Report Assemblea 18 ottobre… abbiamo fatto il punto!

ComitatoAcqua18Sabato 18 Ottobre alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è svolta un’affollata assemblea pubblica promossa dal Comitato  Acqua Bene Comune (ABC) per fare il punto sulla ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia. Sono intervenuti numerosi cittadini, amministratori, associazioni e anche parlamentari della provincia.

La prima considerazione positiva riguarda proprio la partecipazione a conferma dell’attenzione che ancora c’è su questa vicenda dopo 3 anni dal Referendum.

L’introduzione del Comitato ha fatto notare che il processo di ripubblicizzazione e scorporo del Servizio Idrico Integrato da Iren (deliberato dai Sindaci a fine 2012) procede troppo a rilento e che il tempo gioca a suo sfavore perché il Governo sta predisponendo misure di segno esattamente opposto, volte a favorire la concentrazione progressiva dei gestori dei servizi pubblici locali in pochissime grandi società quotate in borsa.

Abbiamo ricordato le cose da fare:

  • Quantificare l’indennizzo a Iren
  • preparare un Piano Industriale (decidere cosa dovrà fare il nuovo gestore e come dovrà organizzarsi)
  • preparare un piano economico-finanziario
  • trovare le risorse per finanziarlo
  • scrivere lo Statuto del nuovo gestore pubblico e decidere che forma giuridica dovrà avere
  • nominare un direttore generale, il Cda e un organismo di sorveglianza

finora si è prodotto qualcosa di concreto solo sulla prima. Quindi il ritardo è evidente (il nuovo soggetto pubblico doveva nascere già a metà 2014, secondo la delibera dei Sindaci).

I tre interventi successivi del Comitato hanno trattato:

  • l’organizzazione del nuovo soggetto gestore pubblico (Franco, lavoratore di Iren)
  • la forma giuridica che riteniamo preferibile perché ci consente di mettere in sicurezza la ripublicizzazione (Daniele)
  • la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione, condizione imprescindibile per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte (Carla)

Flyer Assemblea

Franco ha espresso l’assoluta necessità che lo scorporo dell’acqua dia luogo ad una vera azienda, strutturata ed autonoma, capace di gestire l’interezza del servizio. Ha denunciato che Iren ha impedito finora il coinvolgimento dei dipendenti nel processo e ha ricordato la diversa (opposta) posizione della Cgil territoriale di Reggio, favorevole allo scorporo e all’Azienda Speciale, e della Filctem (categoria della Cgil), che invece osteggia la ripubblicizzazione e difende a spada tratta le grandi multi utility quotate in borsa. Cisl, Usb e Cobas si sono dichiarate favorevoli alla ripubblicizzazione, ma poco presenti tra i lavoratori di Iren.

Daniele ha ribadito che la scelta della forma giuridica è tutta politica ed è una questione sostanziale e non formale (come sostiene invece il PD). L’Azienda Speciale (AS) è l’unico modo per porre il futuro gestore fuori dalle regole del libero mercato (seppure sia un soggetto economicamente autonomo e tenuto all’equilibrio di bilancio). L’AS esalta il ruolo dei Consigli Comunali e impone ai Sindaci di “cambiare verso” rispetto alle scelte devastanti compiute in passato. La richiesta di rinnovamento non è una posizione ideologica.
I 2 problemi che vengono imputati alle AS, reperire finanziamenti sul mercato e difficoltà a rimanere esente da clientelismo e corruzione quando viene “occupata” dalla politica, sono presenti anche con la forma della Spa e forse in maniera peggiore per la minore trasparenza dei propri atti.

Carla ha presentato le slide allegate sul tema della partecipazione (potete leggerle e scaricarle qui).
Ha spiegato la differenza tra “democrazia partecipativa”, che mette in primo piano la partecipazione diretta e attiva dei soggetti e “democrazia partecipata” che persegue la composizione di interessi con forme meramente consultive. Ha fatto riferimento a 3 possibili livelli partecipativi: i Consigli Comunali allargati, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato di Sorveglianza. Ha citato i diversi pareri in seno al movimento per l’Acqua, rimandando a uno “studio di fattibilità” che dovrebbe aiutarci a valutare i pro e i contro delle diverse possibilità.

