Report Assemblea 18 ottobre… abbiamo fatto il punto!

ComitatoAcqua18Sabato 18 Ottobre alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è svolta un’affollata assemblea pubblica promossa dal Comitato  Acqua Bene Comune (ABC) per fare il punto sulla ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia. Sono intervenuti numerosi cittadini, amministratori, associazioni e anche parlamentari della provincia.

La prima considerazione positiva riguarda proprio la partecipazione a conferma dell’attenzione che ancora c’è su questa vicenda dopo 3 anni dal Referendum.

L’introduzione del Comitato ha fatto notare che il processo di ripubblicizzazione e scorporo del Servizio Idrico Integrato da Iren (deliberato dai Sindaci a fine 2012) procede troppo a rilento e che il tempo gioca a suo sfavore perché il Governo sta predisponendo misure di segno esattamente opposto, volte a favorire la concentrazione progressiva dei gestori dei servizi pubblici locali in pochissime grandi società quotate in borsa.

Abbiamo ricordato le cose da fare:

  • Quantificare l’indennizzo a Iren
  • preparare un Piano Industriale (decidere cosa dovrà fare il nuovo gestore e come dovrà organizzarsi)
  • preparare un piano economico-finanziario
  • trovare le risorse per finanziarlo
  • scrivere lo Statuto del nuovo gestore pubblico e decidere che forma giuridica dovrà avere
  • nominare un direttore generale, il Cda e un organismo di sorveglianza

finora si è prodotto qualcosa di concreto solo sulla prima. Quindi il ritardo è evidente (il nuovo soggetto pubblico doveva nascere già a metà 2014, secondo la delibera dei Sindaci).

I tre interventi successivi del Comitato hanno trattato:

  • l’organizzazione del nuovo soggetto gestore pubblico (Franco, lavoratore di Iren)
  • la forma giuridica che riteniamo preferibile perché ci consente di mettere in sicurezza la ripublicizzazione (Daniele)
  • la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione, condizione imprescindibile per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte (Carla)

Flyer Assemblea

Franco ha espresso l’assoluta necessità che lo scorporo dell’acqua dia luogo ad una vera azienda, strutturata ed autonoma, capace di gestire l’interezza del servizio. Ha denunciato che Iren ha impedito finora il coinvolgimento dei dipendenti nel processo e ha ricordato la diversa (opposta) posizione della Cgil territoriale di Reggio, favorevole allo scorporo e all’Azienda Speciale, e della Filctem (categoria della Cgil), che invece osteggia la ripubblicizzazione e difende a spada tratta le grandi multi utility quotate in borsa. Cisl, Usb e Cobas si sono dichiarate favorevoli alla ripubblicizzazione, ma poco presenti tra i lavoratori di Iren.

Daniele ha ribadito che la scelta della forma giuridica è tutta politica ed è una questione sostanziale e non formale (come sostiene invece il PD). L’Azienda Speciale (AS) è l’unico modo per porre il futuro gestore fuori dalle regole del libero mercato (seppure sia un soggetto economicamente autonomo e tenuto all’equilibrio di bilancio). L’AS esalta il ruolo dei Consigli Comunali e impone ai Sindaci di “cambiare verso” rispetto alle scelte devastanti compiute in passato. La richiesta di rinnovamento non è una posizione ideologica.
I 2 problemi che vengono imputati alle AS, reperire finanziamenti sul mercato e difficoltà a rimanere esente da clientelismo e corruzione quando viene “occupata” dalla politica, sono presenti anche con la forma della Spa e forse in maniera peggiore per la minore trasparenza dei propri atti.

Carla ha presentato le slide allegate sul tema della partecipazione (potete leggerle e scaricarle qui).
Ha spiegato la differenza tra “democrazia partecipativa”, che mette in primo piano la partecipazione diretta e attiva dei soggetti e “democrazia partecipata” che persegue la composizione di interessi con forme meramente consultive. Ha fatto riferimento a 3 possibili livelli partecipativi: i Consigli Comunali allargati, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato di Sorveglianza. Ha citato i diversi pareri in seno al movimento per l’Acqua, rimandando a uno “studio di fattibilità” che dovrebbe aiutarci a valutare i pro e i contro delle diverse possibilità.

