Vicesindaco Sassi…meno fumo negli occhi e più confronto!

abcL’intervista del vicesindaco Sassi apparso sulla Gazzetta del 10 settembre, come tutti gli interventi sul tema dell’acqua pubblica che ci hanno generosamente ‘concesso’ alcuni dei nostri amministratori locali, è certamente degno di nota, e il comitato Acqua Bene Comune non può esimersi dal chiarire i seguenti punti.

È allarmante e inaccettabile che Sassi si permetta di affermare che la democrazia risulta “svilita” perché dei cittadini esprimono opinioni diverse da quelle dei rappresentanti eletti. Sassi sembra dimenticare che gli stessi rappresentanti eletti stanno andando contro la volontà popolare democraticamente espressa con il referendum, e negano da mesi ogni confronto reale ed aperto.

Si limitano a ripetere formule vuote e destituite di qualsiasi fondamento, che contraddicono i soli dati concreti a disposizione al riguardo, in contesti in cui ai cittadini non è dato il diritto di parola e di risposta.

A nostro parere i cittadini sono più che legittimati a chiedere spiegazioni e a scandalizzarsi se non le ottengono; è questo il vero svilimento della democrazia, e non tanto il fatto che con queste premesse alcuni cittadini non riescano a rispettare sempre le regole del bon ton.

Questo atteggiamento non costruttivo è confermato dal fatto che Sassi liquidi la questione centrale, cioè la possibilità di ripubblicizzare l’acqua, in modo sbrigativo, falso e superficiale (“lega mani e piedi a banche e creditori”), assumendo per valida la propria posizione mentre, come detto, gli studi fatti affermano l’esatto contrario.index

Sassi si lascia andare a fumose e improbabili considerazioni filosofiche sull’anima della sinistra, ma evita accuratamente di chiarire in cosa consista effettivamente il famigerato piano B, lasciando intendere che sia “praticamente” una ripubblicizzazione.

Il comitato rivendica una sola ripubblicizzazione possibile, non in nome di vuote ideologie ma basandosi su argomentazioni concrete: solo riportando la gestione dell’acqua sotto il completo ed esclusivo controllo pubblico si possono perseguire gli obiettivi che sono sempre stati alla base delle battaglie referendarie (prima e dopo il referendum del 2011): la salvaguardia della risorsa idrica in termini di qualità e di mancati sprechi, la difesa del diritto all’accesso all’acqua, l’uscita dalle logiche di profitto e dalle distorsioni che esse hanno comportato in numerosi casi, quali l’impoverimento delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio, stipendi sproporzionati ai manager, scelte economiche che si impongono su quelle sociali e politiche.

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune

Ven 29 maggio – RITORNO AL FUTURO: L’acqua torna pubblica!

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Venerdì 29 Maggio – Hortus Catomes Tot
Via Panciroli / Parco cervi (ex Campo Tocci) – REGGIO EMILIA
a partire dalle ore 19 aperitivo/buffet (5€) e una bella chiacchierata con

CORRADO ODDI, Forum Italiano dei Movimenti per l’ACQUA
RICCARDO PETRELLA, Presidente Università del Bene Comune
MAURIZIO LANDINI, Segretario Genrale FIOM – CGIL

Il tema della serata sarà il futuro della ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio Emilia e le prospettive per la gestione dei beni comuni tra la Via Emilia e l’Europa.

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ASSEMBLEA PUBBLICA: FACCIAMO IL PUNTO !

Flyer AssembleaÈ ora di fare il punto, pubblicamente, sul percorso verso la ripublicizzazione della gestione dell’Acqua.

A fine 2012 i Sindaci della Provincia hanno deciso di scorporare l’acqua da Iren e di affidarla ad un gestore interamente pubblico, ma l’obiettivo sembra essere ancora lontano e molteplici gli ostacoli da superare, a partire dall’indirizzo di senso contrario imposto dal Governo.

