La “decisione” del PD sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia

il buono

Con un comunicato di poche righe, il Partito Democratico ha deciso di liquidare il percorso per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia. Un percorso che dura da 3 anni e mezzo, voluto dalle istituzioni e partecipato da tanti cittadini e (ben pochi) sindaci.

E’ uno schiaffo alla DEMOCRAZIA, perché la decisione spetta ai Consigli Comunali e non alla direzione del PD e perché ci si mette sotto i piedi il voto referendario di 250.000 cittadini reggiani.

E’ uno schiaffo alla COERENZA, perché i Sindaci hanno deliberato più volte, a partire dalla fine del 2012, di voler ripubblicizzare e lo hanno scritto a chiare lettere nei loro programmi elettorali.

E’ uno schiaffo all’INTELLIGENZA, perché tutti gli studi di fattibilità (pagati da noi cittadini) realizzati in questi anni hanno dato esito positivo e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Il PD fa carta straccia di tutto questo e, in dirittura d’arrivo, non ha una soluzione alternativa concreta da proporre. Da settimane circolano ad arte numeri falsi e strumentali (mai sottoposti a un pubblico confronto) propedeutici a questa “decisione”, con la quale il PD diventa esplicitamente il partito di Confindustria, Federutility e IREN.

Tutto ciò è inaccettabile!

Invitiamo tutti cittadini a manifestare SABATO 13 la loro indignazione, nel 4° anniversario del Referendum.

Invitiamo tutti a partecipare alla “acampada” che rimarrà ininterrottamente sotto il Comune fino al Consiglio Comunale di Lunedi pomeriggio. L’iniziativa partirà dalle ore 17,30 in Piazza Casotti e continuerà, tra musica e parole, fino a notte (maggiori informazioni qui).

Si scrive Acqua, si legge Democrazia!

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Ven 29 maggio – RITORNO AL FUTURO: L’acqua torna pubblica!

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Venerdì 29 Maggio – Hortus Catomes Tot
Via Panciroli / Parco cervi (ex Campo Tocci) – REGGIO EMILIA
a partire dalle ore 19 aperitivo/buffet (5€) e una bella chiacchierata con

CORRADO ODDI, Forum Italiano dei Movimenti per l’ACQUA
RICCARDO PETRELLA, Presidente Università del Bene Comune
MAURIZIO LANDINI, Segretario Genrale FIOM – CGIL

Il tema della serata sarà il futuro della ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio Emilia e le prospettive per la gestione dei beni comuni tra la Via Emilia e l’Europa.

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Report Assemblea 18 ottobre… abbiamo fatto il punto!

ComitatoAcqua18Sabato 18 Ottobre alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è svolta un’affollata assemblea pubblica promossa dal Comitato  Acqua Bene Comune (ABC) per fare il punto sulla ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia. Sono intervenuti numerosi cittadini, amministratori, associazioni e anche parlamentari della provincia.

La prima considerazione positiva riguarda proprio la partecipazione a conferma dell’attenzione che ancora c’è su questa vicenda dopo 3 anni dal Referendum.

L’introduzione del Comitato ha fatto notare che il processo di ripubblicizzazione e scorporo del Servizio Idrico Integrato da Iren (deliberato dai Sindaci a fine 2012) procede troppo a rilento e che il tempo gioca a suo sfavore perché il Governo sta predisponendo misure di segno esattamente opposto, volte a favorire la concentrazione progressiva dei gestori dei servizi pubblici locali in pochissime grandi società quotate in borsa.

Abbiamo ricordato le cose da fare:

  • Quantificare l’indennizzo a Iren
  • preparare un Piano Industriale (decidere cosa dovrà fare il nuovo gestore e come dovrà organizzarsi)
  • preparare un piano economico-finanziario
  • trovare le risorse per finanziarlo
  • scrivere lo Statuto del nuovo gestore pubblico e decidere che forma giuridica dovrà avere
  • nominare un direttore generale, il Cda e un organismo di sorveglianza

finora si è prodotto qualcosa di concreto solo sulla prima. Quindi il ritardo è evidente (il nuovo soggetto pubblico doveva nascere già a metà 2014, secondo la delibera dei Sindaci).

