirko Tutino per l’impegno preso.

La discussione prima del voto è stata molto proficua: in particolare abbiamo colto con molto interesse le tante riflessioni sulla forma societaria che la nuova gestione “in house” dovrà assumere. Come Comitato proponiamo da tempo l’azienda speciale interamente pubblica: ente di diritto pubblico che da maggiori garanzie di controllo e partecipazione. E proprio verso questo modello di gestione sembra indirizzarsi l’assemblea dei sindaci: Tutino in primis appoggia l’idea di una azienda speciale per la concessione, dichiarandosi apertamente un sostenitore di questo soggetto giuridico, e dopo di lui altri sindaci partendo da Novellara.

Un approvazione di grandissima importanza, che apre effettivamente la strada alla ripubblicizzazione, inserendo anche elementi importanti nella discussione.

Riteniamo però necessarie alcune precisazioni, che abbiamo fatto anche in aula dopo avere presentato un nostro documento, proprio nel merito della delibera approvata.

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

La delibera prevede che “l’analisi propedeutica alla nascita del soggetto pubblico” sia svolta dal Comune di Reggio Emilia: un passo importante perchè la scelta sul futuro della nostra acqua non sia presa a livello regionale da ATERSIR ma sui territori. Ci auguriamo che la giunta Delrio sappia agire nell’interesse dei cittadini e non in quanto azionisti di IREN spa, nella veste di fautori della privatizzazione di AGAC che ci ha portati nella situazione attuale. Come abbiamo ribadito in Consiglio Comunale lunedì ci aspettiamo scelte chiare e nette, che non siano basate su giochi di parole ma su decisioni sostanziali per la realizzazione di un soggetto interamente pubblico che possa gestire l’acqua come bene comune.

Sempre per restare in “ambito linguistico” constatiamo che nel documento non si parla di un soggetto INTERAMENTE pubblico. Proprio per le ragione espresse poco fa ci appelliamo alla buona fede dei nostri amministratori, augurandoci di non cadere nella trappola dei giochi di parole. Anche IREN spa viene tuttora spacciata come azienda pubblica, per quel famoso 51% di azioni possedute dai sindaci. Non ci stancheremo mai di ripetere che tutto questo è falso: IREN è una società per azioni, governata secondo il diritto privato, partecipata dal pubblico ma non di proprietà interamente pubblica.

Una vera ripubblicizzazione non può prescindere da un’azienda totalmente pubblica posseduta interamente dagli amministratori locali.

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Parlando di decisioni e di processi di ripubblicizzazione nel documento si dice che la nuova società pubblica sarà pronta entro il 2014. Tutino ha sottolineato che questa tempistica servirà proprio a facilitare i sindaci che saranno eletti alle prossime consultazioni, che si vedranno consegnare una nuova azienda. Ancora una volta vogliamo sperare, e su questo vigileremo, che non vi sia dietro questa scelta di tempi un tentativo a temporeggiare, per non garantire un risultato immediato in modo da tenere aperta per alcuni anni una comoda via di uscita da questo processo virtuoso che si andrebbe a percorrere.

Su una cosa in particolare non possiamo tacere come Comitato Acqua Bene Comune.

Nel testo approvato oggi avvertiamo una gravissima esclusione dei cittadini dal processo di ripubblicizzazione: si tratta di una svista o di precisa volontà politica? Tutino ha parlato di un “percorso di consapevolezza culturale” svolto dalla Provincia e dagli amministratori sul tema dell’acqua come servizio da ripubblicizzare.

Conosciamo bene il mondo della politica reggiana e conosciamo le sue esigenze di auto-legittimizzazione e di attribuzione di meriti. Non è parte della nostra missione quello di lottare per un riconoscimento dei risultati al Comitato, ma è nostro compito fondamentale e imprescindibile agire affinché i cittadini vengano posti al centro nelle decisioni sull’acqua e i beni comuni.