Prima delle recenti elezioni amministrative tutti i candidati sindaci, anche quelli di opposizione, hanno confermato l’obiettivo della ripublicizzazione, ma siamo in ritardo rispetto ai tempi previsti e soprattutto i cittadini ne sanno molto poco. Iren naturalmente frena, ma non è l’unica a farlo.

E’ora quindi di fare il punto e di chiarire ai cittadini dove vogliamo andare:

  • che tipo di soggetto sarà il nuovo gestore (la società civile reggiana si è espressa chiaramente per un’Azienda Speciale di diritto pubblico e non per una Spa di diritto privato, vedi Lettera aperta ai Sindaci reggiani)
  • quali saranno le funzioni e l’organizzazione del nuovo gestore
  • come verrà finanziata l’operazione
  • in che forme è prevista la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione e al controllo
  • quale futuro auspichiamo per Iren

Vi invitiamo quindi a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA

che si terrà a Reggio Emilia,

SABATO 18 Ottobre, alle ore 10

presso la sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro (via Roma 53)

 

Per rinfrescare le idee sul confronto relativo alla forma giuridica del nuovo gestore, potete leggere la Lettera Aperta ai Sindaci di novembre 2013 (firmata da 36 importanti associazioni che rappresentano decine di migliaia di abitanti del nostro territorio),
la risposta del PD e la replica del Comitato Acqua Bene Comune.

Vi ricordiamo anche che a inizio 2013 il Consiglio Comunale di Reggio Emilia (e anche qualcuno della provincia) approvò un Odg (sulla traccia della mozione di iniziativa popolare promossa dal Comitato ABC) che impegnava l’amministrazione a contrastare ulteriori processi di concentrazione e finanziarizzazione nella gestione dei servizi pubblici locali, ponendo uno stop ai progetti di creazione di un’unica grande Multiutiltity del Nord.   Se ne è parlato molto ultimamente, dando segnali anche contrastanti. Ci auguriamo che i nostri amministratori non abbiano cambiato idea in proposito.

 

Il Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune

 

Da Iren sempre dati contradditori sulla gestione dell’acqua

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Lunedì 8 luglio si è tenuto presso la Provincia un altro incontro del Forum Provinciale per l’Acqua, la sede  di confronto sul processo di ri-publicizzazione tra le amministrazioni e i cittadini voluta dall’Assessore Tutino.
Purtroppo la presenza dei sindaci è sempre molto limitata, folta invece la delegazione del Comitato Acqua Bene Comune.
E’ stata l’occasione per ascoltare da Iren (attraverso gli ingegneri Bertolini e Gualerzi) i dati relativi agli investimenti effettuati nel Servizio Idrico Integrato nel 2012.
Purtroppo però è stata anche l’occasione, ancora una volta, per registrare dati contraddittori.
Non si capisce perchè, infatti, che si parli del profitto che il gestore attuale fa sull’acqua o che si parli degli investimenti (programmati e reali), Iren non riesca mai a fornire 2 volte di fila gli stessi numeri, come vorrebbe una comunicazione davvero trasparente.
Lunedì ad esempio ci hanno mostrato che gli investimenti lordi (comprensivi dei contributi pubblici) nel 2012 sono stati pari a 20,5 milioni di Euro, mentre in documento precedente, sempre di Fonte Iren, visibile sul sito del Forum, gli investimenti per lo stesso anno erano quantificati in 19,4 milioni.
Gli investimenti al netto dei contributi pubblici (provenienti sempre dalle nostre tasche, come quelli di Iren, finanziati dalla tariffa) sarebbero invece pari a circa 15 milioni (14,4 secondo la fonte precedente).
Se poi confrontiamo questo dato con gli investimenti programmati, quelli che Iren si era impegnata a fare anche dopo la revisione al ribasso di fine 2011, cioè 24,9 milioni, constatiamo che lo scarto è molto significativo.
Non è dato sapere invece quale sia stato il profitto netto del gestore nel 2012.
Gli ultimi dati di fonte Iren, ancora una volta contradditori, risalgono al 2010, quando gli investimenti erano considerevolmente superiori, e vanno dai 549.000 E (fonte Viero), agli 811.000 E (fonte dirigenti Iren, dato presentato al Forum) ai 2,48 milioni (fonte Ato).
Nel 2012, essendo diminuiti, e molto, gli investimenti e aumentata la tariffa rispetto al 2010,  si presume che il profitto di Iren sull’acqua in provincia di Reggio (pagato dalle nostre bollette) sia stato largamente superiore.
Nonostante ciò l’Ing. Bertolini ieri ci ha detto che “per fortuna che Iren non si comporta come un’azienda privata (cos’altro è una Spa quotata in borsa ?) altrimenti allo scadere della concessione (fine 2011) e in presenza della decisione dei sindaci di scorporare e ri-publicizzare il servizio (fine 2012), gli investimenti sarebbero crollati e così pure la propensione alla collaborazione con l’Amministrazione Pubblica ….”.
Ma questa è un’affermazione propagandistica, dal momento che Iren non fa che comportarsi come il contratto che ha firmato le impone, anche nel periodo transitorio successivo alla scadenza. Nessun “regalo” quindi di Iren alla collettività.