I tre interventi successivi del Comitato hanno trattato:

  • l’organizzazione del nuovo soggetto gestore pubblico (Franco, lavoratore di Iren)
  • la forma giuridica che riteniamo preferibile perché ci consente di mettere in sicurezza la ripublicizzazione (Daniele)
  • la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione, condizione imprescindibile per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte (Carla)

Flyer Assemblea

Franco ha espresso l’assoluta necessità che lo scorporo dell’acqua dia luogo ad una vera azienda, strutturata ed autonoma, capace di gestire l’interezza del servizio. Ha denunciato che Iren ha impedito finora il coinvolgimento dei dipendenti nel processo e ha ricordato la diversa (opposta) posizione della Cgil territoriale di Reggio, favorevole allo scorporo e all’Azienda Speciale, e della Filctem (categoria della Cgil), che invece osteggia la ripubblicizzazione e difende a spada tratta le grandi multi utility quotate in borsa. Cisl, Usb e Cobas si sono dichiarate favorevoli alla ripubblicizzazione, ma poco presenti tra i lavoratori di Iren.

Daniele ha ribadito che la scelta della forma giuridica è tutta politica ed è una questione sostanziale e non formale (come sostiene invece il PD). L’Azienda Speciale (AS) è l’unico modo per porre il futuro gestore fuori dalle regole del libero mercato (seppure sia un soggetto economicamente autonomo e tenuto all’equilibrio di bilancio). L’AS esalta il ruolo dei Consigli Comunali e impone ai Sindaci di “cambiare verso” rispetto alle scelte devastanti compiute in passato. La richiesta di rinnovamento non è una posizione ideologica.
I 2 problemi che vengono imputati alle AS, reperire finanziamenti sul mercato e difficoltà a rimanere esente da clientelismo e corruzione quando viene “occupata” dalla politica, sono presenti anche con la forma della Spa e forse in maniera peggiore per la minore trasparenza dei propri atti.

Carla ha presentato le slide allegate sul tema della partecipazione (potete leggerle e scaricarle qui).
Ha spiegato la differenza tra “democrazia partecipativa”, che mette in primo piano la partecipazione diretta e attiva dei soggetti e “democrazia partecipata” che persegue la composizione di interessi con forme meramente consultive. Ha fatto riferimento a 3 possibili livelli partecipativi: i Consigli Comunali allargati, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato di Sorveglianza. Ha citato i diversi pareri in seno al movimento per l’Acqua, rimandando a uno “studio di fattibilità” che dovrebbe aiutarci a valutare i pro e i contro delle diverse possibilità.

1 (1)L’Assessore Tutino, che ha parlato a nome degli amministratori locali della provincia, ha detto (per la prima volta e in modo esplicito) che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dell’Azienda Speciale  e che questa è anche la loro prima scelta (alla domanda esplicita se questa era la “sua”personale opzione o anche quella dei Sindaci, ha risposto che è anche il punto di vista di Vecchi, sindaco di RE, e del segretario del PD, presente in sala) ma che la priorità  di finanziare gli investimenti viene prima di tutto, visto che i Comuni non hanno assolutamente risorse proprie da investire. “La forma giuridica non può e non deve diventare un ostacolo per le banche”. A questo proposito un cittadino ha invitato a rivolgersi a Banca Etica, molto propensa a finanziare operazioni di questo tipo, piuttosto che a banche speculative. Ha ribadito che la motivazione degli amministratori locali a portare a termine la ripubblicizzazione è compatta, in virtù del forte mandato elettivo ricevuto e si è impegnato ad accelerare i tempi del processo.

Anche sulla partecipazione dei cittadini Tutino ha dichiarato che sarà prevista dallo Statuto del nuovo soggetto gestore. Su questa questione dei vincoli che il PD ha ribadito di essere disposto a mettere nel futuro Statuto del gestore pubblico (Azionariato interamente pubblico, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini al controllo), avremmo potuto aprire una lunga discussione, ma non ce n’è stato il tempo.

Due  cittadini hanno chiesto che venga preso in considerazione l’articolo 43 della Costituzione ai fini della determinazione dell’indennizzo del valore residuo da corrispondere a Iren. Secondo questo articolo infatti la Legge può consentire, salvo indennizzo, il trasferimento allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori, di  servizi pubblici gestiti in condizioni di monopolio. Accogliendo qs richiesta l’assemblea si è impegnata a chiedere esplicitamente al Forum provinciale per l’Acqua (la sede di confronto voluta da Tutinio tra Enti Locali e cittadinanza attiva) di prendere posizione su qs punto. Il valore dell’indennizzo comunque non è scritto da nessuna parte, ma dovrà essere oggetto di trattativa tra i sindaci ed Iren, nell’interesse della collettività.

