Mozioni in consiglio comunale – Lunedì 4 febbraio

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Dopo l’approvazione sulla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato, votato nel Consiglio Comunale di Reggio Emilia il 17 dicembre,

Lunedì 4 febbraio
alle ore 16 presso la sala del Tricolore

si discuteranno nello stesso Consiglio le altre due mozioni di iniziativa popolare:

  • modifica dello Statuto del Comune, per recepire il principio che l’acqua è un bene “privo di rilevanza economica”, la cui gestione deve rimanere fuori da logiche di profitto (leggi il testo)
  • contrasto a qualsiasi processo ulteriore di fusione volto a creare la cosiddetta Grande Multiutility del Nord (leggi il testo)
Sarà una giornata importantissima, soprattutto perchè l’abbiamo costruita tutte e tutti insieme per riportare l’acqua, ancora una volta, in consiglio comunale!
VI ASPETTIAMO IN TANTISSIM*!

Mozioni respinte! Anzi no….

Ieri pomeriggio il Comitato Acqua Bene Comune si è dato appuntamento in piazza Prampolini davanti al municipio per un’azione di pressione nei confronti del Consiglio Comunale.

Dopo l’annuncio del respingimento delle mozioni di iniziativa popolare era necessario che il Comitato e i cittadini si facessero sentire per difendere la partecipazione democratica nella discussione sulla futura gestione dell’acqua a Reggio Emilia.

Con striscioni, bandiere e fischietti abbiamo presidiato l’ingresso del Municipio, all’interno del quale si svolgeva il Consiglio Comunale.

I consiglieri Olivieri (M5S), Nasuti (SEL), Vecchi e Rinaldi (entrambi PD) sono usciti dalla sala del Tricolore per incontrarci in Piazza.

Luca Vecchi, capogruppo PD, ha espresso chiaramente il punto di vista della maggioranza in consiglio: le mozioni andranno avanti. Pur condividendo l’operato del segretario comunale e della presidentessa del consiglio (che hanno di fatto bocciato i testi presentati), Vecchi ritiene importante discutere in consiglio comunale tali mozioni difendendo la loro radice popolare. Per questo ci ha assicurato che alla prossima riunione dei capigruppo, che si svolgerà domani, si attiverà per fare in modo che le mozioni vengano riammesse senza modifiche e che a presentarle in consiglio comunale siano proprio i cittadini e i rappresentanti del comitato, così come prevede la mozione di iniziativa popolare. Piccola nota di colore non indifferente, Vecchi ha riferito che queste posizioni sono condivise anche dal sindaco Graziano Delrio.

Resta misterioso e non chiarito il nodo Rebuttato, ovvero il comportamento del Segretario Comunale che il 5 settembre scorso ci ha dato indicazioni precise su come scrivere i testi presentati e che a distanza di due mesi ha deciso di respingerli per vizi formali. Un comportamento che non riusciamo a comprendere: mancanza di professionalità o pressioni ricevute dall’alto? Certo fa sorridere l’auto-giustificazione che lo stesso Rebuttato ha inserito nel testo in cui vengono bocciate le mozioni : “onde evitare che lo scrivente debba essere tacciato di bieco e inutile burocratismo, che oppone questioni meramente formali per bloccare l’espletamento, da parte dei cittadini, del proprio ruolo democratico…”. Come dicevano i latini excusatio non petitia, accusatio manifesta.

Tutto questo l’abbiamo ribadito al consigliere Vecchi: i cittadini non possono essere aggirati in questo modo, soprattutto dopo un incontro ufficiale con un funzionario pubblico. Riteniamo che l’accaduto sia di una certa gravità e pretendiamo che si faccia luce sulla vicenda. In caso contrario decideremo se attivarci per azioni di denuncia formale alle sedi competenti.

Terminata la discussione in piazza con i consiglieri, siamo saliti nella sala del Tricolore, dove dagli spalti abbiamo assistito imbavagliati ai lavori del consiglio comunale. Imbavagliati per denunciare simbolicamente il silenzio imposto ai cittadini sulle scelte riguardanti il futuro dell’acqua nella nostra città. La protesta silenziosa ha dato fastidio alla presidente Caselli che ha ritenuto necessario sospendere la seduta per una decina di minuti poiché non eravamo ammessi in aula “con il volto parzialmente coperto”.

E’ quanto meno triste constatare come la partecipazione attiva dei cittadini nelle scelte democratiche sia vissuta dalla politica locale: una minaccia piuttosto che la linfa vitale per la città. Un elemento da utilizzare solo a scopi elettorali quando la partecipazione viene sbandierata a suon di “reggiani, per esempio”, ma che non si traduce nella pratica quando il cittadino osa alzare la mano per fare domande sui temi fondamentali.

A questo punto non ci resta che attendere fiduciosi l’esito della riunione dei capigruppo di mercoledì.