Il percorso verso la ri-publicizzazione comunque continua.  Sono state incaricate 2 società di consulenza di fornire uno studio sugli aspetti economico-finanziari e su quelli legali.
Entrambe avrebbero dovuto fornire un primo contributo entro giugno-luglio, ma pare che ci riuscirà solo il consulente legale, che verrà a spiegare al Forum entro fine luglio come va affrontata la ri-publicizzazione.
La scelta, per noi cruciale, tra Società di diritto privato (Spa con finalità di profitto) o di diritto pubblico (Azienda Speciale operante fuori da logiche di profitto, seppur con vincolo di equilibrio di bilancio) competerà agli amministratori reggiani.
Ci auguriamo che i consulenti privati che paghiamo per aiutarci a ri-pubblicizzare (giacchè nessun soggetto pubblico pare fosse attrezzato a farlo…) ci forniscano elementi di valutazione obiettivi e non fondati su un pregiudiziale “favore per il mercato”, che già i cittadini hanno scartato in maniera inequivocabile con il Referendum.

Cogliamo l’occasione per segnalare che anche la concessione a Iren per la gestione dei Rifiuti è scaduta: crediamo ci siano i presupposti per ri-pubblicizzare anche questo servizio, come peraltro hanno dichiarato di voler fare i Sindaci della provincia di Piacenza, in situazione del tutto analoga alla nostra.
Per motivare l’opportunità di ri-pubblicizzare  basti pensare che  Iren si occupa  sia della raccolta che dello smaltimento, ma siccome è proprio dallo smaltimento (in discarica o con inceneritore) che ricava i suoi profitti, non è interessata a perseguire quegli obiettivi di raccolta differenziata che sono la premessa per la strategia “Rifiuti Zero” promossa ormai dalla stessa Comunità Europea.

Chiediamo quindi che si costituisca un Forum dedicato anche ai Rifiuti, come si è fatto per l’Acqua.

I SINDACI APPROVANO LA RIPUBBLICIZZAZIONE

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Piazza Prampolini il 13 giugno 2011

L’assemblea dei sindaci riunitasi oggi in Provincia ha approvato l’atto di indirizzo per definire il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua.

Il consiglio locale di ATERSIR (l’ex. ATO, l’assemblea provinciale che deliberava sulla gestione del servizio idrico) ha deciso di rinunciare alla gara europea per il rinnovo della concessione per la gestione del servizio idrico. “Una proposta che guarda alle nuove generazioni”, come titola il documento presentato dall’ass. Tutino, per creare un soggetto pubblico che possa gestire l’acqua della provincia di Reggio Emilia.

