La “decisione” del PD sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia

il buono

Con un comunicato di poche righe, il Partito Democratico ha deciso di liquidare il percorso per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia. Un percorso che dura da 3 anni e mezzo, voluto dalle istituzioni e partecipato da tanti cittadini e (ben pochi) sindaci.

E’ uno schiaffo alla DEMOCRAZIA, perché la decisione spetta ai Consigli Comunali e non alla direzione del PD e perché ci si mette sotto i piedi il voto referendario di 250.000 cittadini reggiani.

E’ uno schiaffo alla COERENZA, perché i Sindaci hanno deliberato più volte, a partire dalla fine del 2012, di voler ripubblicizzare e lo hanno scritto a chiare lettere nei loro programmi elettorali.

E’ uno schiaffo all’INTELLIGENZA, perché tutti gli studi di fattibilità (pagati da noi cittadini) realizzati in questi anni hanno dato esito positivo e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Il PD fa carta straccia di tutto questo e, in dirittura d’arrivo, non ha una soluzione alternativa concreta da proporre. Da settimane circolano ad arte numeri falsi e strumentali (mai sottoposti a un pubblico confronto) propedeutici a questa “decisione”, con la quale il PD diventa esplicitamente il partito di Confindustria, Federutility e IREN.

Tutto ciò è inaccettabile!

Invitiamo tutti cittadini a manifestare SABATO 13 la loro indignazione, nel 4° anniversario del Referendum.

Invitiamo tutti a partecipare alla “acampada” che rimarrà ininterrottamente sotto il Comune fino al Consiglio Comunale di Lunedi pomeriggio. L’iniziativa partirà dalle ore 17,30 in Piazza Casotti e continuerà, tra musica e parole, fino a notte (maggiori informazioni qui).

Si scrive Acqua, si legge Democrazia!

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Report Assemblea 18 ottobre… abbiamo fatto il punto!

ComitatoAcqua18Sabato 18 Ottobre alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è svolta un’affollata assemblea pubblica promossa dal Comitato  Acqua Bene Comune (ABC) per fare il punto sulla ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia. Sono intervenuti numerosi cittadini, amministratori, associazioni e anche parlamentari della provincia.

La prima considerazione positiva riguarda proprio la partecipazione a conferma dell’attenzione che ancora c’è su questa vicenda dopo 3 anni dal Referendum.

L’introduzione del Comitato ha fatto notare che il processo di ripubblicizzazione e scorporo del Servizio Idrico Integrato da Iren (deliberato dai Sindaci a fine 2012) procede troppo a rilento e che il tempo gioca a suo sfavore perché il Governo sta predisponendo misure di segno esattamente opposto, volte a favorire la concentrazione progressiva dei gestori dei servizi pubblici locali in pochissime grandi società quotate in borsa.

Abbiamo ricordato le cose da fare:

  • Quantificare l’indennizzo a Iren
  • preparare un Piano Industriale (decidere cosa dovrà fare il nuovo gestore e come dovrà organizzarsi)
  • preparare un piano economico-finanziario
  • trovare le risorse per finanziarlo
  • scrivere lo Statuto del nuovo gestore pubblico e decidere che forma giuridica dovrà avere
  • nominare un direttore generale, il Cda e un organismo di sorveglianza

finora si è prodotto qualcosa di concreto solo sulla prima. Quindi il ritardo è evidente (il nuovo soggetto pubblico doveva nascere già a metà 2014, secondo la delibera dei Sindaci).

I tre interventi successivi del Comitato hanno trattato:

  • l’organizzazione del nuovo soggetto gestore pubblico (Franco, lavoratore di Iren)
  • la forma giuridica che riteniamo preferibile perché ci consente di mettere in sicurezza la ripublicizzazione (Daniele)
  • la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione, condizione imprescindibile per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte (Carla)

Flyer Assemblea

Franco ha espresso l’assoluta necessità che lo scorporo dell’acqua dia luogo ad una vera azienda, strutturata ed autonoma, capace di gestire l’interezza del servizio. Ha denunciato che Iren ha impedito finora il coinvolgimento dei dipendenti nel processo e ha ricordato la diversa (opposta) posizione della Cgil territoriale di Reggio, favorevole allo scorporo e all’Azienda Speciale, e della Filctem (categoria della Cgil), che invece osteggia la ripubblicizzazione e difende a spada tratta le grandi multi utility quotate in borsa. Cisl, Usb e Cobas si sono dichiarate favorevoli alla ripubblicizzazione, ma poco presenti tra i lavoratori di Iren.