Un cittadino in particolare ha rimproverato al Comitato ABC un’eccessiva morbidezza, riprendendo polemicamente le parole di Tutino che ne aveva apprezzato il “supporto” al processo di ripubblicizzazione.

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Sia le parlamentari  Daga (M5S) e Mussini (gruppo misto) che Corrado Oddi del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua hanno messo in guardia sulle misure che sta approvando il Governo, capaci di compromettere seriamente il percorso reggiano verso la ripubblicizzazione. Tutino a questo proposito ha voluto rassicurare, citando il parere di un consulente legale appositamente interpellato, che sostiene che le misure governative comunque non impediscono il percorso reggiano.

Corrado Oddi però ha fatto notare che almeno 2 misure previste dalla Legge di Stabilità 2015 sono, strumentalmente, molto penalizzanti (e richiedono una mobilitazione):

  • l’obbligo per l’Ente locale che effettua la scelta “in house” di accantonare “pro-quota nel primo bilancio utile” una somma pari all’impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto
  • la priorità nei finanziamenti derivanti da risorse pubbliche ai gestori privati o a quelli che hanno deliberato aggregazioni societarie

Matteo Alberini della Camera del Lavoro ha detto che la Cgil non è affatto contraria a ripubblicizzare anche la gestione dei rifiuti, il cui affidamento a Iren è scaduto (insieme al Servizio idrico Integrato) a fine 2011. Questa è stata una piacevole novità.   Ora dobbiamo decidere se vogliamo iniziare questa battaglia, tutta da costruire. Ha  invitato anche i Sindaci che “finora si sono nascosti dietro a Tutino” ad assumersi le loro responsabilità, smarcandosi da Delrio, la cui posizione (favorevole alle concentrazioni e alla finanziarizzazione) è invece ben nota. Alberini ha anche consigliato di riprendere nel prossimo futuro le questioni della ripubblicizzazione ad una ad una, in modo da poterle approfondire maggiormente.

Infine il Comitato ABC ha invitato tutti  ad assumere una posizione precisa sul problema dei distacchi del servizio che stanno colpendo sempre più cittadini incolpevolmente insolventi a causa della grave crisi economica.

 

 

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia
tel: 3481408149 – 3356280853 – 3484932443

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FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
http://www.acquabenecomune.org/

ASSEMBLEA PUBBLICA: FACCIAMO IL PUNTO !

Flyer AssembleaÈ ora di fare il punto, pubblicamente, sul percorso verso la ripublicizzazione della gestione dell’Acqua.

A fine 2012 i Sindaci della Provincia hanno deciso di scorporare l’acqua da Iren e di affidarla ad un gestore interamente pubblico, ma l’obiettivo sembra essere ancora lontano e molteplici gli ostacoli da superare, a partire dall’indirizzo di senso contrario imposto dal Governo.

Prima delle recenti elezioni amministrative tutti i candidati sindaci, anche quelli di opposizione, hanno confermato l’obiettivo della ripublicizzazione, ma siamo in ritardo rispetto ai tempi previsti e soprattutto i cittadini ne sanno molto poco. Iren naturalmente frena, ma non è l’unica a farlo.

E’ora quindi di fare il punto e di chiarire ai cittadini dove vogliamo andare:

  • che tipo di soggetto sarà il nuovo gestore (la società civile reggiana si è espressa chiaramente per un’Azienda Speciale di diritto pubblico e non per una Spa di diritto privato, vedi Lettera aperta ai Sindaci reggiani)
  • quali saranno le funzioni e l’organizzazione del nuovo gestore
  • come verrà finanziata l’operazione
  • in che forme è prevista la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione e al controllo
  • quale futuro auspichiamo per Iren

Vi invitiamo quindi a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA

che si terrà a Reggio Emilia,

SABATO 18 Ottobre, alle ore 10

presso la sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro (via Roma 53)

 

Per rinfrescare le idee sul confronto relativo alla forma giuridica del nuovo gestore, potete leggere la Lettera Aperta ai Sindaci di novembre 2013 (firmata da 36 importanti associazioni che rappresentano decine di migliaia di abitanti del nostro territorio),
la risposta del PD e la replica del Comitato Acqua Bene Comune.

