Un messaggio nella bottiglia – invito alla stampa locale

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Oggi il comitato ABC di Reggio Emilia ha consegnato alle redazioni di giornali e tv locali un messaggio chiuso in una bottiglia.

Il comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia ha deciso di salpare verso questa grande avventura: una manifestazione nazionale per l’acqua e i beni comuni nella nostra città.

 Noi popolo di cittadini, eroi e navigatori vogliamo affrontare l’IREN di Delrio e i numerosi rischi che questo viaggio impervio comporterà.  

Come dice il saggio marinaio “Vi sono  tre generazioni di uomini: i vivi, i morti e coloro che vanno per mare”. Nel nome dell’audace capitano Crostolo e con l’auspicio di Eolo Vi imbarchiamo come nostri compagni di viaggio per veleggiare con noi in questa ardua impresa.

E’ un invito a seguire la manifestazione nazionale di sabato 15 dicembre e a darle la maggiore visibilità possibile.

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Se l’acqua è un diritto vitale, l’informazione del cittadino è allo stesso modo un diritto fondamentale imprescindibile. Il cittadino informato è il cittadino attivo, che si occupa della città e dei suoi problemi.

Le decisioni sul futuro dell’acqua della nostra provincia devono uscire dai municipi e dai consigli di amministrazione di IREN spa. I cittadini devono poter partecipare nella definizione di quello che sarà il futuro di uno dei nostri beni comuni più preziosi.

Il comitato ABC ce la sta mettendo tutta: ora aspettiamo di vedere chi saranno i nostri compagni di viaggio.

Se Iren è diventata un bancomat

Quotata in Borsa, la multi-utility è stata utilizzata dai Comuni di Torino e Genova per estrarre liquidità, sfruttando la Finanziaria Sviluppo Utilities (FSU) srl, attraverso la quale i due enti detengono la propria partecipazione. Lo spiega un dossier del Comitato acqua pubblica Torino, anticipato da Altreconomia di dicembre, presentato alla stampa a Torino venerdì 7 dicembre alle 11

 

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SINDACI….udite, udite !

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Il Comitato Acqua Bene Comune è grato all’ass. provinciale Mirko Tutino di aver dato la possibilità ai sindaci della provincia, nell’ambito del Forum Provinciale per l’Acqua (lo scorso giovedi 22 novembre), di ascoltare la testimonianza di un’eccellente gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato, quella di Gorizia.

Come noto i nostri sindaci devono esprimersi tra breve sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia, essendo scaduta a fine 2011 la concessione a Iren. Il 70% dei cittadini della provincia, con il Referendum, hanno già detto che la vogliono pubblica, ma evidentemente non basta. Ben venga allora, per i più scettici, l’ascolto di un’esperienza molto positiva di ri-pubblicizzazione . Anche a Gorizia c’era una multi-utility in via di privatizzazione (Iris), come la nostra, fatte le debite proporzioni… I 25 sindaci della provincia (tutti, quelli di destra e quelli di sinistra…) hanno deciso nel 2006 di scorporare l’acqua dalla multi-utility per affidarla ad un’azienda interamente pubblica. E’ stata una decisione “politica” nel senso alto del termine, perché l’acqua è un bene comune e deve restare fuori da logiche di profitto.

Riepiloghiamo le risposte date dal Direttore Generale di IrisAcqua, Paolo Lanari, alle principali obiezioni che muove chi si oppone alla ri-pubblicizzazione:

  1. Ri-pubblicizzare costa troppo “: a Gorizia i Sindaci (già proprietari della rete come qui a Reggio), non hanno sborsato un Euro. Si è solo leggermente aumentata, a compensazione, la quota degli ex soci privati nella multi-utility
  2. La multi-utility è più efficiente perché sfrutta sinergie e economie di scala”: i costi di gestione in realtà sono scesi scorporando l’acqua. Da notare (per i sindacati) che a Gorizia molte attività, qui esternalizzate, sono svolte da personale dell’azienda : circa 100 addetti, per un volume di vendite d’acqua inferiore a un terzo di quello di Iren in provincia di Reggio, svolgono in prima persona l’80% delle attività
  3. Una società pubblica (in house) fa fatica a finanziarsi”: Iris si finanzia in realtà a tassi decisamente più favorevoli rispetto a quelli di Iren e non costa niente ai sindaci della provincia
  4. Iren può investire molto di più in virtù della sua dimensione”: in realtà negli ultimi 5 anni a Gorizia hanno investito nel Servizio Idrico Integrato più (in valore assoluto) di quanto non abbia investito Iren a Reggio