1 (1)L’Assessore Tutino, che ha parlato a nome degli amministratori locali della provincia, ha detto (per la prima volta e in modo esplicito) che non c’è nessun pregiudizio nei confronti dell’Azienda Speciale  e che questa è anche la loro prima scelta (alla domanda esplicita se questa era la “sua”personale opzione o anche quella dei Sindaci, ha risposto che è anche il punto di vista di Vecchi, sindaco di RE, e del segretario del PD, presente in sala) ma che la priorità  di finanziare gli investimenti viene prima di tutto, visto che i Comuni non hanno assolutamente risorse proprie da investire. “La forma giuridica non può e non deve diventare un ostacolo per le banche”. A questo proposito un cittadino ha invitato a rivolgersi a Banca Etica, molto propensa a finanziare operazioni di questo tipo, piuttosto che a banche speculative. Ha ribadito che la motivazione degli amministratori locali a portare a termine la ripubblicizzazione è compatta, in virtù del forte mandato elettivo ricevuto e si è impegnato ad accelerare i tempi del processo.

Anche sulla partecipazione dei cittadini Tutino ha dichiarato che sarà prevista dallo Statuto del nuovo soggetto gestore. Su questa questione dei vincoli che il PD ha ribadito di essere disposto a mettere nel futuro Statuto del gestore pubblico (Azionariato interamente pubblico, reinvestimento degli utili e partecipazione dei cittadini al controllo), avremmo potuto aprire una lunga discussione, ma non ce n’è stato il tempo.

Due  cittadini hanno chiesto che venga preso in considerazione l’articolo 43 della Costituzione ai fini della determinazione dell’indennizzo del valore residuo da corrispondere a Iren. Secondo questo articolo infatti la Legge può consentire, salvo indennizzo, il trasferimento allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori, di  servizi pubblici gestiti in condizioni di monopolio. Accogliendo qs richiesta l’assemblea si è impegnata a chiedere esplicitamente al Forum provinciale per l’Acqua (la sede di confronto voluta da Tutinio tra Enti Locali e cittadinanza attiva) di prendere posizione su qs punto. Il valore dell’indennizzo comunque non è scritto da nessuna parte, ma dovrà essere oggetto di trattativa tra i sindaci ed Iren, nell’interesse della collettività.

Un cittadino in particolare ha rimproverato al Comitato ABC un’eccessiva morbidezza, riprendendo polemicamente le parole di Tutino che ne aveva apprezzato il “supporto” al processo di ripubblicizzazione.

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Sia le parlamentari  Daga (M5S) e Mussini (gruppo misto) che Corrado Oddi del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua hanno messo in guardia sulle misure che sta approvando il Governo, capaci di compromettere seriamente il percorso reggiano verso la ripubblicizzazione. Tutino a questo proposito ha voluto rassicurare, citando il parere di un consulente legale appositamente interpellato, che sostiene che le misure governative comunque non impediscono il percorso reggiano.

Corrado Oddi però ha fatto notare che almeno 2 misure previste dalla Legge di Stabilità 2015 sono, strumentalmente, molto penalizzanti (e richiedono una mobilitazione):

  • l’obbligo per l’Ente locale che effettua la scelta “in house” di accantonare “pro-quota nel primo bilancio utile” una somma pari all’impegno finanziario corrispondente al capitale proprio previsto
  • la priorità nei finanziamenti derivanti da risorse pubbliche ai gestori privati o a quelli che hanno deliberato aggregazioni societarie