Vi ricordiamo anche che a inizio 2013 il Consiglio Comunale di Reggio Emilia (e anche qualcuno della provincia) approvò un Odg (sulla traccia della mozione di iniziativa popolare promossa dal Comitato ABC) che impegnava l’amministrazione a contrastare ulteriori processi di concentrazione e finanziarizzazione nella gestione dei servizi pubblici locali, ponendo uno stop ai progetti di creazione di un’unica grande Multiutiltity del Nord.   Se ne è parlato molto ultimamente, dando segnali anche contrastanti. Ci auguriamo che i nostri amministratori non abbiano cambiato idea in proposito.

 

Il Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune

 

CGIL, Congresso favorevole all’Azienda Speciale per l’Acqua

“Il Congresso della Cgil di Reggio Emilia si esprime favorevolmente alla trasformazione di AGAC Infrastrutture, soggetto designato alla gestione diretta del Servizio idrico integrato, in Azienda Speciale Consortile.”

Un’altra autorevole voce verso la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua in provincia di Reggio Emilia attraverso #AziendaSpeciale! Un passo importantissimo in attesa della decisione dei sindaci!

SE NON L’HAI ANCORA FATTO, FIRMA LA LETTERA AI SINDACI REGGIANI PER RICHIEDERE LA CREAZIONE DI UNA AZIENDA SPECIALE PER L’ACQUA! 

>>>>>FIRMA QUI<<<<<

 

cgil

Tariffa dell’Acqua: un voto incomprensibile

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Si è tenuto lunedi scorso a Bologna un importante incontro dell’Autorità d’Ambito regionale (Atersir) per approvare le nuove tariffe dell’Acqua 2012-2013 (retroattive!) e la restituzione ai cittadini della quota relativa alla remunerazione del capitale, abolita dal Referendum del 2011.

Su entrambe le questioni Atersir non ha potere decisionale, ma è solo tenuta a ratificare ciò che decide l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) a cui il Governo ha delegato un potere tecnocratico fuori dal controllo democratico (non è un caso che i suoi costi siano coperti dagli stessi gestori dei servizi pubblici locali che dovrebbe controllare, da cui provengono anche i suoi strapagati manager).

Nello scorso aprile Atersir , presieduta dal Sindaco di Bologna Merola, aveva espresso un parere fortemente critico sul nuovo metodo tariffario proposto da AEEG (incoerente con l’esito referendario), ma le sue osservazioni non sono state tenute in alcun conto. E così è andata per quanto riguarda il ridicolo rimborso (meno di un decimo di quello che avrebbe dovuto essere secondo il Movimento referendario) ai cittadini della remunerazione del capitale abolita dal Referendum.

Lunedì ci si sarebbe aspettati quindi da Atersir un voto negativo che, pur non potendo cambiare nell’immediato le cose, avrebbe consentito al consiglio d’ambito più grande (e in teoria influente) d’Italia di ribadire con fermezza la propria posizione politica. Ma così non è stato.

La spiegazione di questo atteggiamento remissivo fornita dagli amministratori locali emiliano-romagnoli sta nel potere di ricatto esercitato nei loro confronti da AEEG che in caso di non ratifica avrebbe esautorato Atersir, tagliandogli i finanziamenti e rapportandosi direttamente ai gestori (di cui Atersir è l’organo pubblico di controllo).

Ma siamo sicuri che questo sarebbe potuto avvenire senza creare un serio problema politico ? O forse gli amministratori locali della nostra regione questo problema politico al “proprio” governo non avevano alcuna intenzione di crearlo ? E vogliamo dirlo che questo governo ha la privatizzazione dei servizi pubblici locali e la mercificazione dei beni comuni tra i propri obiettivi principali, in spregio dei Referendum ?

Ci risulta ancora più difficile da capire perché il rappresentante in Atersir della nostra provincia, Mirko Tutino, pur “avendo ricevuto dal suo Consiglio Locale (i sindaci reggiani) mandato a votare contro” – come lui stesso ha precisato- si sia limitato invece ad astenersi, accettando come contropartita 2 deboli emendamenti migliorativi alla delibera proposti dal collega forlivese, che ne lasciano tuttavia invariata la portata negativa.