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La locandina dell’assemblea pubblica convocata lo scorso giugno

Il documento (leggi qui) è frutto del percorso avviato dall’assessore provinciale a seguito dell’esito referendario e delle pressanti richieste del Comitato Acqua Bene Comune. Un percorso sviluppatosi all’interno del Forum Provinciale per l’Acqua istituito dalla Provincia a cui hanno partecipato, oltre al Comitato, associazioni ambientaliste, di categoria e sindacali.

La votazione di oggi è un passo importantissimo dunque, fondamentale per l’avvio di un concreto processo di ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia.

Il Comitato Acqua Bene Comune è molto soddisfatto di questo risultato: ringraziamo gli amministratori presenti alla votazione e l’ass. Provinciale Mirko Tutino per l’impegno preso.

La discussione prima del voto è stata molto proficua: in particolare abbiamo colto con molto interesse le tante riflessioni sulla forma societaria che la nuova gestione “in house” dovrà assumere. Come Comitato proponiamo da tempo l’azienda speciale interamente pubblica: ente di diritto pubblico che da maggiori garanzie di controllo e partecipazione. E proprio verso questo modello di gestione sembra indirizzarsi l’assemblea dei sindaci: Tutino in primis appoggia l’idea di una azienda speciale per la concessione, dichiarandosi apertamente un sostenitore di questo soggetto giuridico, e dopo di lui altri sindaci partendo da Novellara.

Un approvazione di grandissima importanza, che apre effettivamente la strada alla ripubblicizzazione, inserendo anche elementi importanti nella discussione.

Riteniamo però necessarie alcune precisazioni, che abbiamo fatto anche in aula dopo avere presentato un nostro documento, proprio nel merito della delibera approvata.

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

La delibera prevede che “l’analisi propedeutica alla nascita del soggetto pubblico” sia svolta dal Comune di Reggio Emilia: un passo importante perchè la scelta sul futuro della nostra acqua non sia presa a livello regionale da ATERSIR ma sui territori. Ci auguriamo che la giunta Delrio sappia agire nell’interesse dei cittadini e non in quanto azionisti di IREN spa, nella veste di fautori della privatizzazione di AGAC che ci ha portati nella situazione attuale. Come abbiamo ribadito in Consiglio Comunale lunedì ci aspettiamo scelte chiare e nette, che non siano basate su giochi di parole ma su decisioni sostanziali per la realizzazione di un soggetto interamente pubblico che possa gestire l’acqua come bene comune.

Sempre per restare in “ambito linguistico” constatiamo che nel documento non si parla di un soggetto INTERAMENTE pubblico. Proprio per le ragione espresse poco fa ci appelliamo alla buona fede dei nostri amministratori, augurandoci di non cadere nella trappola dei giochi di parole. Anche IREN spa viene tuttora spacciata come azienda pubblica, per quel famoso 51% di azioni possedute dai sindaci. Non ci stancheremo mai di ripetere che tutto questo è falso: IREN è una società per azioni, governata secondo il diritto privato, partecipata dal pubblico ma non di proprietà interamente pubblica.

Una vera ripubblicizzazione non può prescindere da un’azienda totalmente pubblica posseduta interamente dagli amministratori locali.

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Parlando di decisioni e di processi di ripubblicizzazione nel documento si dice che la nuova società pubblica sarà pronta entro il 2014. Tutino ha sottolineato che questa tempistica servirà proprio a facilitare i sindaci che saranno eletti alle prossime consultazioni, che si vedranno consegnare una nuova azienda. Ancora una volta vogliamo sperare, e su questo vigileremo, che non vi sia dietro questa scelta di tempi un tentativo a temporeggiare, per non garantire un risultato immediato in modo da tenere aperta per alcuni anni una comoda via di uscita da questo processo virtuoso che si andrebbe a percorrere.

Su una cosa in particolare non possiamo tacere come Comitato Acqua Bene Comune.