Matteo Alberini della Camera del Lavoro ha detto che la Cgil non è affatto contraria a ripubblicizzare anche la gestione dei rifiuti, il cui affidamento a Iren è scaduto (insieme al Servizio idrico Integrato) a fine 2011. Questa è stata una piacevole novità.   Ora dobbiamo decidere se vogliamo iniziare questa battaglia, tutta da costruire. Ha  invitato anche i Sindaci che “finora si sono nascosti dietro a Tutino” ad assumersi le loro responsabilità, smarcandosi da Delrio, la cui posizione (favorevole alle concentrazioni e alla finanziarizzazione) è invece ben nota. Alberini ha anche consigliato di riprendere nel prossimo futuro le questioni della ripubblicizzazione ad una ad una, in modo da poterle approfondire maggiormente.

Infine il Comitato ABC ha invitato tutti  ad assumere una posizione precisa sul problema dei distacchi del servizio che stanno colpendo sempre più cittadini incolpevolmente insolventi a causa della grave crisi economica.

 

 

Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia
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ASSEMBLEA PUBBLICA: FACCIAMO IL PUNTO !

Flyer AssembleaÈ ora di fare il punto, pubblicamente, sul percorso verso la ripublicizzazione della gestione dell’Acqua.

A fine 2012 i Sindaci della Provincia hanno deciso di scorporare l’acqua da Iren e di affidarla ad un gestore interamente pubblico, ma l’obiettivo sembra essere ancora lontano e molteplici gli ostacoli da superare, a partire dall’indirizzo di senso contrario imposto dal Governo.

Prima delle recenti elezioni amministrative tutti i candidati sindaci, anche quelli di opposizione, hanno confermato l’obiettivo della ripublicizzazione, ma siamo in ritardo rispetto ai tempi previsti e soprattutto i cittadini ne sanno molto poco. Iren naturalmente frena, ma non è l’unica a farlo.

E’ora quindi di fare il punto e di chiarire ai cittadini dove vogliamo andare:

  • che tipo di soggetto sarà il nuovo gestore (la società civile reggiana si è espressa chiaramente per un’Azienda Speciale di diritto pubblico e non per una Spa di diritto privato, vedi Lettera aperta ai Sindaci reggiani)
  • quali saranno le funzioni e l’organizzazione del nuovo gestore
  • come verrà finanziata l’operazione
  • in che forme è prevista la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla gestione e al controllo
  • quale futuro auspichiamo per Iren

Vi invitiamo quindi a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA

che si terrà a Reggio Emilia,

SABATO 18 Ottobre, alle ore 10

presso la sala “Di Vittorio” della Camera del Lavoro (via Roma 53)

 

Per rinfrescare le idee sul confronto relativo alla forma giuridica del nuovo gestore, potete leggere la Lettera Aperta ai Sindaci di novembre 2013 (firmata da 36 importanti associazioni che rappresentano decine di migliaia di abitanti del nostro territorio),
la risposta del PD e la replica del Comitato Acqua Bene Comune.

Vi ricordiamo anche che a inizio 2013 il Consiglio Comunale di Reggio Emilia (e anche qualcuno della provincia) approvò un Odg (sulla traccia della mozione di iniziativa popolare promossa dal Comitato ABC) che impegnava l’amministrazione a contrastare ulteriori processi di concentrazione e finanziarizzazione nella gestione dei servizi pubblici locali, ponendo uno stop ai progetti di creazione di un’unica grande Multiutiltity del Nord.   Se ne è parlato molto ultimamente, dando segnali anche contrastanti. Ci auguriamo che i nostri amministratori non abbiano cambiato idea in proposito.

 

Il Comitato prov.le reggiano Acqua Bene Comune

 

Tariffa dell’Acqua: un voto incomprensibile

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Si è tenuto lunedi scorso a Bologna un importante incontro dell’Autorità d’Ambito regionale (Atersir) per approvare le nuove tariffe dell’Acqua 2012-2013 (retroattive!) e la restituzione ai cittadini della quota relativa alla remunerazione del capitale, abolita dal Referendum del 2011.