Chi ha promosso e proposto la ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia, da oltre 6 anni a questa parte, sono i cittadini e il comitato. E’ grave constatare che nel processo di creazione del nuovo soggetto pubblico che gestirà l’acqua non siano stati coinvolti. Significa non riconoscere l’impegno e l’attività dei tanti cittadini, ma soprattutto vuol dire ignorare la richiesta di partecipare che da loro viene fatta. E’ impensabile proporre un processo di ripubblicizzazione in cui non vi sia spazio per la cittadinanza in un ruolo da protagonista insieme ai lavoratori e agli amministratori locali.

Questa è la battaglia culturale che portiamo avanti da anni e che evidentemente non abbiamo ancora vinto.

Il brindisi in piazza nel 2011

Il brindisi in piazza nel 2011

E’ con molta soddisfazione quindi che registriamo l’approvazione dell’atto di indirizzo di oggi, ritrovando in questo risultato la conferma al tanto impegno messo in campo da parte nostra e dei cittadini reggiani in tutti questi anni. E’ un risultato da festeggiare: una notizia importante non solo per Reggio Emilia ma per tutti i Comuni italiani in cui si lotta contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Il nostro impegno non finisce qui: invitiamo i cittadini ancora una volta a seguire con noi il percorso che ci porterà all’effettiva ripubblicizzazione. Un cammino lungo, in cui siamo chiamati ad essere presenti con la massima attenzione.

Oggi più che mai: SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

Reggio Emilia verso la ripubblicizzazione dell’acqua!

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Il percorso verso la ri-pubblicizzaione della gestione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia, ieri ha fatto un altro importantissimo passo avanti.

Con 27 voti favorevoli e soli 3 astenuti la mozione presentata dal Comitato Acqua Bene Comune è stata approvata dal Consiglio Comunale. Dopo una discussione in aula molto intensa e partecipata, durata diverse ore, la maggioranza dei consiglieri della Sala del Tricolore  ha votato quasi all’unanimità il testo sui cui il Comitato ha raccolto oltre 1500 firme di cittadini. Un testo elaborato durante l’estate in un tavolo allargato (a cui hanno partecipato tante persone, gruppi, associazioni e partiti)  per trovare risposta alla domanda che i cittadini continuavano a fare: “Perchè a Reggio Emilia non viene applicato il referendum e l’acqua è ancora gestita dal privato?”.

mozione popolare

La mozione impegna il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio a prendere una posizione chiara e inamovibile a livello provinciale (dunque nel voto dei prossimi giorni in Provincia) a sostegno della gestione pubblica e partecipata dal Servizio Idrico Integrato, tramite un soggetto di diritto pubblico. Per rafforzare questa richiesta il testo approvato prevede che il sindaco si impegni a trasformare AGAC INFRASTRUTTURE SPA  in un’azienda speciale consortile a cui affidare l’esclusiva gestione del servizio idrico integrato (SII).

Sono proprio queste ultime parole, scelte con molta accuratezza, a costituire l’elemento fondamentale del processo di ripubblicizzazione che ora deve essere messo in atto a Reggio Emilia. La creazione di un’azienda speciale consortile, a cui venga affidato in esclusiva la gestione del SII è la scelta più coerente che deve essere presa per rispettare l’esito referendario e il principio per cui da tanti anni ci battiamo: l’acqua come bene comune.

Infatti un’azienda di questo tipo, amministrata secondo il diritto pubblico e dunque senza scopo di lucro, è la modalità migliore attualmente disponibile per gestire l’acqua: l’unica che prevede la partecipazione dei cittadini e lavoratori e la totale trasparenza nell’operare. Da ultimo, e non in ordine di importanza, è l’unica che mette al riparo dalla borsa l’acqua come servizio pubblico. Non essendo una spa non prevede la possibilità che vi siano quote alienabili e vendibili in futuro e per questo garantisce, con una scelta di lungimiranza, la certezza di un totale controllo pubblico.