1 (1)L’Assessore Tutino, che ha parlato a nome degli amministratori locali della provincia, ha detto (per la prima volta e in modo esplicito) che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dell’Azienda Speciale  e che questa è anche la loro prima scelta (alla domanda esplicita se questa era la “sua”personale opzione o anche quella dei Sindaci, ha risposto che è anche il punto di vista di Vecchi, sindaco di RE, e del segretario del PD, presente in sala) ma che la priorità  di finanziare gli investimenti viene prima di tutto, visto che i Comuni non hanno assolutamente risorse proprie da investire. “La forma giuridica non può e non deve diventare un ostacolo per le banche”. A questo proposito un cittadino ha invitato a rivolgersi a Banca Etica, molto propensa a finanziare operazioni di questo tipo, piuttosto che a banche speculative. Ha ribadito che la motivazione degli amministratori locali a portare a termine la ripubblicizzazione è compatta, in virtù del forte mandato elettivo ricevuto e si è impegnato ad accelerare i tempi del processo.

Anche sulla partecipazione dei cittadini Tutino ha dichiarato che sarà prevista dallo Statuto del nuovo soggetto gestore. Su questa questione dei vincoli che il PD ha ribadito di essere disposto a mettere nel futuro Statuto del gestore pubblico (Azionariato interamente pubblico, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini al controllo), avremmo potuto aprire una lunga discussione, ma non ce n’è stato il tempo.

Due  cittadini hanno chiesto che venga preso in considerazione l’articolo 43 della Costituzione ai fini della determinazione dell’indennizzo del valore residuo da corrispondere a Iren. Secondo questo articolo infatti la Legge può consentire, salvo indennizzo, il trasferimento allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori, di  servizi pubblici gestiti in condizioni di monopolio. Accogliendo qs richiesta l’assemblea si è impegnata a chiedere esplicitamente al Forum provinciale per l’Acqua (la sede di confronto voluta da Tutinio tra Enti Locali e cittadinanza attiva) di prendere posizione su qs punto. Il valore dell’indennizzo comunque non è scritto da nessuna parte, ma dovrà essere oggetto di trattativa tra i sindaci ed Iren, nell’interesse della collettività.

Un cittadino in particolare ha rimproverato al Comitato ABC un’eccessiva morbidezza, riprendendo polemicamente le parole di Tutino che ne aveva apprezzato il “supporto” al processo di ripubblicizzazione.

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Sia le parlamentari  Daga (M5S) e Mussini (gruppo misto) che Corrado Oddi del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua hanno messo in guardia sulle misure che sta approvando il Governo, capaci di compromettere seriamente il percorso reggiano verso la ripubblicizzazione. Tutino a questo proposito ha voluto rassicurare, citando il parere di un consulente legale appositamente interpellato, che sostiene che le misure governative comunque non impediscono il percorso reggiano.

Corrado Oddi però ha fatto notare che almeno 2 misure previste dalla Legge di Stabilità 2015 sono, strumentalmente, molto penalizzanti (e richiedono una mobilitazione):

  • l’obbligo per l’Ente locale che effettua la scelta “in house” di accantonare “pro-quota nel primo bilancio utile” una somma pari all’impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto
  • la priorità nei finanziamenti derivanti da risorse pubbliche ai gestori privati o a quelli che hanno deliberato aggregazioni societarie

Matteo Alberini della Camera del Lavoro ha detto che la Cgil non è affatto contraria a ripubblicizzare anche la gestione dei rifiuti, il cui affidamento a Iren è scaduto (insieme al Servizio idrico Integrato) a fine 2011. Questa è stata una piacevole novità.   Ora dobbiamo decidere se vogliamo iniziare questa battaglia, tutta da costruire. Ha  invitato anche i Sindaci che “finora si sono nascosti dietro a Tutino” ad assumersi le loro responsabilità, smarcandosi da Delrio, la cui posizione (favorevole alle concentrazioni e alla finanziarizzazione) è invece ben nota. Alberini ha anche consigliato di riprendere nel prossimo futuro le questioni della ripubblicizzazione ad una ad una, in modo da poterle approfondire maggiormente.

Infine il Comitato ABC ha invitato tutti  ad assumere una posizione precisa sul problema dei distacchi del servizio che stanno colpendo sempre più cittadini incolpevolmente insolventi a causa della grave crisi economica.

 

 

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia
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ASSEMBLEA PUBBLICA: FACCIAMO IL PUNTO !