Nel testo approvato oggi avvertiamo una gravissima esclusione dei cittadini dal processo di ripubblicizzazione: si tratta di una svista o di precisa volontà politica? Tutino ha parlato di un “percorso di consapevolezza culturale” svolto dalla Provincia e dagli amministratori sul tema dell’acqua come servizio da ripubblicizzare.

Conosciamo bene il mondo della politica reggiana e conosciamo le sue esigenze di auto-legittimizzazione e di attribuzione di meriti. Non è parte della nostra missione quello di lottare per un riconoscimento dei risultati al Comitato, ma è nostro compito fondamentale e imprescindibile agire affinché i cittadini vengano posti al centro nelle decisioni sull’acqua e i beni comuni.

Chi ha promosso e proposto la ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia, da oltre 6 anni a questa parte, sono i cittadini e il comitato. E’ grave constatare che nel processo di creazione del nuovo soggetto pubblico che gestirà l’acqua non siano stati coinvolti. Significa non riconoscere l’impegno e l’attività dei tanti cittadini, ma soprattutto vuol dire ignorare la richiesta di partecipare che da loro viene fatta. E’ impensabile proporre un processo di ripubblicizzazione in cui non vi sia spazio per la cittadinanza in un ruolo da protagonista insieme ai lavoratori e agli amministratori locali.

Questa è la battaglia culturale che portiamo avanti da anni e che evidentemente non abbiamo ancora vinto.

Il brindisi in piazza nel 2011

Il brindisi in piazza nel 2011

E’ con molta soddisfazione quindi che registriamo l’approvazione dell’atto di indirizzo di oggi, ritrovando in questo risultato la conferma al tanto impegno messo in campo da parte nostra e dei cittadini reggiani in tutti questi anni. E’ un risultato da festeggiare: una notizia importante non solo per Reggio Emilia ma per tutti i Comuni italiani in cui si lotta contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Il nostro impegno non finisce qui: invitiamo i cittadini ancora una volta a seguire con noi il percorso che ci porterà all’effettiva ripubblicizzazione. Un cammino lungo, in cui siamo chiamati ad essere presenti con la massima attenzione.

Oggi più che mai: SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

Reggio Emilia verso la ripubblicizzazione dell’acqua!

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Il percorso verso la ri-pubblicizzaione della gestione del Servizio Idrico Integrato in provincia di Reggio Emilia, ieri ha fatto un altro importantissimo passo avanti.

Con 27 voti favorevoli e soli 3 astenuti la mozione presentata dal Comitato Acqua Bene Comune è stata approvata dal Consiglio Comunale. Dopo una discussione in aula molto intensa e partecipata, durata diverse ore, la maggioranza dei consiglieri della Sala del Tricolore  ha votato quasi all’unanimità il testo sui cui il Comitato ha raccolto oltre 1500 firme di cittadini. Un testo elaborato durante l’estate in un tavolo allargato (a cui hanno partecipato tante persone, gruppi, associazioni e partiti)  per trovare risposta alla domanda che i cittadini continuavano a fare: “Perchè a Reggio Emilia non viene applicato il referendum e l’acqua è ancora gestita dal privato?”.

mozione popolare

La mozione impegna il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio a prendere una posizione chiara e inamovibile a livello provinciale (dunque nel voto dei prossimi giorni in Provincia) a sostegno della gestione pubblica e partecipata dal Servizio Idrico Integrato, tramite un soggetto di diritto pubblico. Per rafforzare questa richiesta il testo approvato prevede che il sindaco si impegni a trasformare AGAC INFRASTRUTTURE SPA  in un’azienda speciale consortile a cui affidare l’esclusiva gestione del servizio idrico integrato (SII).