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Durante la discussione della mozione presentata dai cittadini, i consiglieri della maggioranza (PD-SEL) hanno messo ai voti anche un loro ordine del giorno. Questo, ripercorrendo sulla falsa riga la mozione del comitato, impegna il sindaco e la giunta ad affidare l’acqua ad un soggetto pubblico posseduto dai Comuni assegnando quindi le concessioni finora affidate ad IREN SPA a questo nuovo soggetto pubblico. Inoltre chiede che si apra un percorso di analisi sulla nascita di questo soggetto, per capirne il possibile funzionamento e sollecita il sindaco ad un lavoro di tipo istituzionale di contrasto al patto di stabilità nelle sue ricadute sulla gestione del servizio idrico.

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Un ordine del giorno, approvato con 22 favorevoli 5 astenuti e 3 contrari, che vuole seguire la direzione indicata dal Comitato Acqua Bene Comune, dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e dai milioni di italiani che hanno votato il referendum.

Il passo successivo avrà luogo venerdi 21 dicembre, quando saranno chiamati a esprimersi tutti i sindaci della provincia di Reggio Emilia, nell’ambito del Consiglio Locale dell’ATERSIR (l’ex Ato provinciale, ora regionale).

L’orientamento che esprimeranno, verosimilmente coerente con quello espresso ieri dal Consiglio Comunale di Reggio, dovrà poi essere formalmente fatto proprio dall’Atersir regionale.

Solo allora la decisione sarà definitiva.

Il Comitato Acqua Bene Comune auspica che il percorso verso la ri-pubblicizzazione possa andare in porto in tempi brevi e secondo le modalità proposte, cioè l’azienda speciale di diritto pubblico, che consentirebbe di mettere definitivamente in sicurezza la natura pubblica del servizio.

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Ci auguriamo che dietro le parole di Delrio, il quale si dichiara favorevole ad una ripubblicizzazione, non si celino trabocchetti semantici e linguistici.

Concordiamo con lui nel dire che “trattenendo le concessioni nella nostra società interamente pubblica non intendiamo dare vita a carrozzoni inefficienti con assunzioni pilotate dalla politica” e quando parla di una nuova società pubblica leggera pensiamo proprio a un nuovo modello di gestione, in cui (giusto per fare un esempio) il direttore generale non percepisca stipendi da favola e le decisioni sia no prese nell’interesse dei cittadini e non degli investitori esteri. Un’azienda pubblica dove l’unico obiettivo sia l’acqua come bene comune e non la spartizione di dividendi e la quotazione in borsa.

Un nuovo modello di gestione che guardi agli esempi virtuosi, alle gestioni efficienti e totalmente pubbliche presenti in Italia e in Europa.

Proprio per questi motivi la grande battaglia culturale, che come comitato portiamo avanti da anni, non è ancora conclusa.

Di certo possiamo dire che Reggio ha compiuto un passo in avanti nel cammino verso l’acqua bene comune.

 

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

Reggio Emilia, 18 dicembre 2012

 

Comitato Acqua Bene Comune Reggio Emilia

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

ps. Restano ancora due mozioni da discutere. Visto che il dibattito in aula è stato molto ampio non vi era più il tempo per farlo. Per questo torneremo in Consiglio a gennaio.

 

COMUNICATO STAMPA – Programma manifestazione nazionale

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A tutti gli organi di informazione

Sabato 15 dicembre a Reggio Emilia si svolgerà la manifestazione nazionale per l’acqua e i beni comuni. L’iniziativa si aprirà la mattina con un convegno dedicato alle esperienze di ripubblicizzazione dell’acqua in Italia e all’estero a cui sono stati invitati amministratori locali, comitati, lavoratori, rappresentati di sindacati provenienti da tutta Italia e non solo. Nel pomeriggio un corteo organizzato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua si snoderà per le vie del centro per riaffermare la richiesta di una gestione dell’acqua interamente pubblica e partecipata a Reggio Emilia e in tutta Italia.