Se a tutto ciò aggiungete che l’acqua a Gorizia costa oltre il 30% in meno di quanto costa a Reggio (il 65% in meno nel caso della prima fascia di consumi, per aiutare le famiglie). Che i profitti a Gorizia sono interamente reinvestiti nel servizio, il che consente di non aumentare la tariffa anche quando i consumi scendono, mentre qui se i cittadini consumano di meno vengono “premiati” con una tariffa più alta, per garantire il profitto di Iren…

E infine, se tenete conto che l’intero Consiglio di Amministrazione di IrisAcqua costa 22.500 Euro/anno (meglio non ricordare quanto costa quello di Iren…) capite bene, cari Sindaci, che anche fatte le debite proporzioni, ri-pubblicizzare l’acqua a Reggio Emilia è non solo possibile ed opportuno, ma anche doveroso, per rispetto verso il voto dei vostri cittadini che hanno detto BASTA alla mercificazione dei Beni Comuni.

Si scrive acqua si legge democrazia!

Ascolta tutto l’intervento di Paolo Lanari: parte 1, parte 2

Forum Provinciale per l’Acqua – primo appuntamento

Oggi pomeriggio alle ore 17.30 nella sala del Comune di Cavriago (P.za Don G. Dossetti 1 – Cavriago) si terrà il primo incontro del Forum Provinciale per l’Acqua.
E’ il primo appuntamento, aperto anche al comitato e alla cittadinanza,  del percorso organizzato dalla provincia e dai sindaci per la valutazione del futuro della gestione del servizio idrico integrato a Reggio Emilia. Infatti l’affidamento della gestione del servizio idrico della provincia ad IREN spa è scaduto lo scorso anno ed è stata prorogata di un anno. La situazione attuale consentirebbe ai sindaci della provincia di ripensare l’affidamento al privato per una gestione interamente pubblica e partecipata dai cittadini.
Il Comitato Acqua Bene Comune ovviamente prenderà parte a questo percorso per fare pressione sui nostri amministratori locali: il nostro obiettivo è quello di fare partire la discussione del Forum dall’esito referendario.
Non possiamo accettare che per discutere del futuro dell’acqua a Reggio Emilia si riparta ancora una volta dalla domanda “privato sì – privato no”. Oltre 26 milioni di italiani hanno espresso la loro volontà, in modo vincolante, a favore della ripubblicizzazione dei servizi pubblici in Italia. La gestione privata del servizio idrico a Reggio Emilia, tramite IREN spa, si sta rivelando disastrosa e i debiti dell’azienda parlano chiaro (al punto che la sede storica di AGAC in via Nubi di Magellano è stata messa all’asta).
Per questo noi porteremo avanti la richiesta di una gestione interamente pubblica, locale e partecipata dai cittadini. Vogliamo che l’acqua nella nostra provincia sia dichiarata un bene comune, un diritto di tutti da gestire con la maggior trasparenza possibile.
Ancora una volta vi invitiamo a partecipare, perchè la partecipazione è la nostra forza.
Ancora una volta diciamo che SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA.

Ci vediamo oggi pomeriggio a Cavriago!

Referendum, un anno dopo. Aiutiamo i sindaci a ricordare.

A un anno di distanza dal grande referendum del 12-13 giugno vogliamo ancora festeggiare e ringraziare tutte e tutti voi per quello che siamo riusciti a compiere insieme. Un percorso meraviglioso che ha portato ad un risultato incredibile. Abbiamo dimostrato che come cittadini sappiamo e vogliamo riappropriarci dei beni comuni e degli strumenti democratici di partecipazione alla vita politica.

Purtroppo però non è ancora finita. A Reggio Emilia nonostante il risultato del referendum e soprattutto nonostante la grandissima partecipazione dei cittadini il sindaco Graziano Delrio non ha ancora accettato l’esito referendario. La privatizzazione di Iren spa continua, le bollette non vengono ridotte e la sovranità popolare non viene rispettata.

E’ un atto gravissimo che ci porta ad una sola conclusione: continuare la nostra lotta e il nostro impegno per l’acqua e i beni comuni. Ripubblicizzare l’acqua a Reggio Emilia si può e si deve. Partiamo dall’acqua per aprire a tutti i beni comuni, perchè una gestione interamente pubblica e partecipata è quello che abbiamo votato ed è ciò che vogliamo come cittadini.