Dai nostri amministratori locali continuiamo ad aspettarci più coerenza e più coraggio (non dimentichiamoci che tra pochi mesi ci chiederanno il nostro voto alle amministrative…)

E anche più dialogo con i loro cittadini, visto che solo 2 sindaci di montagna hanno risposto finora alla Lettera Aperta sulla ripublicizzazione del Servizio Idrico, inviata dal Comitato a tutti i sindaci reggiani prima di Natale, firmata da oltre trenta importanti associazioni della società civile reggiana, che rappresentano alcune decine di migliaia di abitanti del nostro territorio.

Ripubblicizzazione: “con il cuore” sindaci favorevoli all’Azienda Speciale

Nell’ultimo incontro del Forum Provinciale per l’Acqua si è discusso delle 2 modalità di gestione alternative del Servizio Idrico Integrato ri-publicizzato: la Spa a capitale pubblico di diritto privato e l’Azienda Speciale consortile di diritto pubblico.

Vale la pena di ricordare che dai 2 referendum votati a grande maggioranza il 12-13 giugno 2011 è uscita un’indicazione inequivocabile, di cui i nostri amministratori dovrebbero tenere conto. Infatti il primo referendum ha abolito l’obbligo di privatizzare (“fuori l’acqua dal mercato”) e il secondo ha abolito la remunerazione del capitale dalla tariffa (“fuori il profitto dalla gestione dell’acqua”), indicando quindi come strada maestra per la ri-publicizzazione quella della gestione di diritto pubblico.

La società di consulenza incaricata da Atersir (l’Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna peri Servizi Idrici e i Rifiuti) riconosce nel suo memorandum per i sindaci che “una società di capitali (Spa) può essere tale solo qualora persegua uno scopo di lucro ” ma poi afferma che “allo stato attuale l’affidamento a mezzo di Azienda Speciale appare certamente meno conveniente rispetto alla Spa”.

Questa conclusione è stata smontata dall’intervento “in punta di diritto”del Prof. Alberto Lucarelli dell’Università di Napoli che ha spiegato al Forum che in realtà dal punto di vista legale ed economico non vi è alcuna differenza tra la Spa e l’Azienda Speciale a sfavore di quest’ultima.

La scelta che dovranno fare i sindaci della provincia quindi è una scelta essenzialmente politica che, secondo il Comitato Acqua Bene Comune, deve preoccuparsi soprattutto di “mettere in sicurezza” la scelta coraggiosa di ri-publicizzare, che i sindaci hanno voluto dedicare “alle nuove generazioni”. In questa logica l’Azienda Speciale quindi è la forma preferibile, perché mette al riparo da ipotesi future di privatizzazione, non avendo un capitale sociale per azioni che sono sempre passibili di vendita.

Quello che noi vogliamo, lo ripetiamo ancora una volta, è una gestione dell’acqua efficiente ma fuori da logiche di profitto , partecipata dai cittadini e dai lavoratori del servizio….e pare che lo vogliano anche i sindaci dal momento che tutti gli intervenuti si sono detti “col cuore” favorevoli all’Azienda Speciale !

Per quanto riguarda la tariffa, il secondo referendum come si è detto ha abolito la “remunerazione del capitale” (circa l’11,5% sulla bolletta dei reggiani), ma siccome Iren ancora continua a farcela pagare, stiamo praticando una campagna di “Obbedienza Civile” (all’esito del referendum), togliendo noi stessi questa quota dal pagamento della bolletta. Iren risponde trattandoci come degli insolventi e minacciando “la sospensione della fornitura senza ulteriore preavviso”. Questa questione è stata posta al Forum, ricordando che ci sono state diverse sentenze (dal Giudice di Pace al Tar al Consiglio di Stato alla Corte Costituzionale) che hanno riconosciuto che ci deve essere una restituzione da parte dei gestori agli utenti. Fintanto che non sarà effettuata quindi Iren non ha il diritto di compiere un atto grave come tagliare l’acqua a chi chiede il rispetto di questo diritto. Richiesto di esprimersi in merito l’Assessore Tutino ha detto che se lo farà Iren si assumerà una grave responsabilità. La consulente legale di Atersir ha aggiunto che questa responsabilità potrebbe essere addirittura “penale”. Valuti bene quindi IREN come comportarsi negli confronti degli utenti che praticano l’”Obbedienza Civile”.