Il convegno, che abbiamo intitolato RI_PUBBLICA, si svolgerà la mattina di sabato dalle 10 alle 13 circa presso il Cinema Cristallo in via Ferrari Bonini 4. Il tema della mattinata saranno i percorsi di ripubblicizzazione dell’acqua in Italia e all’estero. Proprio perchè crediamo che ripubblicizzare è possibile, abbiamo deciso di invitare amministratori, lavoratori e comitati di città in cui è stato avviato un percorso di riaffidamento al pubblico e gestori di aziende già totalmente pubbliche ripubblicizzate. Durante il convegno interverranno: il giurista Ugo Mattei, l’ex direttore dell’azienda speciale del servizio idrico di Grenoble, Corrado Oddi della CGIL Funzione Pubblica nazionale, un rappresentante di Acqua Bene Comune Napoli ora azienda speciale di gestione del servizio idrico, il Comitato di Torino in lotta per ottenere la trasformazione della propria Spa in house in azienda speciale, il Comitato di Roma che lotta per lo scorporo dell’acqua da ACEA, i comitati della Romagna dove, a partire da Forlì, si è riaperta una vertenza sulla privatizzazione di HERA, l’ex direttore di AGAC Veneziani, un rappresentante di GCR di Parma, il comitato della provincia di Imperia che ha ri-pubblicizzato recentemente….

Abbiamo invitato al convegno e alla manifestazione, tutti gli amministratori locali e buona parte delle giunte comunali, assessori e consiglieri comunali della provinciaL’invito è stato mandato anche al consiglio provinciale.

La manifestazione nazionale proseguirà poi nel pomeriggio con il corteo per le vie del centro. Il concentramento per il corteo è previsto per le ore 14.30 sotto l’arco di via Roma. Da lì partiremo per arrivare in Via Emilia dirigendoci poi fino in piazza Gioberti. Passando davanti alla sede della Provincia percorreremo Corso Garibaldi arrivando in piazza Prampolini passando per Via Farini.

In piazza Prampolini, dove arriveremo intorno alle 16, abbiamo organizzato un flash-mob.

Il corteo finirà poi in piazza Martiri del 7 Luglio con alcuni interventi conclusivi.

Durante tutto il percorso porteremo con noi uno striscione azzurro lungo alcune centinaia di metri che vuole simboleggiare il fiume Crostolo: sono i cittadini infatti i veri amministratori dell’acqua.

La manifestazione inoltre sarà virtualmente coordinata con altre mobilitazioni in programma per il 15 dicembre. Abbiamo lanciato su Twitter l’hashtag #15D su cui racconteremo cioè che succede a Reggio e nelle altre città. Infatti sono previste altre tre manifestazioni:una a Taranto per l’Ilva, una in Toscana contro la costruzione di una centrale Enel nell’Amiata e una a Parma per la gestione dei rifiuti. Il tema dei beni comuni è il loro filo conduttore e vogliamo unirle, almeno idealmente, in un unica grande giornata nazionale.

Perchè una manifestazione nazionale a Reggio Emilia?

Il Forum Italiano dei Movimenti dell’Acqua ha deciso nell’ultima assemblea nazionale di lanciare questa mobilitazione nella nostra città proprio perchè rappresentiamo un esempio, su cui è concentrata l’attenzione di tutta Italia.

Vogliamo chReggio Emilia sia come ParigiLa capitale francese, sede delle maggiori multinazionali dell’acqua, ha deciso nel 2009 di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico. Questo è quello che vogliamo succeda anche nella nostra città.