Su entrambe le questioni Atersir non ha potere decisionale, ma è solo tenuta a ratificare ciò che decide l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) a cui il Governo ha delegato un potere tecnocratico fuori dal controllo democratico (non è un caso che i suoi costi siano coperti dagli stessi gestori dei servizi pubblici locali che dovrebbe controllare, da cui provengono anche i suoi strapagati manager).

Nello scorso aprile Atersir , presieduta dal Sindaco di Bologna Merola, aveva espresso un parere fortemente critico sul nuovo metodo tariffario proposto da AEEG (incoerente con l’esito referendario), ma le sue osservazioni non sono state tenute in alcun conto. E così è andata per quanto riguarda il ridicolo rimborso (meno di un decimo di quello che avrebbe dovuto essere secondo il Movimento referendario) ai cittadini della remunerazione del capitale abolita dal Referendum.

Lunedì ci si sarebbe aspettati quindi da Atersir un voto negativo che, pur non potendo cambiare nell’immediato le cose, avrebbe consentito al consiglio d’ambito più grande (e in teoria influente) d’Italia di ribadire con fermezza la propria posizione politica. Ma così non è stato.

La spiegazione di questo atteggiamento remissivo fornita dagli amministratori locali emiliano-romagnoli sta nel potere di ricatto esercitato nei loro confronti da AEEG che in caso di non ratifica avrebbe esautorato Atersir, tagliandogli i finanziamenti e rapportandosi direttamente ai gestori (di cui Atersir è l’organo pubblico di controllo).

Ma siamo sicuri che questo sarebbe potuto avvenire senza creare un serio problema politico ? O forse gli amministratori locali della nostra regione questo problema politico al “proprio” governo non avevano alcuna intenzione di crearlo ? E vogliamo dirlo che questo governo ha la privatizzazione dei servizi pubblici locali e la mercificazione dei beni comuni tra i propri obiettivi principali, in spregio dei Referendum ?

Ci risulta ancora più difficile da capire perché il rappresentante in Atersir della nostra provincia, Mirko Tutino, pur “avendo ricevuto dal suo Consiglio Locale (i sindaci reggiani) mandato a votare contro” – come lui stesso ha precisato- si sia limitato invece ad astenersi, accettando come contropartita 2 deboli emendamenti migliorativi alla delibera proposti dal collega forlivese, che ne lasciano tuttavia invariata la portata negativa.

Dai nostri amministratori locali continuiamo ad aspettarci più coerenza e più coraggio (non dimentichiamoci che tra pochi mesi ci chiederanno il nostro voto alle amministrative…)

E anche più dialogo con i loro cittadini, visto che solo 2 sindaci di montagna hanno risposto finora alla Lettera Aperta sulla ripublicizzazione del Servizio Idrico, inviata dal Comitato a tutti i sindaci reggiani prima di Natale, firmata da oltre trenta importanti associazioni della società civile reggiana, che rappresentano alcune decine di migliaia di abitanti del nostro territorio.

I SINDACI APPROVANO LA RIPUBBLICIZZAZIONE

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Piazza Prampolini il 13 giugno 2011

L’assemblea dei sindaci riunitasi oggi in Provincia ha approvato l’atto di indirizzo per definire il percorso di ripubblicizzazione dell’acqua.

Il consiglio locale di ATERSIR (l’ex. ATO, l’assemblea provinciale che deliberava sulla gestione del servizio idrico) ha deciso di rinunciare alla gara europea per il rinnovo della concessione per la gestione del servizio idrico. “Una proposta che guarda alle nuove generazioni”, come titola il documento presentato dall’ass. Tutino, per creare un soggetto pubblico che possa gestire l’acqua della provincia di Reggio Emilia.