Chiaramente pretendiamo coerenza con le promesse fatte ieri in piazza. In caso contrario l’appuntamento è per lunedì prossimo, sempre davanti al Municipio.

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA?

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LUNEDI’ 12 Novembre ORE 18 DAVANTI AL MUNICIPIO IN PIAZZA PRAMPOLINI 

RIUNIONE GENERALE aperta a tutta la cittadinanza per valutare l’accaduto e decidere che contromisure adottare. 

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All’attenzione dei Consiglieri Comunali,
e per conoscenza a tutti gli organi di informazione

Le mozioni di iniziativa popolare depositate in Municipio lo scorso 5 ottobre dal Comitato Acqua Bene Comune sono state respinte dalla presidente del Consiglio Comunale, Emanuela Caselli. Due delle tre mozioni firmate da più di 1500 cittadini di Reggio Emilia non saranno discusse in Sala del Tricolore.
La motivazione? Una questione formale, un giudizio sulla forma in cui sono stati scritti i testi, che rende irricevibile la richiesta di una discussione popolare sul tema dell’acqua. A dare questo parere, come prevede il regolamento, è il Segretario Comunale, Domenico Rebuttato.

Le tre mozioni su cui si abbiamo raccolto le firme da inizio settembre riguardano la gestione del servizio idrico a Reggio Emilia. Dall’anno scorso infatti è scaduto l’affidamento del ramo idrico della nostra città a IREN spa. Si tratta dunque di prendere una decisione sul futuro dell’acqua. Una decisione che non può prescindere il coinvolgimento dei cittadini.
Partendo dal risultato referendario del 2011, in cui Reggio ha fatto la parte del leone in termini di votanti, i cittadini chiedono che l’acqua venga riconosciuta come bene comune privo di rilevanza economica, che venga creata un’azienda speciale interamente pubblica per la gestione dell’acqua a Reggio Emilia e che si fermi ogni ipotesi di ulteriore fusione con altre multiutilities (il caso grande multiutility del Nord). Queste ultime due richieste sono esattamente il contenuto dei due testi respinti dalla presidente del Consiglio Comunale.

Ricapitolando: i cittadini presentano tre mozioni di iniziativa popolare, il Segretario Comunale dà un parere negativo sulla forma di due di questi testi e la Presidente del Consiglio Comunale li dichiara dunque irricevibili.
Fin qui niente di strano, semplicemente un’attuazione del regolamento.

Niente di strano se non fosse che due mesi prima, esattamente il 5 settembre il Comitato aveva chiesto un appuntamento al dott. Rebuttato nel suo ufficio (dunque ufficiale) proprio per sottoporgli i testi su cui stava per partire la raccolta firme. Volevamo, da cittadini, avere la certezza di non compiere errori formali proprio per non finire nella situazione che è stata creata in questo momento.
Diciamo “è stata creata” perchè il segretario comunale ci aveva dato sue precise indicazioni su come scrivere i testi in modo che fossero formalmente ricevibili. Indicazioni che abbiamo seguito alla lettera.
A questo punto quindi ci chiediamo come sia possibile tutto questo.
Cosa è cambiato in due mesi da rendere una richiesta dei cittadini formalmente irricevibile, dopo che questa è stata scritta seguendo le stesse indicazioni fornita da chi poi l’ha ritenuta scorretta.

Forse proprio il fatto che si stava creando il clima giusto per discutere finalmente con i cittadini del futuro dell’acqua a Reggio Emilia.
Ancora una volta infatti abbiamo messo in campo una campagna trasversale, rivolta a tutti. Abbiamo raccolto le firme in piazza con i banchetti, le abbiamo raccolte all’ingresso della festa nazionale Democratica, davanti alle parrocchie, nelle feste di quartiere. Abbiamo passato un mese a fare incontri “politici” tra le varie sedi di partito per parlare con i consiglieri comunali e i dirigenti. Ci siamo spesi per costruire un percorso dal basso e realmente democratico di discussione su un tema così cruciale.

E questo è il risultato. Una stroncatura calata dall’alto utilizzando motivazioni formali per arrestare qualsiasi possibilità di discussione democratica e aperta alla cittadinanza. Tra l’altro la bocciatura delle due mozioni era assolutamente evitabile: il parere del segretario comunale non è vincolante quindi il presidente del consiglio comunale poteva benissimo decidere di proseguire verso il consiglio comunale aperto alla partecipazione dei cittadini.

Quello che invece viene proposto nella nota che abbiamo ricevuto, in cui viene annunciato il respingimento dei due testi, è che qualche consigliere comunale decida di presentare a nome dei cittadini le mozioni, rendendole però ordini del giorno, ovvero atti politici molto meno vincolanti. Ci si sottrae al confronto con i cittadini per poi così bocciare il testo presentato dai consiglieri, e tanti saluti alla partecipazione democratica.