Daniele ha ribadito che la scelta della forma giuridica è tutta politica ed è una questione sostanziale e non formale (come sostiene invece il PD). L’Azienda Speciale (AS) è l’unico modo per porre il futuro gestore fuori dalle regole del libero mercato (seppure sia un soggetto economicamente autonomo e tenuto all’equilibrio di bilancio). L’AS esalta il ruolo dei Consigli Comunali e impone ai Sindaci di “cambiare verso” rispetto alle scelte devastanti compiute in passato. La richiesta di rinnovamento non è una posizione ideologica.
I 2 problemi che vengono imputati alle AS, reperire finanziamenti sul mercato e difficoltà a rimanere esente da clientelismo e corruzione quando viene “occupata” dalla politica, sono presenti anche con la forma della Spa e forse in maniera peggiore per la minore trasparenza dei propri atti.

Carla ha presentato le slide allegate sul tema della partecipazione (potete leggerle e scaricarle qui).
Ha spiegato la differenza tra “democrazia partecipativa”, che mette in primo piano la partecipazione diretta e attiva dei soggetti e “democrazia partecipata” che persegue la composizione di interessi con forme meramente consultive. Ha fatto riferimento a 3 possibili livelli partecipativi: i Consigli Comunali allargati, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato di Sorveglianza. Ha citato i diversi pareri in seno al movimento per l’Acqua, rimandando a uno “studio di fattibilità” che dovrebbe aiutarci a valutare i pro e i contro delle diverse possibilità.

1 (1)L’Assessore Tutino, che ha parlato a nome degli amministratori locali della provincia, ha detto (per la prima volta e in modo esplicito) che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dell’Azienda Speciale  e che questa è anche la loro prima scelta (alla domanda esplicita se questa era la “sua”personale opzione o anche quella dei Sindaci, ha risposto che è anche il punto di vista di Vecchi, sindaco di RE, e del segretario del PD, presente in sala) ma che la priorità  di finanziare gli investimenti viene prima di tutto, visto che i Comuni non hanno assolutamente risorse proprie da investire. “La forma giuridica non può e non deve diventare un ostacolo per le banche”. A questo proposito un cittadino ha invitato a rivolgersi a Banca Etica, molto propensa a finanziare operazioni di questo tipo, piuttosto che a banche speculative. Ha ribadito che la motivazione degli amministratori locali a portare a termine la ripubblicizzazione è compatta, in virtù del forte mandato elettivo ricevuto e si è impegnato ad accelerare i tempi del processo.

Anche sulla partecipazione dei cittadini Tutino ha dichiarato che sarà prevista dallo Statuto del nuovo soggetto gestore. Su questa questione dei vincoli che il PD ha ribadito di essere disposto a mettere nel futuro Statuto del gestore pubblico (Azionariato interamente pubblico, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini al controllo), avremmo potuto aprire una lunga discussione, ma non ce n’è stato il tempo.

Due  cittadini hanno chiesto che venga preso in considerazione l’articolo 43 della Costituzione ai fini della determinazione dell’indennizzo del valore residuo da corrispondere a Iren. Secondo questo articolo infatti la Legge può consentire, salvo indennizzo, il trasferimento allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori, di  servizi pubblici gestiti in condizioni di monopolio. Accogliendo qs richiesta l’assemblea si è impegnata a chiedere esplicitamente al Forum provinciale per l’Acqua (la sede di confronto voluta da Tutinio tra Enti Locali e cittadinanza attiva) di prendere posizione su qs punto. Il valore dell’indennizzo comunque non è scritto da nessuna parte, ma dovrà essere oggetto di trattativa tra i sindaci ed Iren, nell’interesse della collettività.

Un cittadino in particolare ha rimproverato al Comitato ABC un’eccessiva morbidezza, riprendendo polemicamente le parole di Tutino che ne aveva apprezzato il “supporto” al processo di ripubblicizzazione.

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Sia le parlamentari  Daga (M5S) e Mussini (gruppo misto) che Corrado Oddi del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua hanno messo in guardia sulle misure che sta approvando il Governo, capaci di compromettere seriamente il percorso reggiano verso la ripubblicizzazione. Tutino a questo proposito ha voluto rassicurare, citando il parere di un consulente legale appositamente interpellato, che sostiene che le misure governative comunque non impediscono il percorso reggiano.