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La locandina dell’assemblea pubblica convocata lo scorso giugno

Il documento (leggi qui) è frutto del percorso avviato dall’assessore provinciale a seguito dell’esito referendario e delle pressanti richieste del Comitato Acqua Bene Comune. Un percorso sviluppatosi all’interno del Forum Provinciale per l’Acqua istituito dalla Provincia a cui hanno partecipato, oltre al Comitato, associazioni ambientaliste, di categoria e sindacali.

La votazione di oggi è un passo importantissimo dunque, fondamentale per l’avvio di un concreto processo di ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia.

Il Comitato Acqua Bene Comune è molto soddisfatto di questo risultato: ringraziamo gli amministratori presenti alla votazione e l’ass. Provinciale Mirko Tutino per l’impegno preso.

La discussione prima del voto è stata molto proficua: in particolare abbiamo colto con molto interesse le tante riflessioni sulla forma societaria che la nuova gestione “in house” dovrà assumere. Come Comitato proponiamo da tempo l’azienda speciale interamente pubblica: ente di diritto pubblico che da maggiori garanzie di controllo e partecipazione. E proprio verso questo modello di gestione sembra indirizzarsi l’assemblea dei sindaci: Tutino in primis appoggia l’idea di una azienda speciale per la concessione, dichiarandosi apertamente un sostenitore di questo soggetto giuridico, e dopo di lui altri sindaci partendo da Novellara.

Un approvazione di grandissima importanza, che apre effettivamente la strada alla ripubblicizzazione, inserendo anche elementi importanti nella discussione.

Riteniamo però necessarie alcune precisazioni, che abbiamo fatto anche in aula dopo avere presentato un nostro documento, proprio nel merito della delibera approvata.

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

Davanti al Municipio per chiedere la discussione delle mozioni di iniziativa popolare

La delibera prevede che “l’analisi propedeutica alla nascita del soggetto pubblico” sia svolta dal Comune di Reggio Emilia: un passo importante perchè la scelta sul futuro della nostra acqua non sia presa a livello regionale da ATERSIR ma sui territori. Ci auguriamo che la giunta Delrio sappia agire nell’interesse dei cittadini e non in quanto azionisti di IREN spa, nella veste di fautori della privatizzazione di AGAC che ci ha portati nella situazione attuale. Come abbiamo ribadito in Consiglio Comunale lunedì ci aspettiamo scelte chiare e nette, che non siano basate su giochi di parole ma su decisioni sostanziali per la realizzazione di un soggetto interamente pubblico che possa gestire l’acqua come bene comune.

Sempre per restare in “ambito linguistico” constatiamo che nel documento non si parla di un soggetto INTERAMENTE pubblico. Proprio per le ragione espresse poco fa ci appelliamo alla buona fede dei nostri amministratori, augurandoci di non cadere nella trappola dei giochi di parole. Anche IREN spa viene tuttora spacciata come azienda pubblica, per quel famoso 51% di azioni possedute dai sindaci. Non ci stancheremo mai di ripetere che tutto questo è falso: IREN è una società per azioni, governata secondo il diritto privato, partecipata dal pubblico ma non di proprietà interamente pubblica.

Una vera ripubblicizzazione non può prescindere da un’azienda totalmente pubblica posseduta interamente dagli amministratori locali.

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Parlando di decisioni e di processi di ripubblicizzazione nel documento si dice che la nuova società pubblica sarà pronta entro il 2014. Tutino ha sottolineato che questa tempistica servirà proprio a facilitare i sindaci che saranno eletti alle prossime consultazioni, che si vedranno consegnare una nuova azienda. Ancora una volta vogliamo sperare, e su questo vigileremo, che non vi sia dietro questa scelta di tempi un tentativo a temporeggiare, per non garantire un risultato immediato in modo da tenere aperta per alcuni anni una comoda via di uscita da questo processo virtuoso che si andrebbe a percorrere.

Su una cosa in particolare non possiamo tacere come Comitato Acqua Bene Comune.