Sono proprio queste ultime parole, scelte con molta accuratezza, a costituire l’elemento fondamentale del processo di ripubblicizzazione che ora deve essere messo in atto a Reggio Emilia. La creazione di un’azienda speciale consortile, a cui venga affidato in esclusiva la gestione del SII è la scelta più coerente che deve essere presa per rispettare l’esito referendario e il principio per cui da tanti anni ci battiamo: l’acqua come bene comune.

Infatti un’azienda di questo tipo, amministrata secondo il diritto pubblico e dunque senza scopo di lucro, è la modalità migliore attualmente disponibile per gestire l’acqua: l’unica che prevede la partecipazione dei cittadini e lavoratori e la totale trasparenza nell’operare. Da ultimo, e non in ordine di importanza, è l’unica che mette al riparo dalla borsa l’acqua come servizio pubblico. Non essendo una spa non prevede la possibilità che vi siano quote alienabili e vendibili in futuro e per questo garantisce, con una scelta di lungimiranza, la certezza di un totale controllo pubblico.

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Durante la discussione della mozione presentata dai cittadini, i consiglieri della maggioranza (PD-SEL) hanno messo ai voti anche un loro ordine del giorno. Questo, ripercorrendo sulla falsa riga la mozione del comitato, impegna il sindaco e la giunta ad affidare l’acqua ad un soggetto pubblico posseduto dai Comuni assegnando quindi le concessioni finora affidate ad IREN SPA a questo nuovo soggetto pubblico. Inoltre chiede che si apra un percorso di analisi sulla nascita di questo soggetto, per capirne il possibile funzionamento e sollecita il sindaco ad un lavoro di tipo istituzionale di contrasto al patto di stabilità nelle sue ricadute sulla gestione del servizio idrico.

ordine del giorno PD SEL

Un ordine del giorno, approvato con 22 favorevoli 5 astenuti e 3 contrari, che vuole seguire la direzione indicata dal Comitato Acqua Bene Comune, dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e dai milioni di italiani che hanno votato il referendum.

Il passo successivo avrà luogo venerdi 21 dicembre, quando saranno chiamati a esprimersi tutti i sindaci della provincia di Reggio Emilia, nell’ambito del Consiglio Locale dell’ATERSIR (l’ex Ato provinciale, ora regionale).

L’orientamento che esprimeranno, verosimilmente coerente con quello espresso ieri dal Consiglio Comunale di Reggio, dovrà poi essere formalmente fatto proprio dall’Atersir regionale.

Solo allora la decisione sarà definitiva.

Il Comitato Acqua Bene Comune auspica che il percorso verso la ri-pubblicizzazione possa andare in porto in tempi brevi e secondo le modalità proposte, cioè l’azienda speciale di diritto pubblico, che consentirebbe di mettere definitivamente in sicurezza la natura pubblica del servizio.

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Ci auguriamo che dietro le parole di Delrio, il quale si dichiara favorevole ad una ripubblicizzazione, non si celino trabocchetti semantici e linguistici.

Concordiamo con lui nel dire che “trattenendo le concessioni nella nostra società interamente pubblica non intendiamo dare vita a carrozzoni inefficienti con assunzioni pilotate dalla politica” e quando parla di una nuova società pubblica leggera pensiamo proprio a un nuovo modello di gestione, in cui (giusto per fare un esempio) il direttore generale non percepisca stipendi da favola e le decisioni sia no prese nell’interesse dei cittadini e non degli investitori esteri. Un’azienda pubblica dove l’unico obiettivo sia l’acqua come bene comune e non la spartizione di dividendi e la quotazione in borsa.

Un nuovo modello di gestione che guardi agli esempi virtuosi, alle gestioni efficienti e totalmente pubbliche presenti in Italia e in Europa.

Proprio per questi motivi la grande battaglia culturale, che come comitato portiamo avanti da anni, non è ancora conclusa.

Di certo possiamo dire che Reggio ha compiuto un passo in avanti nel cammino verso l’acqua bene comune.