Si scrive acqua, si legge DEMOCRAZIA.

Qui di seguito trovate la lettera aperta che avevamo mandato a Graziano Delrio esattamente un anno fa. Si sa i sindaci sono persone impegnate e può succedere che si dimentichino alcune cose. Aiutiamoli a ricordare cosa è successo e cosa (loro stessi!) hanno votato. Inviate per email al vostro sindaco il testo che trovate qui sotto, oppure un vostro messaggio, ricordandogli che il momento per ripubblicizzare l’acqua è ORA.

Indirizzo email sindaco di Reggio Emilia: Segreteria.Sindaco@municipio.re.it


Caro Sindaco,

il 12 e il 13 giugno dello scorso anno la privatizzazione della gestione del servizio idrico in Italia è stata fermata.

Senza il referendum centinaia di acquedotti sarebbero stati costretti ad aprire al mercato e alla privatizzazione della gestione del servizio. I sindaci e i cittadini delle città come Milano, Venezia, Verona, ma anche la nostra vicinissima Toano, avrebbero dovuto rinunciare al governo delle loro aziende, ancora 100% pubbliche, per  fare entrare il profitto nella logica di gestione del nostro bene più prezioso: l’acqua.

Tutto questo grazie a noi, cittadini, i veri protagonisti e  fautori di questa importantissima decisione politica. Perché con il voto del referendum popolare abbiamo espresso in maniera inequivocabile che l’acqua è un bene comune privo di rilevanza economica e su cui non devono essere fatti profitti. Ora, si tratta di ripartire da questo risultato e da quello che abbiamo affermato: fuori l’acqua dal mercato e fuori i profitti dall’acqua.

La nostra provincia è stata la prima in Italia per affluenza ai seggi e questo è un dato meraviglioso, un’ondata di democrazia. Non solo, è anche un chiaro segnale di volontà politica: i cittadini vogliono la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua a Reggio Emilia. Non stiamo chiedendo di “tornare indietro di trent’anni” (anche se a onor del vero Agac è privata solo dal 2005) ma di ripensare a un nuovo modello di gestione interamente pubblico e partecipato dal basso.

Abbiamo dimostrato di saper creare un movimento politico capace di riavvicinare i cittadini alla res pubblica, alla gestione dei beni comuni. Una politica nuova che vuole generare benessere ed efficienza con una responsabilità il più possibile condivisa tra i cittadini. Siamo riusciti a creare un movimento trasversale, aperto e plurale e ora, con lo stesso spirito, vogliamo iniziare una discussione sulla gestione del servizio idrico del nostro territorio. Quello che proponiamo è un percorso che trovi la sua forza nella partecipazione di quanti più soggetti possibili, che tenga presenti le idee, le complessità e le regole già in campo ma che sia basato su un punto di partenza ben preciso: l’acqua come bene comune, gestito interamente dal pubblico e partecipato dai cittadini e dai lavoratori.

Dopo questo voto, dopo questa splendida dimostrazione di partecipazione democratica e di bella politica, chiediamo a tutti i cittadini, alle associazioni, ai movimenti religiosi, ai sindacati e ai partiti di impegnarsi con coerenza e responsabilità in un percorso insieme al Comitato che concretamente punti a creare un nuovo modello di gestione per il servizio idrico.

Noi crediamo che il cambiamento sia possibile, crediamo che ripubblicizzare si debba e si possa fare e insieme a noi lo credono i 263293 cittadini della provincia che hanno votato due sì ai referendum sull’acqua. Questa è la politica nel senso più alto del termine: il luogo in cui cittadini e istituzioni collaborano nella gestione del bene comune.

Non è solo da Reggio Emilia che partirà il cambiamento: a livello nazionale rilanceremo la nostra proposta di legge che quattro anni fa 500.000 italiani avevano sottoscritto perché il parlamento la discutesse, in essa è contenuto tutto il nostro messaggio. A livello locale ci impegneremo affinchè la gestione dell’acquedotto di Reggio Emilia ritorni ad essere un modello interamente pubblico e  un’avanguardia a livello nazionale, utilizzando tutti gli strumenti di partecipazione democratica in nostro possesso.

La saluto cordialmente, orgoglioso di essere parte della comunità reggiana che ancora una volta si è mostrata nella sua vitalità.

 

Distinti saluti

 

 

Comitato Referendario Reggiano 2 Sì per l’Acqua Bene Comune