Abbiamo una data di scadenza vicinissima: l’affidamento della gestione del servizio idrico a IREN è in proroga da più di un anno. E’ il momento di prendere una decisione sul futuro dell’acqua nella nostra provincia. Sappiamo da alcune “indiscrezioni” che probabilmente intorno al 21 dicembre l’ass. Provinciale Tutino convocherà i sindaci per una riunione dell”ex ATO per votare sul futuro dell’acqua. Le nostre mozioni depositate in consiglio comunale, dopo un travagliato percorso di calendarizzazione, attendono di essere discusse in consiglio comunale.

Il futuro dell’acqua è nelle mani dei nostri amministratori locali: è ora che questa decisione venga presa insieme ai cittadini.

Da Reggio Emilia può nascere un movimento virtuoso di ripubblicizzazione a cui tanti comuni italiani guardano con interesse. Per questo motivo vogliamo discuterne con il Sindaco Graziano Delriooltre a rappresentare il socio di maggioranza della provincia in IREN spa è ilpresidente dell’ANCI. Reggio può diventare un laboratorio a livello naizionale per la gestione pubblica e partecipata dei servizi pubblici.

Il tema della finanziarizzazione dei servizi pubblici è di estrema attualità. Noi denunciamo il fallimento del modello IREN: l’idea che grazie alla finanza si possano garantire investimenti ed efficienza nella gestione dei servizi pubblici è ormai crollata. Una società con più di 3 mld di euro di indebitamento, con il valore delle azioni colato a picco nell’ultimo anno. I cittadini sono i primi a subirne le conseguenze: i servizi pubblici locali vengono spolpati dall’interno, depauperati e utilizzati con merce nel mercato della finanza.

Per tutte queste ragioni scenderemo in piazza sabato 15 dicembre, per una manifestazione nazionale partecipata, colorata e festosa.

I cittadini devono tornare ad essere i veri amministratori dei servizi pubblici insieme ai sindaci e ai consigli comunali.

Torniamo in piazza ancora una volta per ribadire quello che abbiamo affermato con i referendum del 2011: l’acqua è un diritto, non una merce.

Si scrive acqua, si legge democrazia.

Consegnate le prime 800 firme!

La concessione per la gestione dell’acqua a Reggio Emilia, affidata all’azienda privata IREN SPA, è scaduta l’anno scorso. Entro la fine di quest’anno i nostri amministratori dovranno decidere il futuro dell’acqua di tutta la nostra provincia. Infatti i sindaci, anche su pressione della Commissione Europea, dovranno scegliere tra un affidamento ad un azienda speciale pubblica o, ricorrendo ad un bando di gara, ad una nuova gestione privata.

Una scelta cruciale, anche perchè si parla di affidamenti che hanno una durata ventennale o trentennale. Una scelta ancor più importante perchè avviene a poco più di un anno del referendum del 12/13 giugno 2011 che ha visto proprio nella nostra città il maggior numero di votanti a favore dell’acqua come bene comune e dunque non privatizzabile.

 

Proprio per questo oggi il comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia ha consegnato al segretario comunale le firme raccolte a sostegno di tre mozioni di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia.

Con questo strumento di partecipazione vogliamo aprire la discussione su un tema così delicato a tutta la città. I cittadini hanno accolto la nostra proposta con molto entusiasmo: oltre 800 firme raccolte in meno di un mese. Perchè l’acqua è un bene comune e interessa a tutta la comunità.

Nella prima mozione viene chiesto che nello statuto comunale l’acqua sia definita “un bene comune privo di rilevanza economica”, perchè solo così si può procedere verso la ripubblicizzazione della gestione, come chiediamo nella seconda mozione. Ripubblicizzare significa restituire ai cittadini il controllo sulla gestione di un bene così prezioso: chiediamo trasparenza, efficienza e partecipazione nella gestione. Cose che non si possono ottenere con l’attuale gestione privata, affidata ad una azienda quotata in borsa, IREN SPA, dove i nostri sindaci sono semplici consiglieri di amministrazione e a comandare sono manager pagati più del presidente degli Stati Uniti.