Flyer AssembleaÈ ora di fare il punto, pubblicamente, sul percorso verso la ripublicizzazione della gestione dell’Acqua.

A fine 2012 i Sindaci della Provincia hanno deciso di scorporare l’acqua da Iren e di affidarla ad un gestore interamente pubblico, ma l’obiettivo sembra essere ancora lontano e molteplici gli ostacoli da superare, a partire dall’indirizzo di senso contrario imposto dal Governo.

Prima delle recenti elezioni amministrative tutti i candidati sindaci, anche quelli di opposizione, hanno confermato l’obiettivo della ripublicizzazione, ma siamo in ritardo rispetto ai tempi previsti e soprattutto i cittadini ne sanno molto poco. Iren naturalmente frena, ma non è l’unica a farlo.

E’ora quindi di fare il punto e di chiarire ai cittadini dove vogliamo andare:

  • che tipo di soggetto sarà il nuovo gestore (la società civile reggiana si è espressa chiaramente per un’Azienda Speciale di diritto pubblico e non per una Spa di diritto privato, vedi Lettera aperta ai Sindaci reggiani)
  • quali saranno le funzioni e l’organizzazione del nuovo gestore
  • come verrà finanziata l’operazione
  • in che forme è prevista la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione e al controllo
  • quale futuro auspichiamo per Iren

Vi invitiamo quindi a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA

che si terrà a Reggio Emilia,

SABATO 18 Ottobre, alle ore 10

presso la sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro (via Roma 53)

 

Per rinfrescare le idee sul confronto relativo alla forma giuridica del nuovo gestore, potete leggere la Lettera Aperta ai Sindaci di novembre 2013 (firmata da 36 importanti associazioni che rappresentano decine di migliaia di abitanti del nostro territorio),
la risposta del PD e la replica del Comitato Acqua Bene Comune.

Vi ricordiamo anche che a inizio 2013 il Consiglio Comunale di Reggio Emilia (e anche qualcuno della provincia) approvò un Odg (sulla traccia della mozione di iniziativa popolare promossa dal Comitato ABC) che impegnava l’amministrazione a contrastare ulteriori processi di concentrazione e finanziarizzazione nella gestione dei servizi pubblici locali, ponendo uno stop ai progetti di creazione di un’unica grande Multiutiltity del Nord.   Se ne è parlato molto ultimamente, dando segnali anche contrastanti. Ci auguriamo che i nostri amministratori non abbiano cambiato idea in proposito.

 

Il Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune

 

FIRMA ANCHE TU LA LETTERA – Cari sindaci Reggiani

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Nelle prossime settimane, tutti i sindaci della provincia di Reggio Emilia saranno chiamati a decidere che forma dare alla nuova gestione pubblica dell’acqua.

I cittadini si sono già espressi con il referendum nazionale del 2011: l’acqua deve essere gestita in modo totalmente pubblico, senza logiche di profitto con la maggiore trasparenza e partecipazione possibile. Per questo l’AZIENDA SPECIALE è il sistema migliore per farlo.

Siamo stanchi dei giochi di parole, delle decisioni prese a metà e delle soluzioni precarie. Vogliamo che l’acqua, il bene comune più prezioso, sia gestito con uno sguardo rivolto al futuro.

Per questo vi chiediamo di firmare questo appello ai sindaci, per chiedere loro coerenza, perchè facciano una scelta che metta in sicurezza la ripubblicizzazione dell’acqua.

FIRMA SUBITO LA LETTERA E AIUTACI A FARE FIRMARE PIU’ PERSONE POSSIBILI

https://www.change.org/it/petizioni/lettera-aperta-a-tutti-i-sindaci-della-provincia-di-reggio-emilia-per-ripubblicizzare-l-acqua-scegliendo-l-azienda-speciale

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Cari SINDACI Reggiani,

Siate coerenti e mettete in sicurezza la ripublicizzazione dell’ACQUA.

A fine 2012 avete preso una decisione coraggiosa, coerente con il Referendum e con la volontà dei vostri cittadini, cioè quella di ripublicizzare la gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) finora affidato a Iren spa. Non a caso questa decisione è stata da voi definita come “una proposta che guarda alle nuove generazioni”.

Nelle prossime settimane sarete chiamati a decidere che forma dare alla nuova gestione pubblica.

Dovrete scegliere cioè tra una Società per Azioni (di diritto privato) e un’Azienda Speciale consortile (di diritto pubblico), che rappresenta la soluzione più coerente con l’esito referendario.