Corrado Oddi però ha fatto notare che almeno 2 misure previste dalla Legge di Stabilità 2015 sono, strumentalmente, molto penalizzanti (e richiedono una mobilitazione):

  • l’obbligo per l’Ente locale che effettua la scelta “in house” di accantonare “pro-quota nel primo bilancio utile” una somma pari all’impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto
  • la priorità nei finanziamenti derivanti da risorse pubbliche ai gestori privati o a quelli che hanno deliberato aggregazioni societarie

Matteo Alberini della Camera del Lavoro ha detto che la Cgil non è affatto contraria a ripubblicizzare anche la gestione dei rifiuti, il cui affidamento a Iren è scaduto (insieme al Servizio idrico Integrato) a fine 2011. Questa è stata una piacevole novità.   Ora dobbiamo decidere se vogliamo iniziare questa battaglia, tutta da costruire. Ha  invitato anche i Sindaci che “finora si sono nascosti dietro a Tutino” ad assumersi le loro responsabilità, smarcandosi da Delrio, la cui posizione (favorevole alle concentrazioni e alla finanziarizzazione) è invece ben nota. Alberini ha anche consigliato di riprendere nel prossimo futuro le questioni della ripubblicizzazione ad una ad una, in modo da poterle approfondire maggiormente.

Infine il Comitato ABC ha invitato tutti  ad assumere una posizione precisa sul problema dei distacchi del servizio che stanno colpendo sempre più cittadini incolpevolmente insolventi a causa della grave crisi economica.

 

 

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia
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Forum Provinciale per l’Acqua – primo appuntamento

Oggi pomeriggio alle ore 17.30 nella sala del Comune di Cavriago (P.za Don G. Dossetti 1 – Cavriago) si terrà il primo incontro del Forum Provinciale per l’Acqua.
E’ il primo appuntamento, aperto anche al comitato e alla cittadinanza,  del percorso organizzato dalla provincia e dai sindaci per la valutazione del futuro della gestione del servizio idrico integrato a Reggio Emilia. Infatti l’affidamento della gestione del servizio idrico della provincia ad IREN spa è scaduto lo scorso anno ed è stata prorogata di un anno. La situazione attuale consentirebbe ai sindaci della provincia di ripensare l’affidamento al privato per una gestione interamente pubblica e partecipata dai cittadini.
Il Comitato Acqua Bene Comune ovviamente prenderà parte a questo percorso per fare pressione sui nostri amministratori locali: il nostro obiettivo è quello di fare partire la discussione del Forum dall’esito referendario.
Non possiamo accettare che per discutere del futuro dell’acqua a Reggio Emilia si riparta ancora una volta dalla domanda “privato sì – privato no”. Oltre 26 milioni di italiani hanno espresso la loro volontà, in modo vincolante, a favore della ripubblicizzazione dei servizi pubblici in Italia. La gestione privata del servizio idrico a Reggio Emilia, tramite IREN spa, si sta rivelando disastrosa e i debiti dell’azienda parlano chiaro (al punto che la sede storica di AGAC in via Nubi di Magellano è stata messa all’asta).
Per questo noi porteremo avanti la richiesta di una gestione interamente pubblica, locale e partecipata dai cittadini. Vogliamo che l’acqua nella nostra provincia sia dichiarata un bene comune, un diritto di tutti da gestire con la maggior trasparenza possibile.
Ancora una volta vi invitiamo a partecipare, perchè la partecipazione è la nostra forza.
Ancora una volta diciamo che SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA.

Ci vediamo oggi pomeriggio a Cavriago!

Il futuro dell’acqua a Reggio: la parola ai reggiani – Comunicato Stampa

Sabato 9 giugno si è svolta in Piazza Casotti a Reggio un’importante assemblea pubblica sul tema “Il futuro dell’acqua a Reggio: la parola ai reggiani”, promossa dal locale Comitato Acqua Bene Comune in occasione dell’anniversario del Referendum dello scorso anno.

Più di 100 persone: cittadini, associazioni e amministratori si sono confrontate per oltre 3 ore su questo tema cruciale per la nostra collettività. Sono intervenute decine di associazioni espressione della società civile reggiana (tra cui Cgil, Arci, Uisp, Auser, Anpi, Legambiente, Dar Voce…), oltre che partiti politici e amministratori locali.