L’attuale crisi finanziaria ci ha ampiamente dimostrato i rischi e le incertezze del mercato, e affidare alla Borsa ed al profitto la gestione dell’acqua porta solo all’impoverimento della nostra azienda con pesanti ricadute sui territori. Proprio per salvaguardare il legame che l’azienda che dovrà gestire l’acqua con il territorio di Reggio chiediamo con la terza mozione che venga ostacolata la possibile fusione tra IREN SPA (Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia) con A2A (Milano e Brescia).

Questa iniziativa, che fa parte della Campagna di Obbedienza Civile, chiede appunto ai nostri amministratori coerenza nell’obbedire al referendum che tutti insieme abbiamo costruito e vinto.

A dimostrazione che questo percorso è ampiamente condiviso vi è anche l’adesione di tante associazioni e partiti: a sostegno delle tre mozioni infatti si sono schierati SEL, Movimento 5 Stelle, IDV, Gente di Reggio, Reggio Democratica, Federazione della Sinistra, Alba.

Il percorso che porterà alla discussione in consiglio comunale, prevista entro i prossimi 2 mesi, è tuttora aperto alla partecipazione di altre forze politiche, associazioni e gruppi di cittadini. A conferma dell’ampio raggio di adesioni vi è anche la splendida partecipazione di alcuni parroci che hanno deciso di raccogliere le firme proprio davanti alla chiesa nelle scorse domeniche.

La raccolta firme dunque continua, per dare la possibilità a tutti i cittadini di partecipare a questa iniziativa politica fatta dal basso a difesa dei beni comuni.

Metteremo in campo anche iniziative pubbliche per confrontarci insieme su questo tema prima del consiglio comunale in cui potremmo presentare le nostre mozioni.

La provincia ha istituito un Forum a carattere provinciale per valutare le possibili alternative per il futuro della nostra acqua. Noi crediamo che una chiara decisione sia già stata presa lo scorso 12/13 giugno con il referendum. Anche i nostri sindaci votarono a favore, quindi a questo punto chiediamo loro coerenza.

Si tratta di una decisione politica coraggiosa.

I cittadini sono pronti, e loro?

Il futuro dell’acqua a Reggio: la parola ai reggiani – Comunicato Stampa

Sabato 9 giugno si è svolta in Piazza Casotti a Reggio un’importante assemblea pubblica sul tema “Il futuro dell’acqua a Reggio: la parola ai reggiani”, promossa dal locale Comitato Acqua Bene Comune in occasione dell’anniversario del Referendum dello scorso anno.

Più di 100 persone: cittadini, associazioni e amministratori si sono confrontate per oltre 3 ore su questo tema cruciale per la nostra collettività. Sono intervenute decine di associazioni espressione della società civile reggiana (tra cui Cgil, Arci, Uisp, Auser, Anpi, Legambiente, Dar Voce…), oltre che partiti politici e amministratori locali.

Non si è parlato solo del problema della tariffa e della campagna di Obbedienza Civile con la quale il Comitato Acqua Bene Comune si batte perché sia rispettato l’esito del Referendum che ha abolito la “remunerazione del capitale” dalla tariffa. A questo riguardo è interessante notare che gli stessi amministratori locali (Tutino e Tagliavini) hanno riconosciuto che dentro questa voce c’è anche una quota (importante) di profitto del gestore, che va eliminata, così come stabilito dal Referendum. Si è parlato anche, e soprattutto, di chi dovrà gestire da qui in poi l’acqua in Provincia di Reggio, dal momento che la concessione a Iren è scaduta a fine 2011 (per inciso è scaduta anche quella dei rifiuti).

Si è ragionato quindi sull’alternativa tra la ri-pubblicizzazione, richiesta in modo inequivocabile dalla grande maggioranza dei cittadini con il loro voto referendario, e il rischio di definitiva privatizzazione insito nelle paventate ulteriori fusioni per creare una grande multi-utility del Nord.