Nel testo approvato oggi avvertiamo una gravissima esclusione dei cittadini dal processo di ripubblicizzazione: si tratta di una svista o di precisa volontà politica? Tutino ha parlato di un “percorso di consapevolezza culturale” svolto dalla Provincia e dagli amministratori sul tema dell’acqua come servizio da ripubblicizzare.

Conosciamo bene il mondo della politica reggiana e conosciamo le sue esigenze di auto-legittimizzazione e di attribuzione di meriti. Non è parte della nostra missione quello di lottare per un riconoscimento dei risultati al Comitato, ma è nostro compito fondamentale e imprescindibile agire affinché i cittadini vengano posti al centro nelle decisioni sull’acqua e i beni comuni.

Chi ha promosso e proposto la ripubblicizzazione dell’acqua nella nostra provincia, da oltre 6 anni a questa parte, sono i cittadini e il comitato. E’ grave constatare che nel processo di creazione del nuovo soggetto pubblico che gestirà l’acqua non siano stati coinvolti. Significa non riconoscere l’impegno e l’attività dei tanti cittadini, ma soprattutto vuol dire ignorare la richiesta di partecipare che da loro viene fatta. E’ impensabile proporre un processo di ripubblicizzazione in cui non vi sia spazio per la cittadinanza in un ruolo da protagonista insieme ai lavoratori e agli amministratori locali.

Questa è la battaglia culturale che portiamo avanti da anni e che evidentemente non abbiamo ancora vinto.

Il brindisi in piazza nel 2011

Il brindisi in piazza nel 2011

E’ con molta soddisfazione quindi che registriamo l’approvazione dell’atto di indirizzo di oggi, ritrovando in questo risultato la conferma al tanto impegno messo in campo da parte nostra e dei cittadini reggiani in tutti questi anni. E’ un risultato da festeggiare: una notizia importante non solo per Reggio Emilia ma per tutti i Comuni italiani in cui si lotta contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.

Il nostro impegno non finisce qui: invitiamo i cittadini ancora una volta a seguire con noi il percorso che ci porterà all’effettiva ripubblicizzazione. Un cammino lungo, in cui siamo chiamati ad essere presenti con la massima attenzione.

Oggi più che mai: SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

IL FUTURO DELL’ACQUA A REGGIO EMILIA – BOTTA E RISPOSTA CON L’ASS. PROV. TUTINO

Ecco il testo della LETTERA APERTA  che abbiamo inviato alla cortese attenzione dell’Assessore Mirko Tutino. Abbiamo chiesto qualche notizia sul Forum Provinciale istituito per discutere del futuro dell’acqua a Reggio, che fino ad oggi ha prodotto ben pochi risultati. La risposta dell’assessore la trovate in fondo alla nostra lettera.

16.11.2012

Gent.mo Assessore,

vogliamo esprimerle pubblicamente la nostra preoccupazione per la piega che sta prendendo il dibattito pubblico sul “Futuro dell’Acqua a Reggio Emilia”. Da un lato, decadendo da gennaio la Giunta Provinciale di Reggio Emilia , ci chiediamo che fine farà il progetto del Forum Provinciale dell’Acqua da Lei avviato lo scorso giugno d’accordo con i Sindaci della Provincia. Dall’altro, siamo rimasti sconcertati dalla recentissima dichiarazione di “inammissibilità” con cui il Comune di Reggio stava per respingere 2 delle 3 Mozioni di Iniziativa Popolare presentate dal Comitato Acqua Bene Comune , con la firma di oltre 1.500 cittadini reggiani.

Il Forum dell’Acqua, aperto a tutti i portatori di interessi (enti pubblici, associazioni e comitati) aveva la finalità di produrre un documento d’indirizzo sulla tariffa idrica (da cui il Referendum dello scorso giugno ha tolto la Remunerazione del Capitale) e sulla gestione futura dell’acqua nella nostra provincia, essendo scaduta a fine 2011 la concessione a Iren. In quanto tale ci è sembrato un progetto meritevole, essendo trasparenza e partecipazione condizioni per noi imprescindibili .