Non si è parlato solo del problema della tariffa e della campagna di Obbedienza Civile con la quale il Comitato Acqua Bene Comune si batte perché sia rispettato l’esito del Referendum che ha abolito la “remunerazione del capitale” dalla tariffa. A questo riguardo è interessante notare che gli stessi amministratori locali (Tutino e Tagliavini) hanno riconosciuto che dentro questa voce c’è anche una quota (importante) di profitto del gestore, che va eliminata, così come stabilito dal Referendum. Si è parlato anche, e soprattutto, di chi dovrà gestire da qui in poi l’acqua in Provincia di Reggio, dal momento che la concessione a Iren è scaduta a fine 2011 (per inciso è scaduta anche quella dei rifiuti).

Si è ragionato quindi sull’alternativa tra la ri-pubblicizzazione, richiesta in modo inequivocabile dalla grande maggioranza dei cittadini con il loro voto referendario, e il rischio di definitiva privatizzazione insito nelle paventate ulteriori fusioni per creare una grande multi-utility del Nord.

Facciamo notare che TUTTI gli intervenuti, amministratori compresi, si sono detti contrari a questa ipotesi di ulteriori fusioni societarie . Saranno fischiate le orecchie al Sindaco Del Rio ?

E sono tutti contrari perché condividono una forte critica al modello di multi-utility esistente, quotata in borsa, attenta al profitto e al valore del titolo (peraltro crollato, con grave danno per tutta la comunità) ben più che alla soddisfazione dei cittadini.

Molte voci (gli interventi sono stati più di una ventina) hanno attribuito la responsabilità di questa situazione all’ultima generazione dei politici locali, che hanno in buona misura rinunciato a svolgere il loro ruolo di programmazione e di indirizzo per adagiarsi su quello di “azionisti” in attesa di un dividendo sempre più improbabile.

E’ vero le proposte per il futuro sono state diverse, alcuni (ad esempio la rappresentante dei lavoratori di Iren) hanno detto che il modello di multi-utility che riunisce in sè più servizi (gas, acqua, rifiuti) resta quello preferibile, ma va sottoposto ad un controllo pubblico molto più stringente di quello a cui abbiamo assistito finora. Altri sostengono che scorporare la gestione dell’acqua (e dei rifiuti) da Iren collocandola in capo ad un ente di diritto pubblico sarebbe la soluzione migliore e più rispettosa dell’esito referendario. A dimostrazione della fattibilità di questa proposta sono stati citati esempi interessanti di gestioni interamente pubbliche, del solo servizio idrico, assolutamente efficienti dal punto di vista economico e capaci di raccogliere i finanziamenti necessari agli investimenti.

E’ stato anche citato il forte processo di ri-pubblicizzazione dei servizi pubblici locali (non solo dell’acqua) in atto in Europa, che vede l’Italia purtroppo attestata su posizioni di retroguardia nel sostenere ancora la privatizzazione come soluzione a tutti i mali.

Insomma il dibattito è stato molto ricco. Si è ragionato, con il contributo di chi conosce bene il tema come l’ex direttore di Agac Veneziani, su temi cruciali come quello delle perdite crescenti delle nostre reti e degli investimenti calanti ad esso dedicati a causa dei problemi finanziari di Iren, che pure incamera la tariffa sulla base degli investimenti promessi, ben inferiori rispetto a quelli effettivamente realizzati.

Tutti questi interventi saranno disponibili tra breve sul sito del Comitato : acqua pubblica.re.it. L’assemblea è stata un’occasione importante per portare fuori dal “palazzo” una discussione che interessa tutti i cittadini che non la vogliono lasciare solo ai politici e agli addetti ai lavori. Le stesse associazioni intervenute hanno rivendicato con forza il diritto ad essere interpellate da parte degli amministratori locali.

Alcuni interventi hanno anche proposto un referendum cittadino consultivo, per dare a tutti la possibilità di esprimersi sulle diverse alternative in campo per la gestione futura del servizio idrico. Il Comitato valuterà con attenzione questa proposta, coinvolgendo anche le forze politiche presenti in Consiglio Comunale.

Da parte della stampa locale ci aspettiamo che questo interessante dibattito venga riportato e anche sviluppato, offrendo lo spazio per un confronto serio e costruttivo.