E’ una scelta cruciale, da cui può dipendere il buon fine della ripublicizzazione.

Permetteteci di ricordarvi che, se con il primo referendum i cittadini italiani hanno abolito l’obbligo di privatizzare, con il secondo hanno detto che la gestione dell’acqua deve restare fuori da logiche di profitto. Ma il profitto è esattamente l’obiettivo che il Codice Civile assegna alle Società per Azioni (Spa).

Un’Azienda Speciale consortile invece è tenuta all’equilibrio di bilancio ma può perseguire anche altri obiettivi: ambientali (la riduzione dei consumi), sociali (il contenimento della tariffa ) e politici (la trasparenza e la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori del servizio).

Non ci sono motivazioni legali ed economiche tali da “obbligarvi” a scegliere la Spa.

La scelta a cui siete chiamati è essenzialmente politica.

Vi invitiamo dunque ad essere coerenti con le decisioni prese alla fine del 2012 e vi chiediamo di mettere in sicurezza la ri-publicizzazione scegliendo l’Azienda Speciale. Così facendo non solo rispetterete fino in fondo l’esito referendario, ma sarà anche più facile sottrarsi in futuro agli eventuali ricatti dei privatizzatori, non essendoci quote azionarie da cedere.

Vi chiediamo infine di garantire la trasparenza della vostra decisione, che dovrà essere oggetto di confronto pubblico all’interno del Forum Provinciale dell’Acqua.

Si scrive ACQUA, si legge DEMOCRAZIA.

 

       COMITATO PROVINCIALE ACQUA BENE COMUNE – Reggio Emilia

IREN, i sindaci e la campagna di Obbedienza Civile

IREN “si stupisce” della reazione dei cittadini alle proprie minacce, ma riconosce il loro diritto al rimborso (seppure parziale) degli importi versati a titolo di “remunerazione del capitale investito” . La Campagna di Obbedienza Civile quindi continua, perché “Si scrive ACQUA, si legge DEMOCRAZIA”.

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Nei giorni scorsi il Comitato prov. reggiano Acqua Bene Comune ha denunciato l’atteggiamento intimidatorio di Iren nei confronti dei cittadini che hanno aderito alla campagna di Obbedienza Civile (all’esito del Referendum ) trattenendo dal pagamento della propria bolletta dell’acqua la quota relativa alla “Remunerazione del Capitale”, (circa l’11%) abolita dal Referendum ma non nei fatti.

Abbiamo fatto presente che diverse sentenze e pareri, della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e del Tar, hanno dato fin qui ragione a chi lamenta la non applicazione dell’esito referendario. Abbiamo anche segnalato che è tuttora pendente un ricorso al Tar della Lombardia del Forum nazionale dei movimenti per l’Acqua contro il nuovo Metodo Tariffario, illegittimo a nostro avviso in quanto retroattivo (al 2012) e in quanto fa rientrare dalla finestra, col nome di “Oneri Finanziari”, quella stessa “Remunerazione del capitale” abolita dal Referendum.

Nonostante tutto ciò dovrebbe invitare alla prudenza, Iren ha intimato agli auto-riduttori il pagamento dei pochi Euro trattenuti minacciandoli di ridurre la fornitura dell’acqua al 15% e poi di interromperla del tutto, oltre che di pagare i costi connessi a queste operazioni, che possono anche superare i 1.000 E.

Nel suo comunicato di risposta alla segnalazione da parte nostra di questa intimidazione, a nostro avviso assolutamente sproporzionata, Iren si “stupisce” che questo atteggiamento “venga considerato una minaccia”. In realtà, queste modalità di “sollecito” sono state condannate da precise sentenze (citate nella nostra risposta) in quanto “pratica commerciale aggressiva e scorretta, posta in essere in violazione del generale principio di buona fede a cui si ispira tutta la disciplina a tutela del consumatore”.

Ci aspettiamo quindi che Iren lasci da parte questi metodi intimidatori e le chiediamo esplicitamente: davvero avete intenzione di tagliare l’acqua agli utenti che hanno auto-ridotto di pochi Euro le proprie bollette per richiamare l’attenzione sul rispetto dell’esito referendario ?