Allo stesso tempo, tuttavia , per coinvolgere la cittadinanza (che già, ricordiamolo, si è espressa in maniera inequivocabile a favore della gestione pubblica dell’acqua con il Referendum dello scorso anno ) abbiamo lanciato la raccolta di firme per 3 Mozioni di iniziativa popolare a favore della ri-pubblicizzazione della gestione del Servizio idrico.

Per quanto riguarda il Forum dell’Acqua da lei promosso, in 6 mesi si sono svolti solo due incontri preliminari, purtroppo molto scarsamente partecipati dai Sindaci della Provincia. Parallelamente si è costituito un nucleo di “esperti”, riunitosi una sola volta, volto a valutare i bilanci del servizio idrico. Gli unici dati disponibili tuttavia sono quelli, spesso contradditori, forniti con il contagocce da Iren (il che la dice lunga sulla funzione di controllo che dovrebbero svolgere i Sindaci…). Ad esempio, per quanto riguarda la determinazione della quota di profitto presente nella tariffa (abolita dal Referendum), siamo ancora in alto mare : da Iren stessa sono uscite 3 versioni differenti, e la tariffa è aumentata anziché diminuire…

Il lavoro del Forum si è fermato quindi alla fase “istruttoria”, tuttora incompleta, e il suo ritardo rischia seriamente di comprometterne la finalità. Mancano meno di due mesi alla fine dell’anno (termine indicativo fissato per questo percorso) e ancora tanta è la strada per arrivare ad un parere espresso con cognizione di causa. Non vorremmo quindi che la conclusione fosse in qualche modo “già scritta”, in altre sedi, rendendo inutile il percorso partecipativo che Lei si era immaginato e che noi avevamo condiviso.

La trasparenza e la partecipazione sulle decisioni relative al futuro dell’acqua a Reggio sono ancora una priorità ? Per noi Si (il nostro slogan è : “Si scrive acqua, si legge democrazia”), e per gli amministratori reggiani ?

restiamo in attesa di un Suo gentile riscontro.

Il Comitato provinciale reggiano Acqua Bene Comune

 

La risposta di Tutino: “Voglio rassicurare il comitato Acqua Bene Comune che il percorso non si è fermato. continua a leggere qui

 

Consegnate le prime 800 firme!

La concessione per la gestione dell’acqua a Reggio Emilia, affidata all’azienda privata IREN SPA, è scaduta l’anno scorso. Entro la fine di quest’anno i nostri amministratori dovranno decidere il futuro dell’acqua di tutta la nostra provincia. Infatti i sindaci, anche su pressione della Commissione Europea, dovranno scegliere tra un affidamento ad un azienda speciale pubblica o, ricorrendo ad un bando di gara, ad una nuova gestione privata.

Una scelta cruciale, anche perchè si parla di affidamenti che hanno una durata ventennale o trentennale. Una scelta ancor più importante perchè avviene a poco più di un anno del referendum del 12/13 giugno 2011 che ha visto proprio nella nostra città il maggior numero di votanti a favore dell’acqua come bene comune e dunque non privatizzabile.

 

Proprio per questo oggi il comitato Acqua Bene Comune di Reggio Emilia ha consegnato al segretario comunale le firme raccolte a sostegno di tre mozioni di iniziativa popolare a favore della ripubblicizzazione dell’acqua a Reggio e provincia.

Con questo strumento di partecipazione vogliamo aprire la discussione su un tema così delicato a tutta la città. I cittadini hanno accolto la nostra proposta con molto entusiasmo: oltre 800 firme raccolte in meno di un mese. Perchè l’acqua è un bene comune e interessa a tutta la comunità.