Facciamo notare che TUTTI gli intervenuti, amministratori compresi, si sono detti contrari a questa ipotesi di ulteriori fusioni societarie . Saranno fischiate le orecchie al Sindaco Del Rio ?

E sono tutti contrari perché condividono una forte critica al modello di multi-utility esistente, quotata in borsa, attenta al profitto e al valore del titolo (peraltro crollato, con grave danno per tutta la comunità) ben più che alla soddisfazione dei cittadini.

Molte voci (gli interventi sono stati più di una ventina) hanno attribuito la responsabilità di questa situazione all’ultima generazione dei politici locali, che hanno in buona misura rinunciato a svolgere il loro ruolo di programmazione e di indirizzo per adagiarsi su quello di “azionisti” in attesa di un dividendo sempre più improbabile.

E’ vero le proposte per il futuro sono state diverse, alcuni (ad esempio la rappresentante dei lavoratori di Iren) hanno detto che il modello di multi-utility che riunisce in sè più servizi (gas, acqua, rifiuti) resta quello preferibile, ma va sottoposto ad un controllo pubblico molto più stringente di quello a cui abbiamo assistito finora. Altri sostengono che scorporare la gestione dell’acqua (e dei rifiuti) da Iren collocandola in capo ad un ente di diritto pubblico sarebbe la soluzione migliore e più rispettosa dell’esito referendario. A dimostrazione della fattibilità di questa proposta sono stati citati esempi interessanti di gestioni interamente pubbliche, del solo servizio idrico, assolutamente efficienti dal punto di vista economico e capaci di raccogliere i finanziamenti necessari agli investimenti.

E’ stato anche citato il forte processo di ri-pubblicizzazione dei servizi pubblici locali (non solo dell’acqua) in atto in Europa, che vede l’Italia purtroppo attestata su posizioni di retroguardia nel sostenere ancora la privatizzazione come soluzione a tutti i mali.

Insomma il dibattito è stato molto ricco. Si è ragionato, con il contributo di chi conosce bene il tema come l’ex direttore di Agac Veneziani, su temi cruciali come quello delle perdite crescenti delle nostre reti e degli investimenti calanti ad esso dedicati a causa dei problemi finanziari di Iren, che pure incamera la tariffa sulla base degli investimenti promessi, ben inferiori rispetto a quelli effettivamente realizzati.

Tutti questi interventi saranno disponibili tra breve sul sito del Comitato : acqua pubblica.re.it. L’assemblea è stata un’occasione importante per portare fuori dal “palazzo” una discussione che interessa tutti i cittadini che non la vogliono lasciare solo ai politici e agli addetti ai lavori. Le stesse associazioni intervenute hanno rivendicato con forza il diritto ad essere interpellate da parte degli amministratori locali.

Alcuni interventi hanno anche proposto un referendum cittadino consultivo, per dare a tutti la possibilità di esprimersi sulle diverse alternative in campo per la gestione futura del servizio idrico. Il Comitato valuterà con attenzione questa proposta, coinvolgendo anche le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.

Da parte della stampa locale ci aspettiamo che questo interessante dibattito venga riportato e anche sviluppato, offrendo lo spazio per un confronto serio e costruttivo.

Il futuro dell’acqua a Reggio Emilia – ASSEMBLEA PUBBLICA 9/6/12

Invitiamo tutti i cittadini della provincia di Reggio Emilia a confrontarsi insieme al Comitato sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia.

Da un anno è scaduto l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato della nostra provincia a IREN spa. Esattamente un anno fa 26 milioni di Italiani e oltre 260.000 cittadini della nostra provincia hanno votato e vinto il referendum per dichiarare l’acqua un bene comune.

Questo è il momento per agire, per ripubblicizzare l’acqua a Reggio Emilia e provincia.

