La “decisione” del PD sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia

il buono

Con un comunicato di poche righe, il Partito Democratico ha deciso di liquidare il percorso per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia. Un percorso che dura da 3 anni e mezzo, voluto dalle istituzioni e partecipato da tanti cittadini e (ben pochi) sindaci.

E’ uno schiaffo alla DEMOCRAZIA, perché la decisione spetta ai Consigli Comunali e non alla direzione del PD e perché ci si mette sotto i piedi il voto referendario di 250.000 cittadini reggiani.

E’ uno schiaffo alla COERENZA, perché i Sindaci hanno deliberato più volte, a partire dalla fine del 2012, di voler ripubblicizzare e lo hanno scritto a chiare lettere nei loro programmi elettorali.

E’ uno schiaffo all’INTELLIGENZA, perché tutti gli studi di fattibilità (pagati da noi cittadini) realizzati in questi anni hanno dato esito positivo e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Il PD fa carta straccia di tutto questo e, in dirittura d’arrivo, non ha una soluzione alternativa concreta da proporre. Da settimane circolano ad arte numeri falsi e strumentali (mai sottoposti a un pubblico confronto) propedeutici a questa “decisione”, con la quale il PD diventa esplicitamente il partito di Confindustria, Federutility e IREN.

Tutto ciò è inaccettabile!

Invitiamo tutti cittadini a manifestare SABATO 13 la loro indignazione, nel 4° anniversario del Referendum.

Invitiamo tutti a partecipare alla “acampada” che rimarrà ininterrottamente sotto il Comune fino al Consiglio Comunale di Lunedi pomeriggio. L’iniziativa partirà dalle ore 17,30 in Piazza Casotti e continuerà, tra musica e parole, fino a notte (maggiori informazioni qui).

Si scrive Acqua, si legge Democrazia!

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IREN minaccia di sospendere la fornitura di acqua ai cittadini che chiedono il rispetto dei Referendum

IREN non riconosce le scelte di ri-publicizzazione del Servizio Idrico degli amministratori reggiani e minaccia la sospensione della fornitura ai cittadini che aderiscono alla campagna di Obbedienza Civile per il rispetto del Referendum ( togliendo dal pagamento delle fatture dell’acqua la “Remunerazione del Capitale”)

IREN lettera di minaccia sospensione servizio

Il 12-13 giugno 2011 27 milioni di cittadini italiani hanno detto in modo chiaro e inequivocabile, con i 2 Referendum sui Servizi Pubblici Locali, che vogliono l’Acqua fuori dal mercato e il profitto fuori dalla gestione dell’Acqua.

A fronte della scadenza della concessione del Servizio Idrico Integrato (SII) a Iren a fine 2011, gli amministratori reggiani hanno deciso di tenere conto dell’esito del primo Referendum, deliberando di non andare a gara ma di costituire un soggetto interamente pubblico per la gestione del SII della provincia di Reggio. E’iniziato quindi un percorso di ri-publicizzazione che deve concludersi entro la metà del 2014.

Ciò nonostante nel suo recente Piano Industriale (al 2015), Iren ignora questa decisione e scrive che punta al “mantenimento delle concessioni nei territori di riferimento”. Che significa ? come interpretare queste parole ?

Per quanto riguarda invece la tariffa il Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, di cui fa parte il Comitato reggiano Acqua Bene Comune , sta combattendo una battaglia per il rispetto dell’esito del Referendum che ha eliminato dalla tariffa la “Remunerazione del Capitale Investito”.

Aderendo alla campagna di Obbedienza Civile all’esito del Referendum, alcune centinaia di cittadini di Reggio e provincia, hanno inviato a Iren, a partire dalla primavera scorsa, una “Lettera di Reclamo” con cui chiedono di adeguare la tariffa all’esito referendario (la Corte Costituzionale ha precisato che “la normativa residua è immediatamente applicabile e non presenta elementi di contradditorietà”) e si riservano di decurtare essi stessi dal pagamento delle fatture successive la quota relativa alla Remunerazione del Capitale (11,5% circa nel nostro territorio, come da dati forniti dal gestore).

Alcune decine di cittadini infatti hanno dato seguito alla Lettera di Reclamo auto-riducendo il pagamento della propria bolletta dell’11,5%. E’ evidentemente una battaglia simbolica, ma molto importante dal punto di vista del principio (“Il mio voto va rispettato” come recita un slogan del movimento per l’Acqua).