Il futuro dell’acqua a Reggio Emilia – ASSEMBLEA PUBBLICA 9/6/12

Invitiamo tutti i cittadini della provincia di Reggio Emilia a confrontarsi insieme al Comitato sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia.

Da un anno è scaduto l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato della nostra provincia a IREN spa. Esattamente un anno fa 26 milioni di Italiani e oltre 260.000 cittadini della nostra provincia hanno votato e vinto il referendum per dichiarare l’acqua un bene comune.

Questo è il momento per agire, per ripubblicizzare l’acqua a Reggio Emilia e provincia.

Chiediamo a tutti di partecipare attivamente all’assemblea, in cui abbiamo invitato i sindaci della provincia. Sarà un momento per confrontarsi e ci sarà la possibilità di intervenire per tutti: come cittadini vogliamo riunirci per parlare dei beni comuni.

Quello che esigiamo è che venga rispettato l’esito referendario, perchè si scrive acqua ma si legge democrazia.

VergognATO!

Cari Sindaci dell’ATO di Reggio Emilia,
In data 27 settembre 2011 abbiamo inviato all’Ato e a tutti voi una lettera di diffida ad applicare con tempestività l’esito del referendum  abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 che ha espunto dalla tariffa del Servizio Idrico Integrato “la remunerazione del capitale investito”.
Né l’ATO né alcuno di voi si è premurato di rispondere, il che non è proprio un bel gesto di rispetto verso l’esito referendario e il voto dei vostri  stessi cittadini.
Siamo qui a ricordarvi quella richiesta, del tutto legittima e a porvi una questione politica: come pensate di conciliare il voto espresso in modo così chiaro e schiacciante (quasi 70% di votanti in provincia e 95% di SI) dai vostri cittadini, e da voi stessi, con il “far finta” che nulla sia accaduto ?
Possibile che l’interesse ai dividendi di Iren venga prima di ogni altra considerazione ? Cosa pensavate quando avete votato SI, come la  stragrande maggioranza dei cittadini italiani, al secondo referendum sull’acqua ?
Noi, in compagnia di 27 milioni di italiani, pensavamo ad affermare un principio tanto semplice quanto forte: FUORI i PROFITTI dalla gestione dell’acqua, in quanto Bene Comune primario. Il SI a questo referendum ha rappresentato per noi la leva più efficace per contrastare la privatizzazione e tornare ad una gestione pubblica che deve essere si efficiente, ma perseguendo obiettivi sociali ed ambientali incompatibili con la logica del profitto.
Per voi invece cosa ha significato ?
Anziché subire i ricatti di Iren ed accogliere supinamente la versione secondo cui nella “remunerazione del capitale investito” non ci sono profitti ma solo copertura di costi, perché non provate a chiedervi se siete in grado (davvero) di rispondere a queste domande: qual è il profitto di Iren sulla gestione del SII?
Siamo in grado (come organo pubblico di controllo, non come azionista interessato ai dividendi..) di verificare puntualmente le componenti di costo indicate da Iren che finiscono nella nostra bolletta? E’ logico che la tariffa aumenti a fronte di comportamenti virtuosi dei cittadini che producono una riduzione nel consumo di acqua (e una riduzione di fatturato del gestore)?….La TRASPARENZA ed il (reale) controllo pubblico possono essere perseguiti solo se c’è PARTECIPAZIONE dei cittadini nella gestione dell’Acqua Bene Comune. E’ questo uno dei principi  fondamentali della nostra Proposta di Legge di iniziativa popolare, firmata da oltre 400.000 cittadini, che vi invitiamo a leggere.

Come contate di promuovere questa partecipazione, se nemmeno vi premurate di rispondere alla legittima richiesta di applicare l’esito  referendario ?
Per ottenere il rispetto dell’esito Referendario, dall’inizio del prossimo anno il Forum nazionale dei Movimenti per l’Acqua promuoverà la campagna di “obbedienza civile” volta a far applicare il decreto del Presidente della Repubblica n°116 del 18 luglio 2011. Per questo si applicherà la autoriduzione delle bollette dell’acqua, in cui la quota di “remunerazione del capitale” pesa (nel caso della nostra provincia) per oltre l’11% .

A presto

Il Comitato Provinciale Reggiano Acqua Bene Comune