Nella prima mozione viene chiesto che nello statuto comunale l’acqua sia definita “un bene comune privo di rilevanza economica”, perchè solo così si può procedere verso la ripubblicizzazione della gestione, come chiediamo nella seconda mozione. Ripubblicizzare significa restituire ai cittadini il controllo sulla gestione di un bene così prezioso: chiediamo trasparenza, efficienza e partecipazione nella gestione. Cose che non si possono ottenere con l’attuale gestione privata, affidata ad una azienda quotata in borsa, IREN SPA, dove i nostri sindaci sono semplici consiglieri di amministrazione e a comandare sono manager pagati più del presidente degli Stati Uniti.

L’attuale crisi finanziaria ci ha ampiamente dimostrato i rischi e le incertezze del mercato, e affidare alla Borsa ed al profitto la gestione dell’acqua porta solo all’impoverimento della nostra azienda con pesanti ricadute sui territori. Proprio per salvaguardare il legame che l’azienda che dovrà gestire l’acqua con il territorio di Reggio chiediamo con la terza mozione che venga ostacolata la possibile fusione tra IREN SPA (Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia) con A2A (Milano e Brescia).

Questa iniziativa, che fa parte della Campagna di Obbedienza Civile, chiede appunto ai nostri amministratori coerenza nell’obbedire al referendum che tutti insieme abbiamo costruito e vinto.

A dimostrazione che questo percorso è ampiamente condiviso vi è anche l’adesione di tante associazioni e partiti: a sostegno delle tre mozioni infatti si sono schierati SEL, Movimento 5 Stelle, IDV, Gente di Reggio, Reggio Democratica, Federazione della Sinistra, Alba.

Il percorso che porterà alla discussione in consiglio comunale, prevista entro i prossimi 2 mesi, è tuttora aperto alla partecipazione di altre forze politiche, associazioni e gruppi di cittadini. A conferma dell’ampio raggio di adesioni vi è anche la splendida partecipazione di alcuni parroci che hanno deciso di raccogliere le firme proprio davanti alla chiesa nelle scorse domeniche.

La raccolta firme dunque continua, per dare la possibilità a tutti i cittadini di partecipare a questa iniziativa politica fatta dal basso a difesa dei beni comuni.

Metteremo in campo anche iniziative pubbliche per confrontarci insieme su questo tema prima del consiglio comunale in cui potremmo presentare le nostre mozioni.

La provincia ha istituito un Forum a carattere provinciale per valutare le possibili alternative per il futuro della nostra acqua. Noi crediamo che una chiara decisione sia già stata presa lo scorso 12/13 giugno con il referendum. Anche i nostri sindaci votarono a favore, quindi a questo punto chiediamo loro coerenza.

Si tratta di una decisione politica coraggiosa.

I cittadini sono pronti, e loro?

Reggio24ore: L’assessore Tutino si sbilancia ”Voterò sì ai due referendum su acqua e nucleare”

Mirko Tutino, assessore a pianificazione, cultura, ambiente e paesaggio della Provincia di Reggio, ha scelto: saranno due “sì” quelli che apporrà in primavera sulle due schede dei referendum abrogativi approvati dalla Corte Costituzionale per chiamare i cittadini a decidere sull’abolizione dell’ipotesi di privatizzazione del ciclo idrico e per dire no al ripristino di un piano nazionale di approvvigionamento di energia nucleare in Italia. L’ha fatto con una lettera aperta che pubblichiamo integralmente.

Da 16 anni non si raggiunge il quorum in un referendum e per questo motivo non sono innamorato di questa forma di coinvolgimento della cittadinanza. E’stata molto abusata. Ma questo referendum è importante ed ora siamo chiamati al voto: personalmente ritengo che ci si debba sempre recare alle urne ed ovviamente lo farò anche in questa occasione. Ritengo che un amministratore pubblico, così come ogni forza politica, su questioni di questa importanza debbano esprimersi chiaramente. La mia posizione personale sia sui referendum promosso dal comitato “Acqua Pubblica” sia su quello relativo al nucleare sarà per il sì. Voterò quindi contro la privatizzazione forzata dei servizi e contro il nucleare.

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fonte http://www.reggio24ore.com