Dall’inizio della campagna diversi passaggi giuridico-legali ci hanno dato ragione: dalla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2012, al parere del Consiglio di Stato del gennaio 2013 che ha affermato che le bollette dell’acqua “non sono coerenti” col quadro normativo post-referendario, fino alla sentenza del Tar della Toscana del marzo 2013 secondo la quale “il criterio della Remunerazione del Capitale (…) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente travolto dalla volontà popolare abrogatrice (…) finalizzata a rendere estraneo alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua”.

Ciò nonostante i gestori continuano a fare finta di niente, anche perché la “Politica” tace, in attesa che venga applicato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio deciso dall’Autority per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) su mandato del Governo Monti. Questo nuovo metodo tuttavia fa rientrare il profitto dalla finestra cambiandogli il nome (da “Remunerazione del Capitale” a “Oneri Finanziari”) ed è stato quindi impugnato dal Movimento per l’acqua con un ricorso al Tar della Lombardia.

A livello locale però, l’assemblea dei sindaci reggiani (ex-Ato) ha preso nei giorni scorsi una posizione interessante contro il nuovo metodo tariffario, invitando l’Atersir (nuovo Ato regionale) a non adottarlo, così come hanno fatto poco prima i sindaci piacentini.

Nonostante tutto ciò avrebbe dovuto quantomeno invitare alla prudenza, Iren ha inviato nei giorni scorsi ai cittadini auto-riduttori una raccomandata di “Preavviso di sospensione forniture” (*) con cui si minaccia “la riduzione della potenza della fornitura ad un livello pari al 15% e poi la riduzione della stessa”, addebitando all’utente tutti i costi, “che possono anche superare i 1.000 E al netto di Iva”.

Il Comitato Acqua Bene Comune denuncia questo grave atteggiamento intimidatorio, augurandosi che sia frutto di una procedura “automatica”, che non ha tenuto conto delle reali motivazioni degli utenti che hanno peraltro regolarmente pagato le fatture, trattenendone solo una piccola parte per sollevare una questione di democrazia, nell’interesse di tutti.

Come abbiamo indicato nella nostra lettera di risposta a Iren, la minaccia di distacco della fornitura, come recentemente affermato dal Consiglio di Stato (sentenza n. 720 del 31.1.2011 che conferma una decisione del Tar del Lazio), “corrisponde pienamente al paradigma di coercizione e di indebito condizionamento” configurato dagli artt.24 e 25 del Codice di Consumo, in quanto idonea (…) a limitare la libertà di scelta del consumatore, ed integra una pratica commerciale aggressiva e scorretta, posta in essere “in violazione del generale principio di buona fede a cui si ispira tutta la disciplina a tutela del consumatore”.

Il Comitato Acqua Bene Comune quindi continua nella propria campagna di Obbedienza Civile e chiede la solidarietà attiva delle Associazioni dei Consumatori, degli amministratori reggiani e di tutti i cittadini che hanno a cuore la questione, perché “Si scrive Acqua, si legge Democrazia”

(*) peraltro fuori tempo massimo, perché in molti casi la data di scadenza dell’intimazione di pagamento è addirittura precedente alla data di notifica della raccomandata

SABATO 26 ore 11 – Flash Mob in piazza Prampolini a Reggio Emilia

Sabato 26 gennaio: GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL NUOVO METODO TARIFFARIO

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—- FLASH MOB IN PIAZZA PRAMPOLINI —-
Seguiranno presto istruzioni e dettagli.
Appuntamento per tutti alle 11 in Piazza Prampolini.
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Il 28 Dicembre 2012 l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell’acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.
Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali. Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.
In egual modo l’Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull’acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.

http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1827%3Alauthority-approva-la-nuova-tariffa-dellacqua-in-violazione-del-referendum&catid=53&Itemid=67

«Il referendum sull’acqua non sarà rispettato» Video inchiesta su Reggio Emilia

 

seconda parte
 
Reggio Emilia fu la città leader del 2° quesito referendario: il 96,17% dei votanti scelse di eliminare le logiche del guadagno dall’acqua pubblica. Tuttavia, nonostante la grande partecipazione popolare, a distanza di più di un anno, il referendum sulla gestione dell’acqua non è ancora stato applicato.