Capiamo bene che il contenzioso politico sulla tariffa dell’acqua va al di là della volontà di Iren stessa, che non può esimersi tuttavia dal riconoscere (nel suo comunicato) che siamo in attesa dei provvedimenti che “consentiranno di rimborsare a tutte le utenze gli importi non dovuti versati a titolo di remunerazione del capitale investito” (seppure solo per la seconda metà del 2011, cosa a nostro avviso inaccettabile).

In attesa che vengano riconosciuti i nostri diritti di utenti e di cittadini che hanno votato in modo inequivocabile ai Referendum, continuiamo quindi la nostra campagna di Obbedienza Civile, forti anche degli attestati di solidarietà che ci sono giunti da importanti associazioni della società civile reggiana (tra cui Federconsumatori e Arci).

Ci sia consentita infine una considerazione di fondo. In diversi atti “politici” recenti dei Sindaci reggiani (e non solo, anche dell’Atersir regionale) è stato messo nero su bianco che la gestione dell’acqua deve rimanere “fuori da logiche di profitto”, in coerenza con l’esito referendario.

L’applicazione di questo principio ha portato coerentemente (per una volta) alla decisione di ri-pubblicizzare per il futuro (dal 2014) la gestione dell’acqua in provincia di Reggio, scorporandola da Iren. Siamo tuttavia ancora ben lontani dal vedere questo principio applicato al presente. Iren, come le altre multi-utility quotate in borsa, continua a fare profitti milionari sulla gestione dell’acqua, pagati dalle nostre tariffe.

Questo viene riconosciuto a livello aggregato dalle relazioni periodiche fornite da Iren stessa per garantirsi i favori della borsa, ma resta immerso nella più totale mancanza di trasparenza quando si tratta di fornire dati concreti, affidabili e aggiornati, sulla gestione del Servizio Idrico Integrato a livello locale. Perché ?

Forse perché associare le tariffe locali (in costante crescita) con i profitti reali del servizio metterebbe in evidenza il conflitto di interesse degli amministratori locali, nella loro doppia veste di azionisti della multi-utility e di difensori degli interessi dei cittadini ?

I SINDACI APPROVANO LA RIPUBBLICIZZAZIONE

foto-festa

Piazza Prampolini il 13 giugno 2011

L’assemblea dei sindaci riunitasi oggi in Provincia ha approvato l’atto di indirizzo per definire il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua.

Il consiglio locale di ATERSIR (l’ex. ATO, l’assemblea provinciale che deliberava sulla gestione del servizio idrico) ha deciso di rinunciare alla gara europea per il rinnovo della concessione per la gestione del servizio idrico. “Una proposta che guarda alle nuove generazioni”, come titola il documento presentato dall’ass. Tutino, per creare un soggetto pubblico che possa gestire l’acqua della provincia di Reggio Emilia.

assemblea pubblica

La locandina dell’assemblea pubblica convocata lo scorso giugno

Il documento (leggi qui) è frutto del percorso avviato dall’assessore provinciale a seguito dell’esito referendario e delle pressanti richieste del Comitato Acqua Bene Comune. Un percorso sviluppatosi all’interno del Forum Provinciale per l’Acqua istituito dalla Provincia a cui hanno partecipato, oltre al Comitato, associazioni ambientaliste, di categoria e sindacali.

La votazione di oggi è un passo importantissimo dunque, fondamentale per l’avvio di un concreto processo di ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia.

Il Comitato Acqua Bene Comune è molto soddisfatto di questo risultato: ringraziamo gli amministratori presenti alla votazione e l’ass. Provinciale Mirko Tutino per l’impegno preso.

La discussione prima del voto è stata molto proficua: in particolare abbiamo colto con molto interesse le tante riflessioni sulla forma societaria che la nuova gestione “in house” dovrà assumere. Come Comitato proponiamo da tempo l’azienda speciale interamente pubblica: ente di diritto pubblico che da maggiori garanzie di controllo e partecipazione. E proprio verso questo modello di gestione sembra indirizzarsi l’assemblea dei sindaci: Tutino in primis appoggia l’idea di una azienda speciale per la concessione, dichiarandosi apertamente un sostenitore di questo soggetto giuridico, e dopo di lui altri sindaci partendo da Novellara.

Un approvazione di grandissima importanza, che apre effettivamente la strada alla ripubblicizzazione, inserendo anche elementi importanti nella discussione.

Riteniamo però necessarie alcune precisazioni, che abbiamo fatto anche in aula dopo avere presentato un nostro documento, proprio nel merito della delibera approvata.