Da sempre il motto che ci accompagna è “Si scrive acqua, si legge democrazia”. Ancora una volta capiamo quanto sia vero, quanto la discussione sui beni comuni debba essere una delle basi della nostra vita democratica di comunità. E quanto una partecipazione dal basso dei cittadini su queste scelte faccia paura alle nostre istituzioni.
Come cittadini di Reggio Emilia quindi chiediamo che le mozioni presentate vengano formalmente accettate e quindi discusse come mozioni popolari, presentate dai cittadini in Consiglio Comunale. La democrazia non è un valore negoziabile, i cittadini non possono essere messi da parte per un cavillo burocratico creato ad hoc.

Proprio per questi motivi domani, lunedì 12 novembre, alle ore 18 il Comitato Acqua Bene Comune dà appuntamento a tutti i cittadini davanti al Municipio di Reggio Emilia per una riunione generale.
Ci troveremo tutte e tutti insieme con un’unica domanda per il nostro Sindaco: “Si scrive acqua, si legge democrazia?”

Consegnate le prime 800 firme!

La concessione per la gestione dell’acqua a Reggio Emilia, affidata all’azienda privata IREN SPA, è scaduta l’anno scorso. Entro la fine di quest’anno i nostri amministratori dovranno decidere il futuro dell’acqua di tutta la nostra provincia. Infatti i sindaci, anche su pressione della Commissione Europea, dovranno scegliere tra un affidamento ad un azienda speciale pubblica o, ricorrendo ad un bando di gara, ad una nuova gestione privata.

Una scelta cruciale, anche perchè si parla di affidamenti che hanno una durata ventennale o trentennale. Una scelta ancor più importante perchè avviene a poco più di un anno del referendum del 12/13 giugno 2011 che ha visto proprio nella nostra città il maggior numero di votanti a favore dell’acqua come bene comune e dunque non privatizzabile.

 

Proprio per questo oggi il comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia ha consegnato al segretario comunale le firme raccolte a sostegno di tre mozioni di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia.

Con questo strumento di partecipazione vogliamo aprire la discussione su un tema così delicato a tutta la città. I cittadini hanno accolto la nostra proposta con molto entusiasmo: oltre 800 firme raccolte in meno di un mese. Perchè l’acqua è un bene comune e interessa a tutta la comunità.

Nella prima mozione viene chiesto che nello statuto comunale l’acqua sia definita “un bene comune privo di rilevanza economica”, perchè solo così si può procedere verso la ripubblicizzazione della gestione, come chiediamo nella seconda mozione. Ripubblicizzare significa restituire ai cittadini il controllo sulla gestione di un bene così prezioso: chiediamo trasparenza, efficienza e partecipazione nella gestione. Cose che non si possono ottenere con l’attuale gestione privata, affidata ad una azienda quotata in borsa, IREN SPA, dove i nostri sindaci sono semplici consiglieri di amministrazione e a comandare sono manager pagati più del presidente degli Stati Uniti.

L’attuale crisi finanziaria ci ha ampiamente dimostrato i rischi e le incertezze del mercato, e affidare alla Borsa ed al profitto la gestione dell’acqua porta solo all’impoverimento della nostra azienda con pesanti ricadute sui territori. Proprio per salvaguardare il legame che l’azienda che dovrà gestire l’acqua con il territorio di Reggio chiediamo con la terza mozione che venga ostacolata la possibile fusione tra IREN SPA (Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia) con A2A (Milano e Brescia).

Questa iniziativa, che fa parte della Campagna di Obbedienza Civile, chiede appunto ai nostri amministratori coerenza nell’obbedire al referendum che tutti insieme abbiamo costruito e vinto.

A dimostrazione che questo percorso è ampiamente condiviso vi è anche l’adesione di tante associazioni e partiti: a sostegno delle tre mozioni infatti si sono schierati SEL, Movimento 5 Stelle, IDV, Gente di Reggio, Reggio Democratica, Federazione della Sinistra, Alba.

Il percorso che porterà alla discussione in consiglio comunale, prevista entro i prossimi 2 mesi, è tuttora aperto alla partecipazione di altre forze politiche, associazioni e gruppi di cittadini. A conferma dell’ampio raggio di adesioni vi è anche la splendida partecipazione di alcuni parroci che hanno deciso di raccogliere le firme proprio davanti alla chiesa nelle scorse domeniche.

La raccolta firme dunque continua, per dare la possibilità a tutti i cittadini di partecipare a questa iniziativa politica fatta dal basso a difesa dei beni comuni.

Metteremo in campo anche iniziative pubbliche per confrontarci insieme su questo tema prima del consiglio comunale in cui potremmo presentare le nostre mozioni.

La provincia ha istituito un Forum a carattere provinciale per valutare le possibili alternative per il futuro della nostra acqua. Noi crediamo che una chiara decisione sia già stata presa lo scorso 12/13 giugno con il referendum. Anche i nostri sindaci votarono a favore, quindi a questo punto chiediamo loro coerenza.

Si tratta di una decisione politica coraggiosa.

I cittadini sono pronti, e loro?