E’ questa la premessa della video-inchiesta realizzata da Cortocircuito, giornalino e web-tv degli studenti reggiani, che cerca di fare luce sulle cause del perché a Reggio il voto popolare del giugno 2011 rimanga tuttora disatteso. L’esito del secondo quesito referendario imporrebbe l’eliminazione -dalla bolletta di ciascun utente- della percentuale corrispondente alla remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto del gestore e gli oneri finanziari sui debiti contratti. Invece le tariffe dell’acqua nel dicembre scorso sono addirittura aumentate, con un incremento reale in bolletta del 4.5%, come conferma il sindaco di Correggio Marzio Iotti.

Fin’ora i cittadini reggiani hanno assistito a molteplici rimpalli di responsabilità sull’applicazione del referendum. Iren, attuale gestore dell’acqua pubblica, sostiene che tocca ai sindaci e all’agenzia regionale per i servizi idrici. Ed i sindaci dicono di volere aspettare le scelte del governo e dell’Authority nazionale, che però non si sa quando si pronuncerà. La Provincia è l’unica ad aver aperto un tavolo di confronto, ma i tempi non si prospettano brevi. I diversi enti fino ad oggi hanno dato versioni diverse sulla percentuale della remunerazione del capitale investito da eliminare dalla bolletta e a su chi tocchi fare il primo passo concreto. Ma si vuole davvero eliminare la remunerazione?

Nessuno era mai stato chiaro come Marzio Iotti, sindaco di Correggio, ma soprattutto rappresentante per la provincia di Reggio nell’agenzia regionale per i servizi idrici, che ha espresso in modo chiaro la sua opinione: «Io stesso votai Si al referendum, anche se con diffidenza. E poi mi sono reso conto che la remunerazione non potrà essere eliminata, perché è un costo che deve esserci». Incalzato dalle domande di Cortocircuito, Iotti ha ammesso: «Così come formulato, il secondo quesito referendario non credo sarà mai applicato»

L’inchiesta della web-tv reggiana va ben oltre l’esito referendario. E ripercorre in modo minuzioso, con documenti alla mano, ogni aspetto controverso della gestione del servizio idrico a Reggio Emilia. Dall’azionariato del gestore Iren, società quotata in borsa con un fondo alle Isole Cayman, ai subappalti «a forte rischio criminalità organizzata», così li definisce il presidente della Camera di Commercio di Reggio Enrico Bini. Passando per lo stipendio del direttore generale di Iren Andrea Viero, che l’ultimo anno ha incassato 442mila euro, per fare un paragone: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama guadagna 299mila euro all’anno. Oltre ai richiami dell’Europa perché “nessuna procedura di messa concorrenza è stata eseguita per la scelta dei soci privati di Iren Spa”.

Inchiesta realizzata da CORTOCIRCUITO, giornalino studentesco di Reggio Emilia. Per info: http://www.cortocircuito.re.it/

Di Luca Gemmi (ideazione), Federico Marcenaro (riprese), Riccardo Pelli (voce narrante), Elia Minari (interviste e coordinamento), Marco Pisi, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo, Letizia Cocconi, Matteo Davoli, Andrea Franzoni, Alberto Massari, Francesco Garuti, Silvia Cristofori e Francesco Chiriatti.

Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali

COMUNICATO STAMPA NAZIONALE

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l’articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l’articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l’articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l’acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia! 

 

Vedi anche Repubblica, il Fatto, laPresse

I rimborsi elettorali tornano ai cittadini, semplice no?

GUARDA IL SERVIZIO DEL TG3

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Vi ricordate un anno fa quando tutti noi dei comitati referendari “2 SI per l’acqua bene comune” cercavamo finanziamenti anche con la formula della “sottoscrizione” (raggiunto il quorum il versamento sarebbe stato rimborsato)?

Ebbene, dopo tanti mesi passati non senza difficoltà (durante il quale qualcuno ha anche cercato, inutilmente, a sostituirsi al soggetto promotore del referendum per rubare letteralmente il rimborso elettorale), finalmente è arrivato il dovuto e in questi giorni stanno partendo le restituzioni delle sottoscrizioni.

E il tutto sta avvenendo come se questo fosse una cosa normalissima, perchè le parole che diamo e gli atti che ne derivano non sono urlati ed usati strumentalmente, ma… perseguiti con determinazione e coerenza.

Questa è la forza che il movimento per l’acqua ha messo in campo vincendo prima i referendum ed ora lottando per la loro attuazione!