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

La delibera prevede che “l’analisi propedeutica alla nascita del soggetto pubblico” sia svolta dal Comune di Reggio Emilia: un passo importante perchè la scelta sul futuro della nostra acqua non sia presa a livello regionale da ATERSIR ma sui territori. Ci auguriamo che la giunta Delrio sappia agire nell’interesse dei cittadini e non in quanto azionisti di IREN spa, nella veste di fautori della privatizzazione di AGAC che ci ha portati nella situazione attuale. Come abbiamo ribadito in Consiglio Comunale lunedì ci aspettiamo scelte chiare e nette, che non siano basate su giochi di parole ma su decisioni sostanziali per la realizzazione di un soggetto interamente pubblico che possa gestire l’acqua come bene comune.

Sempre per restare in “ambito linguistico” constatiamo che nel documento non si parla di un soggetto INTERAMENTE pubblico. Proprio per le ragione espresse poco fa ci appelliamo alla buona fede dei nostri amministratori, augurandoci di non cadere nella trappola dei giochi di parole. Anche IREN spa viene tuttora spacciata come azienda pubblica, per quel famoso 51% di azioni possedute dai sindaci. Non ci stancheremo mai di ripetere che tutto questo è falso: IREN è una società per azioni, governata secondo il diritto privato, partecipata dal pubblico ma non di proprietà interamente pubblica.

Una vera ripubblicizzazione non può prescindere da un’azienda totalmente pubblica posseduta interamente dagli amministratori locali.

 banchetto

Parlando di decisioni e di processi di ripubblicizzazione nel documento si dice che la nuova società pubblica sarà pronta entro il 2014. Tutino ha sottolineato che questa tempistica servirà proprio a facilitare i sindaci che saranno eletti alle prossime consultazioni, che si vedranno consegnare una nuova azienda. Ancora una volta vogliamo sperare, e su questo vigileremo, che non vi sia dietro questa scelta di tempi un tentativo a temporeggiare, per non garantire un risultato immediato in modo da tenere aperta per alcuni anni una comoda via di uscita da questo processo virtuoso che si andrebbe a percorrere.

Su una cosa in particolare non possiamo tacere come Comitato Acqua Bene Comune.

Nel testo approvato oggi avvertiamo una gravissima esclusione dei cittadini dal processo di ripubblicizzazione: si tratta di una svista o di precisa volontà politica? Tutino ha parlato di un “percorso di consapevolezza culturale” svolto dalla Provincia e dagli amministratori sul tema dell’acqua come servizio da ripubblicizzare.

Conosciamo bene il mondo della politica reggiana e conosciamo le sue esigenze di auto-legittimizzazione e di attribuzione di meriti. Non è parte della nostra missione quello di lottare per un riconoscimento dei risultati al Comitato, ma è nostro compito fondamentale e imprescindibile agire affinché i cittadini vengano posti al centro nelle decisioni sull’acqua e i beni comuni.

Chi ha promosso e proposto la ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia, da oltre 6 anni a questa parte, sono i cittadini e il comitato. E’ grave constatare che nel processo di creazione del nuovo soggetto pubblico che gestirà l’acqua non siano stati coinvolti. Significa non riconoscere l’impegno e l’attività dei tanti cittadini, ma soprattutto vuol dire ignorare la richiesta di partecipare che da loro viene fatta. E’ impensabile proporre un processo di ripubblicizzazione in cui non vi sia spazio per la cittadinanza in un ruolo da protagonista insieme ai lavoratori e agli amministratori locali.

Questa è la battaglia culturale che portiamo avanti da anni e che evidentemente non abbiamo ancora vinto.

Il brindisi in piazza nel 2011

Il brindisi in piazza nel 2011

E’ con molta soddisfazione quindi che registriamo l’approvazione dell’atto di indirizzo di oggi, ritrovando in questo risultato la conferma al tanto impegno messo in campo da parte nostra e dei cittadini reggiani in tutti questi anni. E’ un risultato da festeggiare: una notizia importante non solo per Reggio Emilia ma per tutti i Comuni italiani in cui si lotta contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Il nostro impegno non finisce qui: invitiamo i cittadini ancora una volta a seguire con noi il percorso che ci porterà all’effettiva ripubblicizzazione. Un cammino lungo, in cui siamo chiamati ad essere presenti con la massima attenzione.

Oggi più che mai: SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!