Chiediamo a tutti di partecipare attivamente all’assemblea, in cui abbiamo invitato i sindaci della provincia. Sarà un momento per confrontarsi e ci sarà la possibilità di intervenire per tutti: come cittadini vogliamo riunirci per parlare dei beni comuni.

Quello che esigiamo è che venga rispettato l’esito referendario, perchè si scrive acqua ma si legge democrazia.

Il Comitato all’assemblea degli azionisti di Iren

Anche il Comitato Acqua Bene Comune ha fatto sentire la sua voce, a fianco di quella dei piccoli azionisti. Cesare Schieppati, per conto del Comitato, ha posto al Cda di Iren la seguente domanda:

È in corso una campagna, chiamata di Obbedienza Civile, promossa dai Comitati Acqua Bene Comune, a Reggio e in altre città in cui il Servizio Idrico Integrato è gestito da Iren, per chiedere il rispetto del Referendum che ha abolito la Remunerazione del Capitale dalla tariffa dell’acqua.

Vorrei sapere:

  • Come intende rispondere Iren a qs campagna?
  •  In particolare come intende rispondere a Reggio Emilia alla domanda, posta nella Lettera di Reclamo, strumento della campagna, in cui si chiede di conoscere l’ammontare esatto della quota % in tariffa della remunerazione del capitale?

Questo perché secondo i conteggi effettuati dal Comitato sulla base dei dati ufficiali forniti dall’ATO, la cui fonte immagino essere Iren stessa, la remunerazione del capitale nel 2012 è pari al’11,96% del valore lordo della bolletta, mentre secondo i Sindaci che si sono espressi a riguardo la remunerazione del capitale a Reggio Emilia, o non supera i 3 E/anno per utente o è addirittura pari a zero.

Se così fosse, cioè se la redditività della gestione del SII a RE fosse trascurabile o addirittura nulla, Iren ha interesse a ricandidarsi per il futuro alla gestione del SII stesso, dal momento che la concessione è scaduta a fine 2011 ?

Ha risposto in prima persona il Presidente Bazzano, dicendo che spetta al legislatore garantire il rispetto dell’esito del Referendum.

Iren si limiterà ad applicare le direttive dell’Autority incaricata di rivedere il metodo tariffario, che dovrebbero essere rese pubbliche nella seconda metà dell’anno. Sulla base della nuova normativa Iren valuterà la convenienza economica a ricandidarsi a gestire il Servizio Idrico Integrato in prov. di Reggio E
A quel punto abbiamo insistito per avere una risposta sulla attuale reale profittabilità del servizio per Iren, dal momento che secondo i Sindaci questa non supera i 3 E/anno per utente o è addirittura pari a zero, il che equivale a dire che Iren gestisce il servizio come “dono per la collettività”.
Bazzano, ha risposto in questo modo: la remunerazione del capitale garantita per legge (seppur negata dai Sindaci) è pari al 7%. Il costo medio del denaro preso a prestito è del 4,5-5%, la differenza è il profitto di Iren.
Questo approssimativo metodo di calcolo tuttavia continua a non soddisfarci, perchè non trova corrispondenza nei dati ufficiali forniti dall’ex-ATO locale (Ambito Territoriale Ottimale), proprio a partire da dati Iren, che inspiegabilmente non vengono mai citati in occasioni publiche.
In particolare nella tabella “Conto Economico” è indicato un Risultato Netto (profitto), dopo le imposte, per il 2012 pari a 4,55 Milioni di Euro, ben superiore a quello che viene indicato da Iren e dai Sindaci.
Il Comitato Acqua Bene Comune ricorda che lo scopo del referendum che ha eliminato il profitto dalla gestione dell’acqua era proprio quello di eliminare con il profitto il presupposto stesso della privatizzazione.
Continueremo quindi la campagna di Obbedienza Civile, per il rispetto dell’esito referendario.
Perchè si scrive acqua ma si legge democrazia