 

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

Reggio Emilia, 18 dicembre 2012

 

Comitato Acqua Bene Comune Reggio Emilia

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 

ps. Restano ancora due mozioni da discutere. Visto che il dibattito in aula è stato molto ampio non vi era più il tempo per farlo. Per questo torneremo in Consiglio a gennaio.

 

SINDACI….udite, udite !

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Il Comitato Acqua Bene Comune è grato all’ass. provinciale Mirko Tutino di aver dato la possibilità ai sindaci della provincia, nell’ambito del Forum Provinciale per l’Acqua (lo scorso giovedi 22 novembre), di ascoltare la testimonianza di un’eccellente gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato, quella di Gorizia.

Come noto i nostri sindaci devono esprimersi tra breve sul futuro dell’acqua a Reggio Emilia, essendo scaduta a fine 2011 la concessione a Iren. Il 70% dei cittadini della provincia, con il Referendum, hanno già detto che la vogliono pubblica, ma evidentemente non basta. Ben venga allora, per i più scettici, l’ascolto di un’esperienza molto positiva di ri-pubblicizzazione . Anche a Gorizia c’era una multi-utility in via di privatizzazione (Iris), come la nostra, fatte le debite proporzioni… I 25 sindaci della provincia (tutti, quelli di destra e quelli di sinistra…) hanno deciso nel 2006 di scorporare l’acqua dalla multi-utility per affidarla ad un’azienda interamente pubblica. E’ stata una decisione “politica” nel senso alto del termine, perché l’acqua è un bene comune e deve restare fuori da logiche di profitto.

Riepiloghiamo le risposte date dal Direttore Generale di IrisAcqua, Paolo Lanari, alle principali obiezioni che muove chi si oppone alla ri-pubblicizzazione:

  1. Ri-pubblicizzare costa troppo “: a Gorizia i Sindaci (già proprietari della rete come qui a Reggio), non hanno sborsato un Euro. Si è solo leggermente aumentata, a compensazione, la quota degli ex soci privati nella multi-utility
  2. La multi-utility è più efficiente perché sfrutta sinergie e economie di scala”: i costi di gestione in realtà sono scesi scorporando l’acqua. Da notare (per i sindacati) che a Gorizia molte attività, qui esternalizzate, sono svolte da personale dell’azienda : circa 100 addetti, per un volume di vendite d’acqua inferiore a un terzo di quello di Iren in provincia di Reggio, svolgono in prima persona l’80% delle attività
  3. Una società pubblica (in house) fa fatica a finanziarsi”: Iris si finanzia in realtà a tassi decisamente più favorevoli rispetto a quelli di Iren e non costa niente ai sindaci della provincia
  4. Iren può investire molto di più in virtù della sua dimensione”: in realtà negli ultimi 5 anni a Gorizia hanno investito nel Servizio Idrico Integrato più (in valore assoluto) di quanto non abbia investito Iren a Reggio

Se a tutto ciò aggiungete che l’acqua a Gorizia costa oltre il 30% in meno di quanto costa a Reggio (il 65% in meno nel caso della prima fascia di consumi, per aiutare le famiglie). Che i profitti a Gorizia sono interamente reinvestiti nel servizio, il che consente di non aumentare la tariffa anche quando i consumi scendono, mentre qui se i cittadini consumano di meno vengono “premiati” con una tariffa più alta, per garantire il profitto di Iren…

E infine, se tenete conto che l’intero Consiglio di Amministrazione di IrisAcqua costa 22.500 Euro/anno (meglio non ricordare quanto costa quello di Iren…) capite bene, cari Sindaci, che anche fatte le debite proporzioni, ri-pubblicizzare l’acqua a Reggio Emilia è non solo possibile ed opportuno, ma anche doveroso, per rispetto verso il voto dei vostri cittadini che hanno detto BASTA alla mercificazione dei Beni Comuni.

Si scrive acqua si legge democrazia!

Ascolta tutto l’intervento di Paolo Lanari: parte 1, parte 2