GOCCE – giovedì 29 gennaio ore 20.30

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“GOCCE: ripartire dalla narrazione dell’acqua”

Giovedì 29 Gennaio 2015 alle ore 20.30, andrà in scena presso il Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia lo spettacolo “Gocce”, piece musicale-teatrale dedicata all’acqua.

INGRESSO A OFFERTA LIBERA.

Nel corso dell’estate del 2013 il Circolo Culturale “Briciole” di Massa organizzò una serie di escursioni sui luoghi delle sorgenti nelle Alpi Apuane. L’intento era di realizzare una ricerca sul campo per riscoprire le radici ambientali, territoriali e culturali di una collettività. Il denominatore di questa ricerca era l’acqua, col suo grande significato simbolico. Da quella serie di eventi è scaturito un testo che sarà presentato giovedì 29 da Alessandra Roselli e che vuole ridare vigore alla narrazione dell’acqua, in un momento storico nel quale spariscono dal vocabolario politico/ legislativo le nozioni di diritto e di mantenimento della naturalità delle fonti idriche, del loro essere essenziali alla vita, della loro sacralità.

Ispirandosi alle suggestioni delle acque sorgive, Nicola Perfetti ha composto i brani che costituiscono la spina dorsale musicale dello spettacolo. Musiche, e non canzoni: proprio come una colonna sonora per accompagnare il testo l’attrice e regista Alessandra Roselli racconterà. Lo stesso Nicola Perfetti, alle chitarre, eseguirà i brani, accompagnato da Luca Fruzzetti al basso e Antonio Bodini alla batteria.

L’iniziativa è promossa e patrocinata dai gruppi Acqua Bene Comune di Parma e di Reggio Emilia, impegnati nella difficile battaglia per un ritorno alla gestione del servizio idrico completamente pubblica e svincolata da dinamiche finanziarie.

Lo spettacolo si salda ai temi del Forum dell’Acqua perché propone un richiamo forte alle radici del rapporto uomo-territorio, attraverso la riscoperta del valore antropologico della risorsa idrica. “GOCCE” si pone in controtendenza rispetto alle dinamiche che la nostra società propone per l’uso e lo sfruttamento delle risorse naturali, private di qualsiasi valore antropologico e considerate alla stregua di merci con una valenza meramente economica.